Orientamento terza media 2021: i diplomi che ti fanno lavorare

Di Redazione Studenti.

Orientamento terza media 2021: scopri le scuole che ti fanno lavorare subito dopo il diploma. Quali sono le percentuali sui diplomati ITS

ORIENTAMENTO TERZA MEDIA 2021

Quale scuola scegliere dopo la terza media?
Quale scuola scegliere dopo la terza media? — Fonte: getty-images

Gli esami di terza media 2021 sono già in corso in alcune regioni. Al termine delle prove gli studenti inizieranno a pensare alla scuola superiore che da settembre orienterà in maniera più diretta le loro scelte nel mondo del lavoro, e che hanno già scelto lo scorso inverno.

La domanda però è: quali sono le scuole che portano a una maggiore occupazione, soprattutto se non si intende proseguire con l'università? Come scegliere la scuola giusta? Un percorso in un ITS - dopo la scuola superiore scelta - potrebbe essere l'ideale.

COME SCEGLIERE LA SCUOLA SUPERIORE

Per capire cosa fare dopo le superiori ci viene in aiuto il monitoraggio nazionale 2021 dei percorsi ITS (Istituti Tecnici Superiori), realizzato da INDIRE su incarico del Ministero dell’Istruzione, che analizza gli esiti occupazionali a dodici mesi dal diploma delle studentesse e degli studenti che hanno concluso i percorsi fra il primo gennaio e il 31 dicembre 2019.

GLI ITS CON CUI TROVI LAVORO DOPO IL DIPLOMA

Secondo il monitoraggio, l'80% dei diplomati ITS ha trovato lavoro a un anno dal diploma, il 92% degli occupati in un’area coerente con il percorso di studi. Vediamo nel dettaglio quali sono i principali ITS che emergono dal monitoraggio (primi classificati per area tecnologica):

  • Nuove tecnologie per il Made in Italy, Sistema MeccanicaITS per la Mobilità sostenibile - Aerospazio/Meccatronica, Torino, Piemonte.
  • Tecnologie dell’informazione e dellacomunicazioneITS Nuove Tecnologie per il Made in Italy – JobsAcademy, Bergamo, Lombardia.
  • Nuove tecnologie per il Made in Italy, Sistema ModaITS per le Nuove tecnologie per il Made in Italy: Sistema moda - Tessile, Abbigliamento e Moda, Biella, Piemonte.
  • Mobilità SostenibileITS per la Mobilità sostenibile- Fondazione G. Caboto, Latina, Lazio.
  • Tecnologie innovative per i beni e le attività culturali - TurismoITS per il Turismo Veneto, Venezia, Veneto.
  • Nuove tecnologie per il Made in Italy, Servizi alle impreseITS Nuove tecnologie per il Made in Italy JobsAcademy,Bergamo, Lombardia.
  • Nuove tecnologie per il Made in Italy, Sistema Agro-alimentareITS per la Mobilità sostenibile nei settori del trasporto marittimo e della pesca - Accademia Italiana della Marina Mercantile, Genova, Liguria.
  • Nuove tecnologie per il Made in Italy, Sistema casaITS Umbria Made in Italy - Innovazione, tecnologia e sviluppo, Perugia, Umbria.
  • Efficienza energeticaITS per lo sviluppo dei sistemi energetici ecosostenibili, Torino, Piemonte.
  • Nuove tecnologie della vitaITS Nuove tecnologie della vita, Modena, Emilia-Romagna.

COME FUNZIONANO GLI ITS

Ma come funziona esattamente un ITS? Innanzi tutto dobbiamo tenere conto che - lo abbiamo detto - non si tratta di una scuola superiore ma di una scuola post-superiore, che abilita al lavoro con una serie di competenze.

I percorsi in settori tecnologici d’avanguardia erogati dagli ITS durano due o tre anni e fanno riferimento alle seguenti filiere:

  • Mobilità sostenibile
  • Efficienza energetica
  • Tecnologie innovative per i beni e le attività culturali - turismo
  • Tecnologie dell’informazione e della comunicazione
  • Nuove tecnologie della vita
  • Nuove tecnologie per il Made in Italy: sistema agro-alimentare, sistema meccanica, sistema moda, servizi alle imprese, sistema casa.

Ciascun diploma corrisponde a figure nazionali, a piani di studio definiti con le imprese e a competenze sviluppate nei luoghi di lavoro. Sono quindi scuole molto tecniche i cui programmi sono scelti a partire proprio dalle richieste di competenze che vengono dalle aziende.

Gli ITS sono progettati sulla base di piani triennali predisposti dalle programmazioni regionali e assumono come riferimento le competenze delle specifiche figure nazionali riferite alle aree tecnologiche (Decreto 7 Febbraio 2013), la ricognizione dei fabbisogni formativi dei diversi territori rispetto alle specifiche filiere produttive e considerano le esigenze di innovazione scientifica, tecnologica e organizzativa delle imprese.

Non solo: rispondono ad alcuni standard minimi: stage obbligatori almeno per il 30% della durata del monte ore complessivo, presenza di non meno del 50% di docenti che provengono dal mondo del lavoro, con una specifica esperienza professionale maturata nel settore per almeno cinque anni.