Numero chiuso a Medicina, subito la riforma o resteremo senza medici. L'appello

Di Marta Ferrucci.

Dopo gli annunci fatti, non ci sono ancora notizie su come si svolgeranno i test di ingresso per Medicina nel 2019, quali novità e quanti saranno i posti in più a disposizione

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Test Medicina 2019: quali e quante novità?
Test Medicina 2019: quali e quante novità? — Fonte: istock

Lo scorso autunno era stato annunciato che importanti novità avrebbero coinvolto i test di Medicina 2019, sia per quanto riguarda le domande al test - e quindi gli argomenti su cui prepararsi -  sia il numero di posti da mettere a concorso che, si diceva, sarebbero dovuti aumentare sostanzialmente. Ad oggi, però, non ci sono ancora notizie certe per le aspiranti matricole 2019, ne' si è tornati a parlare della necessità di aumentare il numero di posti per far fronte alla drastica riduzione dei medici a causa dei pensionamenti. Non si conoscono neanche le date in cui dovrebbero svolgersi i test, se non quelle degli atenei privati.

La notizia dell'abolizione era arrivata con un comunicato del Consiglio dei Ministri lo scorso 15 ottobre con cui si ribadiva la volontà di abolire il numero programmato seppur con gradualità. Volontà ribadita di recente a Mattino 5 dalla ministra della salute Grillo che ha dichiarato: “Pensiamo progressivamente di aprire il famoso numero chiuso a Medicina. Bisognerà anche aumentare il numero dei medici specializzati nelle aree critiche quali emergenza, anestesia, cardiologia, radiologia”.

TEST MEDICINA 2019, SI RISCHIA DI RIMENERE SENZA MEDICI

A fronte dell'attesa degli studenti, della recente dichiarazione del Ministro e dei crescenti casi di aggressioni ai medici che si vanno ad aggiungere ai fisiologici pensionamenti, Consulcesi lancia l'allarme: «Bene le audizioni in Parlamento, benissimo le proposte di legge per il superamento del Numero Chiuso, ma c’è ancora troppa incertezza sul destino degli studenti. Ci saranno più posti a disposizione? Si passerà a un sistema alla francese? Servono risposte certe subito» dichiara Massimo Tortorella, Presidente di Consulcesi, studio legale specializzato in ambito sanitario.

Il mancato ricambio generazionale rappresenta sicuramente una delle maggiori criticità perché, tra carenze di organico e turni massacranti, i camici bianchi sono costretti a lavorare in condizioni estreme. Eppure, a pochi mesi di distanza dal caos sul tema del Numero Chiuso per l’accesso alle Facoltà di Medicina, tra annunci del Governo, dietrofront e distinguo, migliaia di aspiranti medici sono ancora in attesa di sapere cosa ne sarà del temuto test. «Bene le audizioni in Parlamento per trovare una sintesi tra le diverse proposte di legge presentate per il superamento del Numero Chiuso - commenta Massimo Tortorella - ma c’è ancora troppa incertezza sul destino degli studenti. Ci saranno più posti a disposizione? Si passerà a un sistema alla francese? Servono risposte certe subito, lo scorso anno più di 67 mila studenti hanno tentato la ‘lotteria’ dei quiz».

«I numeri parlano chiaro – continua Tortorella – andando avanti così resteremo senza medici: nell’arco di 10 anni oltre 10mila medici hanno lasciato il nostro Paese, nel 2025 rischiano di mancare in Italia circa 16.500 medici specialisti e nei prossimi 5 anni andranno in pensione più di 14mila medici di famiglia. Considerando che, secondo dati Eurostat, i nostri medici sono i più anziani d’Europa (il 54% ha dai 55 anni in su), è necessario procedere con una decisa inversione di rotta nell’accesso alla professione, dal Numero Chiuso fino alla formazione specialistica», conclude Tortorella.