Origini del razzismo: riassunto di storia

Di Redazione Studenti.

Origini del razzismo negli Stati Uniti d'America: riassunto di storia sulle origini del fenomeno, il razzismo contro i neri e il Ku Klux Klan

ORIGINI DEL RAZZISMO

Riassunto sulle origini del razzismo
Riassunto sulle origini del razzismo — Fonte: getty-images

Le differenze economiche, sociali e politiche portano al razzismo. Il razzismo è un fenomeno che parte dalla concezione, sbagliata, della superiorità di una razza sulle altre. La scienza nega la superiorità o l’inferiorità di una razza rispetto alle altre. Il razzismo è creato dal colore della pelle, dalla religione, da minoranze etniche, e dall’emigrazione. Oggi esistono ancora varie forme di razzismo anche se legalmente gli uomini sono tutti uguali!

STORIA DEL RAZZISMO

Il razzismo è un fenomeno antico, che conosce alla fine del XX secolo una preoccupante ripresa.
Il nuovo razzismo esplode nelle aree geografiche dell’Europa occidentale, interessate dalle migrazioni da est e da sud del mondo ma anche grazie al rinascente nazionalismo. Nel corso di questo secolo l’inizio del colonialismo europeo in Africa aprì la strada a manifestazioni di razzismo da parte delle popolazioni colonizzatrici nei confronti degli indigeni di colore.

Tale atteggiamento non fu assunto in tutte le potenze colonizzatrici nella stessa intensità: sia il Portogallo che la Francia perseguirono una politica di assimilazione; il Brasile si astenne da ogni discriminazione nei confronti degli Indios e dei neri pur tenendo l’istituto della schiavitù fino al 1888. La Gran Bretagna riconobbe ai nativi delle proprie colonie d’Africa e dell’India il diritto di godere di istituzioni proprie attribuendo ai nativi una posizione di supremazia.
L’assenza di una coerente politica verso gli stati sottosviluppati del mondo rende la situazione ancora più inquietante perché renderebbe inevitabile lo spostamento di numerose masse di persone verso gli stati ricchi alla ricerca di soccorso.

Il problema del razzismo contro i neri si presenta nei suoi tratti più caratteristici negli Stati Uniti. Le origini risalgono al periodo di ricostruzione nazionale seguito alla guerra di Secessione 1861-1865; nel 1863 infatti erano stati attribuiti a tutti i neri d’ America.  I diritti civili e politici accordando la libertà personale, senza aver però predisposto le condizioni necessarie al loro inserimento nella vita sociale. Nel sud tali provvedimenti provocarono l’insorgere di manifestazioni e iniziò l’intolleranza razziale da parte dei bianchi: vennero così a formarsi i Ku Klux Klan .

Vennero emanate alcune disposizioni a carattere segregazionista, come la quasi totale espulsione da locali pubblici e trasporti, dalle scuole, da alberghi e ristoranti e il divieto di matrimoni misti. La discriminazione razziale nel nord non fu così grave come nel sud ma alcune leggi come quella dei matrimoni misti fu accolta anche da alcuni stati del nord e  i neri erano considerati “cittadini di seconda classe”.

L’inurbamento nel nord di masse di lavoratori neri emigrati da sud produssero il sorgere dei primi movimenti di difesa degli interessi dei neri. Il crescente aumento della minoranza nera nella vita sociale e produttiva, la forte partecipazione di soldati neri alla seconda guerra mondiale e alla guerra di Corea indussero nel secondo dopoguerra la corte suprema a emanare numerose sentenze sulla discriminazione razziale.

Nonostante gli sforzi dell’amministrazione di Kennedy per garantire la piena integrazione dei neri nella società americana la continuità della discriminazione razziale portò a soluzioni estreme.  L’assassinio del leader King alla vigilia della “marcia de poveri” produsse un’ulteriore radicalizzazione del movimento nero con la formazione della pantere nere.

Le discriminazioni si allentarono all’ inizio degli anni settanta e nel 1971 il partito delle pantere nere entrò in crisi.

Nel 1984 un candidato di colore, il reverendo Jackson, riuscì a combattere fino all’ ultimo per la candidatura del partito democratico alla candidatura alla presidenza degli Stati Uniti. I primi anni novanta hanno registrato un ritorno di interesse a tale problema, da ricordare è la marcia su Washington nel 1995 di circa un milione di persone.

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