Orfeo ed Euridice: riassunto e personaggi

Di Redazione Studenti.

Orfeo ed Euridice: riassunto e personaggi del mito raccontato nelle Metamorfosi di Ovidio. Chi sono Orfeo ed Euridice e significato del mito

ORFEO ED EURIDICE

Orfeo ed Euridice
Orfeo ed Euridice — Fonte: getty-images

Il Mito di Orfeo ed Euridice è solo una parte del Mito di Orfeo, ben più articolato. Si tratta di un mito greco, ma lo conosciamo soprattutto per il racconto che ne ha fatto il poeta latino Ovidio nelle sue Metamorfosi. Racconta la discesa agli inferi di Orfeo per riprendere con sé la sua sposa.

Se vuoi approfondire il mito e conoscere tutte le differenze fra le versioni che sono giunte fino a noi, puoi approfondire qui:

Vediamo ora invece nel dettaglio di cosa parla il mito, attraverso un veloce riassunto.

ORFEO ED EURIDICE: RIASSUNTO

Orfeo, Figlio del re di Tracia Eagro e della Musa Calliope, è poeta e musicista, il più importante e famoso mai esistito, che ha imparato a suonare direttamente dalle Muse la lira che Apollo stesso gli ha donato.

La natura lo ascolta al punto che mentre suona e canta piega gli alberi e muove le rocce, doma le fiere e devia il corso dei fiumi.

Ma Orfeo, oltre ad essere un bravo musicista, è anche molto coraggioso. Parte infatti insieme agli Argonauti verso la Colchide per recuperare il Vello d'oro. Al ritorno, sposa Euridice.

Ma un giorno, nei pressi di Tempe, nella vallata del fiume Peneo, Euridice incontra Aristeo che cerca di abusare di lei,: nella fuga la donna calpesta un serpente che la morde. Euridice muore.

Orfeo, disperato, decide di scendere nel Tartaro per riportarla sulla terra.

Arrivato nell'Oltretomba, Orfeo non solo riesce ad incantare con la sua musica Caronte il traghettatore, Cerbero e i tre giudici dei morti, ma fa cessare le torture dei dannati riuscendo anche ad addolcire il cuore di Ade, che si convince infine a restituire Euridice al mondo dei vivi.

Ade, però, pone una condizione: che Orfeo, durante l'ascesa del Tartaro non si volti mai indietro e non parli mai finché Euridice non sia arrivata alla luce del sole. Per tutto il viaggio di ritorno la ragazza segue il suono della lira di Orfeo. Ma, appena intravista la luce, il ragazzo si gira per controllare se Euridice sia ancora con lui, perdendola così per sempre.

Quando Dioniso invade la Tracia, Orfeo dimentica di onorarlo, iniziando invece i suoi fedeli ad altri misteri e condannando i sacrifici umani. Ogni mattina Orfeo saluta l'alba dalla sommità del monte Pangeo e afferma che Apollo sia il più grande di tutti gli dei.

Dioniso, irritato, incarica le Menadi di vendicarsi per questo affronto. Le Menadi seguono Orfeo a Deio, attendono che i lori mariti entrino nel tempio di Apollo e, prese le armi, uccidono tutti gli uomini e fanno a pezzi Orfeo.

Gettano quindi la sua testa nel fiume Ebro che galleggia, sempre cantando, fino nell'isola di Lesbo. Le Muse addolorate seppelliscono le membra di Orfeo a Libetra, ai piedi del monte Olimpo, dove si narra che il canto degli usignoli sia più dolce che in qualsiasi altre parte del mondo.

Le Menadi tentano poi di purificarsi del sangue di Orfeo nel fiume Elicona, ma il dio del fiume si tuffa sottoterra ed emerge quattro miglia più in là con il nome di Bafira: cosi facendo evita di divenire complice del massacro.

Dopo la morte di Orfeo, il suo strumento diviene la costellazione della Lira. Altri danno un'altra versione della morte di Orfeo, ovvero che Zeus lo uccida con una folgore perché colpevole di aver diffuso i misteri degli dei.