Università e lavoro: ecco le migliori nel placement

Di Veronica Adriani.

Orientamento universitario e lavoro: ecco quali sono i migliori atenei italiani nel servizio placement e i servizi che offrono agli studenti

ORIENTAMENTO UNIVERSITARIO E OCCUPABILITÀ

Orientamento universitario: ecco i migliori atenei in fatto di placement
Orientamento universitario: ecco i migliori atenei in fatto di placement — Fonte: istock

Stando alla classifica 2019 dei QS Employability Rankings, sono 7 le università italiane che hanno conquistato i primi posti al mondo, rientrando fra le prime 200 a livello globale in termini di occupabilità. Due sono addirittura tra le prime 100: il Politecnico di Milano e La Sapienza di Roma. Due università molto diverse tra loro per dimensioni e offerta didattica, ma che hanno sviluppato nel tempo delle strategie efficaci per garantire ai propri studenti un'alta occupabilità post-lauream.

QUALE UNIVERSITÀ SCEGLIERE

I criteri secondo cui è stata stilata la classifica sono molto vari, e vanno dal successo degli ex studenti alle preferenze dei datori di lavoro, dai collegamenti attivi col mercato del lavoro al tasso di occupazione a tempo indeterminato. Osservando i nomi in graduatoria sorge però una domanda: esiste una ricetta comune a tutti gli atenei? Quali sono le buone pratiche messe in campo da ciascuno? Quali sono somiglianze e differenze? Per capirlo meglio, abbiamo scelto di analizzare le metodologie che cinque fra i primi atenei italiani in graduatoria - Politecnico di Milano, Sapienza di Roma, Università Cattolica del Sacro Cuore, Alma mater di Bologna, Politecnico di Torino - mettono in campo per assicurare ai propri studenti un efficace orientamento al lavoro.

Una panoramica: nel quadro complessivo non mancano banche dati dirette, organizzate o in collaborazione con portali interateneo o dedicate all'interno dell'ateneo stesso. Ma la sensazione generale è che le università si stiano mostrando decisamente più aperte al mondo del lavoro. Quello che emerge è che la didattica sta diventando più trasversale e interattiva: i docenti stanno percependo l'importanza di far sporcare le mani agli studenti: nascono così gli incontri diretti, i workshop aziendali, i colloqui di assessment. Le aziende iniziano a prendere parte alla vita d'aula, e nascono così anche momenti di formazione specifica sulle competenze trasversali - le soft skills - o tecniche: si impara a scrivere il CV, la lettera di presentazione, a sostenere un colloquio di lavoro. Una formazione da master? Probabilmente sì. Certamente, un tipo di didattica che negli anni scorsi si faceva fatica a immaginare e che ora sta diventando invece sempre più presente, costituendo per le aziende un importante bacino diretto cui attingere per il recruiting.

POLITECNICO DI MILANO

Al primo posto fra gli italiani, 36° a livello mondiale, il Politecnico di Milano si configura come l'ateneo nazionale che meglio riesce a coniugare un'offerta didattica di qualità con un ottimo collegamento con il mondo del lavoro. Qualche dato: "Ad oggi sono 10.000 gli studenti e laureati che usano il portale del Career Service ogni mese. Oltre 5.000 studenti partecipano agli incontri con le aziende in ateneo ogni anno e 1.500 studenti hanno ricevuto una consulenza personalizzata presso l’Assessment Center" racconta Francesca Saracino, responsabile del Career Service del Politecnico, che vanta, secondo l’ultima indagine occupazionale realizzata nel 2018, un tasso di occupabilità del 93,2%  a 12 mesi dalla laurea.

Un successo non scontato, che trova però piena risposta nei tanti servizi che il Career Service mette a disposizione degli studenti. L’Assessment Center, con cui lo studente può entrare in contatto almeno fin dal terzo anno di studio, fornisce orientamento personalizzato e supporto per la prima scrittura del CV. Inoltre lo studente può prenotarsi "per svolgere una prova di colloquio di gruppo con assessor aziendali e ricevere un feedback sulle soft skills importanti per il mondo del lavoro". Ci sono poi le iniziative che vedono le aziende direttamente protagoniste in ateneo: "fiere legate a settori specifici, tavole rotonde con manager, workshop, mentoring con alumni, academy aziendali" spiega ancora Saracino, oltre alle fiere del lavoro aperte agli studenti laureati, che hanno anche la possibilità di candidarsi "per fare un colloquio di lavoro direttamente in ateneo durante La Settimana del Recruiting".

ORIENTAMENTO UNIVERSITARIO: IL CAREER ADVISOR

Ma qual è nello specifico il ruolo di un Career Advisor? "Il Career Advisor suggerisce allo studente le azioni di ricerca attiva del lavoro più adeguate e condivide con lo studente una lista di aziende, settori e ruoli professionali in linea con le sue aspirazioni e la sua preparazione" spiega Saracino. "Il Career Advisor poi invita lo studente a partecipare attivamente agli incontri con le aziende in ateneo perché possa capire meglio la varietà e complessità del mondo del lavoro. Vogliamo che apra gli occhi rispetto a quello che c’è fuori dall’università". Il tutto, senza sostituirsi mai ai recruiter aziendali: "Ogni azienda segue criteri diversi" continua Saracino. "Proponiamo all’azienda di mettersi in gioco e di incontrare direttamente gli studenti per selezionarli".

Ilaria Di Memmo è un'Alumna del Politecnico: laureata magistrale in Ingegneria Aeronautica a dicembre 2017, oggi lavora in Leonardo come Airframe System Analyst: "un lavoro interdisciplinare tecnico e gestionale", spiega, che si basa - semplificando in estrema sintesi - sulla comprensione di sistemi aeronautici e sull'individuazione di eventuali criticità. Ilaria è arrivata in azienda tramite una candidatura spontanea, ma, dichiara con convinzione, "aver fatto il Politecnico mi ha aperto delle grandi opportunità". Non solo attraverso il career Service ha avuto la possibilità di imparare a scrivere un CV e una motivation letter, o partecipare ad eventi di recruiting, ma ha potuto conoscere l'azienda direttamente durante gli studi, grazie a diverse collaborazioni con l'ateneo. Ma non è tutto: "Non ho mai riscontrato alcun problema nel fare colloqui tecnici" spiega ancora Ilaria "mentre l'aspetto del sapersi relazionare e del comunicare l'ho sviluppato soprattutto con le esperienze all'estero: un Erasmus di sei mesi in Spagna al quarto anno e la scrittura della tesi in cotutela a Delft, in Olanda. Per tutte queste esperienze ho usufruito sempre di borse di studio". Un'esperienza che consiglierebbe? "Mia sorella è al primo anno di Ingegneria a Politecnico. Se non fossi più che soddisfatta non l'avrei indirizzata qui".

UNIVERSITÀ CATTOLICA DEL SACRO CUORE

L'unico ateneo italiano privato in classifica fra i primi 200 al mondo è la Cattolica, con quattro sedi in Italia e 12 facoltà. Dei 40.000 studenti iscritti all'ateneo, più di 12.000 si sono serviti degli incontri organizzati dall'università con aziende di vari settori, mentre circa mezzo milione l'anno usufruisce del portale Step, dove vengono pubblicati annunci di lavoro da parte delle aziende. Altri numeri? Da settembre 2017 a luglio 2018 sono stati 493 i testimonial aziendali di ogni area e settore che hanno portato  in aula la propria esperienza e più di 8000 i tirocini attivati, di cui 1500 che hanno visto coinvolti ragazzi laureati.

Come altri atenei, anche la Cattolica nei suoi incontri organizza workshop su casi aziendali reali, da risolvere attraverso project work di gruppo e da presentare al management. Una formazione di alto livello, nei fatti, che viene organizzata già nel corso degli studi accademici per fare pratica sul public speaking e aperta a tutti i settori, senza limitazioni.

ORIENTAMENTO AL LAVORO: LE FACOLTÀ UMANISTICHE

Due sono però i veri punti di forza della Cattolica: il career day annuale promosso in quattro sedi – Milano, Brescia, Piacenza e Roma – e l'orientamento specialistico nel settore umanistico, quello delle cosiddette "lauree deboli". Il career day porta in cattolica ogni anno tra gli 8.000 e i 10.000 studenti, provenienti però anche dall'esterno. Un grande asset per le aziende, che in quell'occasione possono incontrare laureati in ogni disciplina e ateneo, ma anche per i ragazzi, che in questo modo si trovano a dover fare le prime esperienze di recruiting in un ambito competitivo, "assaggiando" il mondo del lavoro nel quale presto dovranno muoversi da soli.

Cogito ergo work è invece il progetto che coinvolge docenti e studenti delle facoltà umanistiche, per accendere una luce sulle prospettive occupazionali dei laureati in Lettere e Filosofia: professionisti di ogni ambito laureati nel settore umanistico portano la loro testimonianza per mostrare gli sbocchi professionali post-lauream e spiegare un concetto spesso volatile: la laurea in sé resta piuttosto sterile se non finalizzata a un obiettivo di vita e carriera.

ALMA MATER STUDIORUM, BOLOGNA

Tra gli atenei generalisti compare, al quarto posto fra le italiane, 180° nella classifica generale con un balzo in avanti di otto posizioni, l'Alma Mater Studiorum di Bologna. Si calcola che gli studenti laureati nei 219 corsi di studio attivati all'interno dell'ateneo vantino un tasso medio di occupazione del 76,6% a un anno dal conseguimento del titolo (dati relativi ai laureati magistrali).

La prof. Eugenia Rossi di Schio, delegata all'orientamento per l'università di Bologna, parla di 6500 studenti coinvolti nelle iniziative organizzate dall'ateneo: un progetto didattico sulle competenze trasversali che inizia fin dalla triennale, oltre alle varie "attività di orientamento al lavoro: la preparazione del cv, la ricerca attiva del lavoro, come affrontare il colloquio di lavoro o un assessment test". Non mancano "numerosi momenti di incontro con le aziende, che prevedono anche momenti di coinvolgimento dei partecipanti come workshop, business game/case o autopresentazioni", oltre naturalmente al Career Day annuale, che nella sua ultima edizione ha visto partecipare ben 152 aziende.

ORIENTAMENTO UNIVERSITARIO: LE AZIENDE

Quanto intervengono le aziende nella ricerca di un determinato profilo? "Se si tratta di organizzare un incontro con le aziende, sono le aziende stesse a fornirci i profili ricercati" spiega Rossi Di Schio. "L’ufficio si avvale di consulenti psicologi del lavoro per svolgere attività di matching tra i profili ricercati e i cv dei laureandi/laureati, se questo viene richiesto dalle aziende". Ma non manca una banca dati più ampia, cui le aziende si affidano in modo più diretto: "Abbiamo una bacheca annunci di lavoro, in collaborazione con Almalaurea" spiega ancora Rossi Di Schio, ma la presenza delle aziende si fa sentire anche nel settore della formazione: "Sono attivati sia Master che Scuole di alta formazione che vendono la presenza in aula sia di docenti Unibo e sia delle realtà aziendali coinvolte".

LA SAPIENZA

Seconda fra le italiane, al 98° posto in graduatoria, c'è un vero gigante: con i suoi 115.000 studenti divisi in 250 corsi di laurea, la Sapienza di Roma è tra le prime 100 università al mondo per occupazione. Nonostante le difficoltà di fare un placement mirato rispetto ad atenei con un numero di studenti più contenuto, l'ateneo riesce comunque a fornire un servizio efficace. Per il responsabile placement Pietro Lucisano il dato è interessante: "In questa classifica ci sono tante realtà diverse fra loro, nonostante la crisi economica che ha colpito i giovani".

Su Jobsoul, il portale che l'ateneo utilizza per mettere in contatto diretto laureati e aziende,sono 193.000 gli utenti attivi, di cui il 72% femmine e il 28% maschi. Il 64% è rappresentato da laureati, il 9% da laureandi: è quindi soprattutto chi ha concluso gli studi a servirsi del portale, in particolare nella fascia d'età fra i 30 e i 35 anni. "È un servizio aperto, vale a dire che possono usufruirne i laureati senza una scadenza" spiega Lucisano.

ORIENTAMENTO AL LAVORO: LE BANCHE DATI ONLINE

La particolarità di Jobsoul è il rispetto della privacy dell'utente: "Le aziende possono mettersi in contatto coi laureati e viceversa, ma se i laureati non sono interessati, non rispondono" spiega Lucisano. "L’azienda vede il profilo in maniera anonima e poi, se il laureato vuole, condivide con l’azienda il suo contatto". Questo impedisce che aziende poco serie attirino il candidato con promesse che poi si rivelano fallaci durante il colloquio. Per l'ateneo è difficile operare una selezione a priori, dato l'altissimo numero di aziende presenti sul portale, ma il controllo è costante: "verifichiamo le aziende presenti con visura alla camera di commercio" spiega Lucisano "e abbiamo anche una black list con comportamenti scorretti che ci sono stati segnalati". Se l'azienda non è seria, insomma, viene eliminata per sempre dal database.

Ma capita che un'azienda incontri gli studenti in modo più diretto? Date le dimensioni dell'ateneo, organizzare incontri è più complesso che altrove, ma accade, soprattutto a livello dei singoli corsi di laurea: "Organizziamo iniziative di presentazioni aziendali" racconta ancora il responsabile placement, inoltre "ci sono aziende che ci chiedono forme di preselezione, soprattutto in area giuridica ed economica. I datori di lavoro più organizzati ci chiedono di segnalargli profili di altissimo livello".

ORIENTAMENTO AL LAVORO: STIPENDI E CONTRATTI

È possibile sapere che tipo di contratti vengono stipulati fra azienda e laureato a seguito di uno stage? La Sapienza cerca di tenerne traccia attraverso un importante strumento: il portale UNICO, nato in collaborazione con il Ministero del lavoro e che l'ateneo utilizza per tracciare tutti i contratti registrati che fanno riferimento ai laureati dell'ateneo. I dati non sono sempre incoraggianti: "Esistono della aree in cui c’è molto lavoro, ma molto precario" racconta Lucisano. "Nell’area educativa abbiamo avuto il caso di una ragazza che ha avuto 1100 contratti in sei anni. Vale a dire che lei ha lavorato ogni giorno con contratti da 1 giorno. Il 20% dei contratti è di questo tipo".

L'8% dei contratti risulta a tempo indeterminato, "ma la maggior parte dei contratti che registriamo è atipica". E le retribuzioni? Dipende dalla posizione e dall'azienda: su Jobsoul il 7% delle aziende presenti propone retribuzioni oltre i 1500 euro, che scendono a 1000-1500 per il 31% delle aziende, tra 500 e 1000 per il 35% e infine sotto i 500 euro per il 25% delle aziende.

Come si collocano nel quadro generale le cosiddette lauree deboli? Per quelle Lucisano ha un'opinione molto precisa: "In area umanistica c’è un forte impatto delle domande di lavoro dove l’incontro personale è più importante del CV". Per questo è estremamente importante partecipare agli eventi, dove è possibile incontrare e conoscere direttamente professionisti di ogni settore. Possibilità, anche questa, segnalata agli interessati su Jobsoul e dai docenti nei singoli corsi di laurea. "Una casa editrice che riceva centinaia di CV ogni giorno preferisce parlarci, con un laureato" sottolinea Lucisano. "Ecco perché consigliamo sempre di prendere parte agli eventi segnalati per poter incontrare eventuali futuri datori di lavoro".

POLITECNICO DI TORINO

Il Politecnico di Torino è la quinta università italiana che compare nella classifica QS per occupabilità. Centro di eccellenza per le aree Ingegneria ed Architettura, vanta una percentuale di occupabilità del 90,6% nel primo settore e del 73,2% nel secondo (dati Almalaurea) a un anno dalla laurea magistrale. Sono 3000 gli studenti che ogni anno si affidano al career service di ateneo per intraprendere tirocini formativi curricolari e 6000 quelli che partecipano ad eventi di placement on campus e fuori campus. Il rapporto con le aziende è stretto: sono circa 1500 complessivamente le aziende che utilizzano i servizi di recruiting con il Politecnico, sia nell’area tirocini sia nelle numerose iniziative destinate a studenti laureati.

PLACEMENT AL POLITECNICO: TIROCINI CURRICOLARI

“Alcuni crediti formativi vengono svolti dai nostri studenti come tirocinio, sia nella laurea triennale sia nella laurea magistrale. Per non tutti i corsi di studio è obbligatorio: in alcuni è opzionale. Ma la percentuale di studenti che fanno un tirocinio in azienda è veramente molto alta” racconta Carla Chiasserini, referente del rettore per l’accompagnamento al lavoro. E presenta un progetto: “Per favorire la conoscenza tra gli studenti e le aziende, da quest’anno abbiamo esteso un format che veniva già applicato dall’area ICT, a tutte le aree: Time for Job”.

Ma cos’è Time for Job? Si tratta di giornate di incontro in cui le aziende si presentano agli studenti presso i locali del Politecnico. Gli studenti in cerca di tirocinio curricolare portano con sé il proprio CV e si informano sui progetti formativi che le aziende offrono per un tirocinio. “Questo format si svolge in due giorni ed è diviso per area. Registriamo una partecipazione complessiva di circa 50 aziende per area” spiega ancora Chiasserini.

Time for job non è però l’unica iniziativa organizzata dal Politecnico in materia di tirocini curricolari. Un altro format che metterà in comunicazione studenti e PMI partirà auspicabilmente la prossima primavera, e si svolgerà direttamente nei locali dell’ateneo sulla base di progetti proposti dalle aziende: “A volte le PMI non riescono a ospitare fisicamente presso di loro gli studenti o a seguirli” continua Chiasserini, “L’idea è di avviare l’attività di tirocinio presso il Politecnico in modo che l’università congiuntamente con l’impresa segua lo studente su un progetto particolarmente sfidante proposto dalla PMI. In questo modo può crearsi un legame per favorire poi in futuro un maggior assorbimento degli studenti all’interno delle piccole e medie imprese”.

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