Cosa significa no fly zone: come funziona e cosa succede se la NATO la dichiara

Di Veronica Adriani.

La no fly zone è una zona di interdizione al volo. Cos'è e cosa significa quando la si dichiara. Ma soprattutto, quali sono le conseguenze della sua violazione

No fly zone: cos'è

Cos'è e cosa significa no fly zone, zona di interdizione al volo?
Cos'è e cosa significa no fly zone, zona di interdizione al volo? — Fonte: getty-images

La no fly zone o zona d'interdizione al volo è letteralmente un territorio nel quale viene impedito il sorvolo da parte di velivoli o droni.

Il divieto di sorvolo degli spazi aerei viene stabilito quando si vuole demilitarizzare una zona e impedire che i cieli di un dato territorio possano essere utilizzati, ad esempio, per far partire bombardamenti aerei.

Cosa significa no-fly zone

Dichiarare l'esistenza di una zona di interdizione al volo significa inibire fisicamente gli spazi dei cieli che devono essere chiusi. Questo implica l'uso della forza contro tutti i velivoli che non la rispettino. In poche parole: se una zona viene dichiarata no-fly, qualsiasi aereo che la oltrepassi può essere abbattuto.

Conseguenze della no-fly zone

Quando si dichiara una no-fly zone si entra in un contesto militare: chi deve farla rispettare impegna la sua aeronautica sia sotto il profilo delle basi aeree, sia dal punto di vista operativo. In sostanza, abbattere un velivolo che oltrepassa una no-fly zone è a tutti gli effetti una vera e proprio dichiarazione di guerra.

Perché si parla di no fly zone

In questi giorni si sta parlando moltissimo della no-fly zone a causa della guerra in Ucraina: il governo di Kiev ha chiesto alla NATO di intervenire con un aiuto concreto, proteggendo i cieli ucraini dalle bombe russe, che continuano ad essere lanciate non solo su obiettivi militari e strategici sensibili, ma anche sui civili. Questo, sembra, potrebbe configurare anche l'ipotesi di crimini di guerra in atto, dal momento che alcune delle armi utilizzate, secondo alcune fonti, sarebbero state vietate dall'ONU.

Per questa ragione il 2 marzo si è ipotizzata l'istituzione di una no-fly zone sui cieli dell'Ucraina, a difesa dei quali sarebbero dovuti intervenire gli alleati NATO. la richiesta è stata però bocciata da leader come il Presidente degli Stati Uniti Joe Biden e Boris Johnson, primo ministro britannico. La motivazione? Istituire una zona di interdizione al volo avrebbe significato entrare in guerra con la Russia.

Per capire meglio la storia recente ti consigliamo comunque di dare uno sguardo al passato:

Qui trovi invece la puntata del nostro podcast dedicata alla Guerra fredda che ha coinvolto Stati Uniti e Unione sovietica fino al crollo del muro di Berlino nel 1989.

Ascolta su Spreaker.

Alcune no fly zone "storiche"

Ecco le principali no-fly zone che sono state dichiarate nel corso degli ultimi anni:

  • 1992-2003: Iraq
    Fu dichiarata una zona di interdizione al volo sui cieli iracheni per proteggere la popolazione sciita sotto attacco. Lo scopo era quello di impedire i bombardamenti del regime contro i Curdi. la no-fly zone in Iraq è decaduta nel 2003 con l'occupazione americana.
  • 1993-1995: Bosnia ed Erzegovina
    Le risoluzioni 781 e la 816 del Consiglio di Sicurezza dell'ONU vietarono i sorvoli militari non autorizzati sulla Bosnia ed Erzegovina. La no-fly zone fu annullata dopo l'Accordo di Dayton del 1995.
  • 2011: Libia
    La risoluzione 1973 è stata voluta a un mese dall'inizio dalle sommosse popolari represse dal regime di Gheddafi, e votata al Consiglio di sicurezza dell'ONU. La no fly zone si è conclusa con la fine della missione NATO in Libia a fine 2011.
  • 2012: Londra
    Durante le Olimpiadi è stata dichiarata una no fly zone sulla città per evitare attacchi terroristici.

La guerra in Ucraina

Per capire meglio cosa sta succedendo in Ucraina e stilare un piccolo lessico delle espressioni che trovi sui giornali in questi giorni, ti lasciamo qualche link per approfondire:

Cosa sta succedendo in Ucraina: