Non si boccia durante la pandemia. Sentenza del TAR

Di Redazione Studenti.

Una sentenza del TAR del Piemonte accetta il ricorso della famiglia di un alunno bocciato durante la pandemia. Ecco perché

SI PUÒ BOCCIARE DURANTE LA PANDEMIA?

La didattica a distanza è stata utilizzata da tutte le scuole italiane durante la pandemia
La didattica a distanza è stata utilizzata da tutte le scuole italiane durante la pandemia — Fonte: istock

Si può bocciare durante la pandemia? La domanda è legittima, ma la risposta, almeno secondo il TAR del Piemonte, è no. Non a meno di validi motivi, almeno.

La sentenza arriva dopo un ricorso, quello della famiglia di un ragazzo di Saluzzo (TO), che era stato bocciato per il peggioramento del suo rendimento scolastico nel secondo quadrimestre, durante le lezioni tenute dalla scuola attraverso la didattica a distanza.

Eppure la ministra Azzolina ad aprile era stata chiara: tutti promossi, aveva dichiarato. Così, quando la scuola ha bocciato il ragazzo con la motivazione che durante la didattica online avrebbe dimostrato scarsa partecipazione sia durante le lezioni che nello svolgimento dei compiti, per la famiglia è stato un fulmine a ciel sereno.

SENTENZA DEL TAR PIEMONTE

I voti del ragazzo erano infatti peggiorati durante il lockdown, ma la situazione scolastica precedente alla pandemia non era tale da giustificare - secondo la famiglia - addirittura una bocciatura. Si legge nella sentenza:

La non ammissione alla classe successiva dello studente non rientra in nessuna delle ipotesi indicate dall’Ordinanza Ministeriale.

e parlano di:

Condizione emergenziale in cui si è svolto l’anno scolastico 2019-2020.

Dunque la scuola non avrebbe, secondo i giudici Carlo Testori, Angelo Cerroni e Valentina Caccamo, tenuto fede all'Ordinanza ministeriale, bocciando un ragazzo il cui peggioramento dei voti sarebbe avvenuto soltanto con il lockdown, quando - rimanendo da solo a casa dal momento che i suoi genitori lavoravano - non avrebbe effettivamente mostrato la dovuta attenzione alle lezioni e allo studio da casa.

Il TAR ha richiesto che la scuola fornisse al ragazzo un piano di recupero individuale degli insegnamenti: il ragazzo lo sta attualmente seguendo ed è nel frattempo tornato a seguire le lezioni in classe insieme ai suoi compagni.