Nuova proposta sulla quarantena: come funziona

Di Redazione Studenti.

Nuova proposta delle Regioni per la quarantena in caso di contagio dei compagni di classe. Quando si va in DAD e quando no

QUARANTENA: PROPOSTA REGIONI

Nuova proposta delle Regioni per la gestione della quarantena
Nuova proposta delle Regioni per la gestione della quarantena — Fonte: getty-images

Con quanti casi si ricorre alla Didattica a distanza? Con quanti si continua a fare lezione in classe? E quanto dura la quarantena in caso di possibile contatto con dei compagni di classe infetti?

Dopo le prosteste del mondo politico e dei sindacati a proposito della distinzione fra alunni vaccinati e non in caso di contagio, le Regioni sono al lavoro su un'altra proposta. Vediamo cosa comprenderebbe.

COME FUNZIONA LA QUARANTENA A SCUOLA

La priorità, come nella prima proposta, resta quella di sdalvaguardare le lezioni in classe. Per questa ragione il Governo è al lavoro per rivedere il numero di contagi che fa scattare la quarantena: laddove c'è una copertura vaccinale più elevata, ad esempio nelle soglie di età maggiori, si può pensare a una maggiore presenza in classe.

Nella bozza delle Regioni intanto si intravedono nuove soglie al di sopra delle quali scatta necessariamente la Didattica a distanza:

  • Scuole materne ed elementari: 1 caso
  • Scuole medie e superiori: 3 o più casi

Con queste soglie, la quarantena prevede sette giorni di isolamento con test antigenico o molecolare tra il quinto e settimo giorno.

Fino a due casi, come riporta Orizzonte Scuola, i contatti resterebbero in classe in auto-sorveglianza con la raccomandazione di astenersi dalla frequentazione di ambienti differenti dalla scuola, senza testing.

La ASL, tuttavia, può adottare ulteriori provvedimenti di sospensione della didattica in presenza nella singola scuola o istituto in base ai casi specifici.

Le Regioni propongono anche di:

evitare la ripresa delle attività di educazione fisica, canto e utilizzo di strumenti a fiato, verificare la correttezza del consumo dei pasti in mensa, promuovere un maggior utilizzo di Ffp2 e avere attenzione a garantire una corretta aerazione delle aule.

Ma soprattutto di continuare a considerare attentamente l'andamento epidemiologico e il raggiungimento di una copertura vaccinale di almeno il 70%.