Odi di Orazio: temi e stile

Di Redazione Studenti.

Temi e stile delle Odi di Orazio. Approfondimento sul rapporto con i modelli, poesia civile, la brevità della vita e il Carpe diem

ODI DI ORAZIO

Temi e stile delle Odi di Orazio
Temi e stile delle Odi di Orazio — Fonte: getty-images

Per la sua produzione lirica, Orazio rivendica il titolo di Alceo romano, ponendosi con l’autore greco in un rapporto di imitatio che significa soprattutto obbedienza alla lex operis (le regole che organizzano il genere letterario in cui vuole operare il poeta).

In realtà il poeta si comportava abbastanza liberamente nei confronti dei modelli, nel senso che nonostante temi, occasioni e situazioni tradizionali, non manca mai quella sensibilità romana. Del resto Orazio e gli stessi poeti romani rivendicavano orgogliosamente il loro originale contributo creativo al genere, costituendo il motivo del primis ego; in particolare Orazio è orgoglioso di avere divulgato per primo i modi della poesia lirica, sottolineando le difficoltà tecniche nel trasferire da una lingua all’altra strutture metriche e espressive.

ALCEO E ORAZIO: SIMILITUDINI E DIFFERENZE

Un tratto caratteristico della poesia lirica di Orazio che egli riprende dal modello è la ripresa dello spunto iniziale di un componimento: diverse odi oraziane si aprono quindi con quasi una citazione che funziona da motto, salvo poi sviluppare un proprio e diverso procedimento.

  • Alceo: legata ad occasioni sociali (simposio, festa religiosa), la lirica di Alceo si basa su una semplicità di temi e di linguaggio, ed esprime passioni e odi di un aristocratico impegnato in prima persona nelle lotte sociali della sua città.
  • Orazio: l’interesse per la res publica è quello di un intellettuale che vive al riparo dei potenti signori di Roma e che scrive la lirica per la lettura, descrivendo situazioni immaginarie o fortemente stilizzate e aspira a raffinatezza e sofisticazione letteraria: tanto più che nelle liriche oraziane l’interesse privato è unito alla ricerca della felicità interiore attraverso l’autercheia (autosufficienza interiore) e di tranquillitas animi (come aveva insegnato la filosofia ellenistica).

Altri modelli da cui prende ispirazione Orazio:

  • Saffo (che si risente soprattutto nell’ode alla gelosia)
  • Anacreonte (dal quale riprende la grazia delicata e il tema della malinconia per la giovinezza perduta)
  • La lirica corale, soprattutto Pindaro (del quale si riconoscono anzitutto i temi della coscienza dell’alta funzione della poesia e la possibilità del poeta di conferire l’immortalità, oltre che a livello stilistico, periodi ampi e la solennità della gnome, cioè la sentenza breve di carattere morale)
  • Mondo ellenistico (da cui viene un vasto repertorio di temi, immagini e situazioni, ma anche ideologia e sensibilità)

BREVITÀ DELLA VITA E CARPE DIEM

Nella lirica oraziana un ruolo centrale è svolto dalla posizione della meditazione e della cultura filosofica: non si tratta più (cnf. Satire) di un ricerca morale fondata sull’osservazione critica degli altri, ma punto centrale diviene la coscienza della brevità della vita che comprende quindi il motivo del carpe diem come necessità di appropriarsi delle gioie del momento, senza perdersi nei vani e inutili progetti e speranze. L’invito al piacere non è però escluso dalla viva consapevolezza che quel piacere stesso è caduco, come lo è la vita dell’uomo, e dunque il la capacità del saggio risiede nel cogliere il presente nella sua fugacità, comportandosi come se ogni giorno fosse l’ultimo. La saggezza si scontra dunque con i dati immutabili della condizione umana come la vecchiaia e la morte, ma non può eliminarli, soltanto combatterli per trasformare l’inquietudine e l’amarezza in accettazione del destino.

In tutto ciò il favore divino si manifesta trasfigurando le varie circostanze dell’esistenza quotidiana in miracolo, ed è sempre connesso con la vocazione di poeta (gli dei e le Muse salvano Orazio per riservarlo a quel destino).

La meditazione del poeta-saggio, libero dai fermenti della vita umana e protetto dagli dei, passa attraverso l’autarcheia (autosufficienza), l’aurea mediocritas, la serenità e l’equilibrio.

POESIA CIVILE IN ORAZIO

Sulla lirica greca celebrativa legata ai monarchi ellenistici Orazio innesta degli spunti nazionali e delle suggestioni provenienti dall’epica e dalla storiografia con un significato originale di 1 con la celebrazione dei personaggi, avvenimenti e miti del regime augusteo. Il rapporto con l’ideologia di Augusto si basa sulla condivisione dell’impostazione moralistica della critica del lusso, di stravaganze e follie e dell’ammirazione della virtus e della razionalità contro le forze del caos.

L’operazione rispondeva alle esigenze personali di una generazione che, in seguito alle guerre civili, guardava con entusiasmo e speranza al principe Augusto come garante della pace. Dunque gli interventi di Orazio non possono essere semplicemente liquidati come propaganda politica in versi, anzitutto perché se riflette con fedeltà i temi dell’ideologia del principato, sa anche approfittare di uno dei punti di forza della stessa ideologia, come la sua caratteristica della flessibilità, per evitare chiusure dogmatiche (ad esempio l’esaltazione della virtus anche in uno storico nemico come rappresentato da Cleopatra).

Inoltre Orazio si fa interprete e voce dei sentimenti e delle aspirazioni della società contemporanea con incertezze, timori ma anche gioie, come una sincera gratitudine nei confronti del pacificatore dell’impero.

ORAZIO, ODI

Spesso corrispondono alle diverse categorie in cui si divideva la lirica greca:

  • Carmi conviviali (che rimandano ai modelli di Alceo e dell’epigramma ellenistico, con il supporto del tradizionale simposio romano)
  • Poesie erotiche (in cui Orazio sembra guardare alla passione con distacco ironico, tuttavia non ignorandola ma rievocandola invece con malinconia. A parte qualche eccezione, l’amore viene analizzato come un rituale piuttosto scontato nel quale il poeta osserva con un sorriso la credulità del giovane amante o la serietà con cui i personaggi interpretano la loro parte)
  • Inni (rispetto alla lirica religiosa greca, Orazio conserva formulario e andamento [invocazione in seconda persona, l’illustrazione delle sedi del culto] ma caratteristica della lirica oraziana sono i riferimenti e gli sviluppi di carattere letterario.

A parte queste chiare categorie, spesso risulta difficile distinguere un’ode in una tipologia ben definita, poiché Orazio si serve spesso del procedimento alessandrino dell’incrocio fra generi, per cui contamina, in uno stesso componimento, categorie liriche diverse.

ODI, TEMI

I temi delle Odi di Orazio:

  • Campagna (di solito è stilizzata secondo il motivo del locus amoenus, anche se non mancano riferimenti a caratteristiche del paesaggio italico e al fascino di quello dionisiaco, che si esprime in una natura selvaggia e aspra, non dominata dall’uomo)
  • Tema dell’angulus (spesso riconosciuto dello spazio del piccolo podere personale, sicuro appartato e volutamente modesto, è il luogo deputato al canto, al vino e alla saggezza e rappresenta una figura simbolica tanto nell’esistenza del poeta quanto nella sua esperienza poetica.
  • Tema della morte (cnf. Per cui anche il pensiero della morte che si avvicina diviene, in questo luogo, meno amaro)
  • Tema dell’amicizia (che ha un ruolo fondamentale e fornisce a ogni singolo componimento un’ampia serie di destinatari, ciascuno con le proprie caratteristiche di amico e di amicizia)
  • Motivo della vocazione poetica (per cui il vates si sente in rapporto con le Muse e le altre divinità ispiratrici ellenistiche quali Mercurio, Bacco, Apollo, ed esprime entusiasmo per la sua missione ed orgoglio per la sua opera).

ODI, STILE

Si basa anzitutto sulla ricerca della perfezione e della raffinatezza quale è propria ad esempio di Callimaco, ma anche della semplicità e di essenzialità che traspare dal moderato impiego di aggettivazione e delle figure di suono.

L’espressività è garantita dalla capacità (già di Alceo) di collegare accortamente le parole nel verso secondo l’artificio della callida iunctura per cui un termine, allontanato da quello a cui si richiama, figura come isolato nella frase e ritrova il suo significato originario rinnovato, rivitalizzato. Questo procedimento crea allora effetti nuovi o associazioni insolite, lasciando a volte emergere dei significati impliciti. In questo senso lo stile delle liriche oraziane si basa su nuove analogie e corrispondenze testuali, con elementi disposti semplicemente per contrasto o per antitesi).

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