Neoclassicismo e Preromanticismo in letteratura: caratteristiche e protagonisti

Neoclassicismo e Preromanticismo in letteratura: caratteristiche e protagonisti A cura di Claudia Papaleo.

Neoclassicismo e preromanticismo letterario in Europa: storia, caratteristiche e l'analisi delle opere di Winckelmann, Foscolo, Goethe e Macpherson

1Neoclassicismo e Preromanticismo: le radici comuni

Il Lyceum Theatre (Westminster, Londra), con il suo grande portico neoclassico progettato da Samuel Beazley
Il Lyceum Theatre (Westminster, Londra), con il suo grande portico neoclassico progettato da Samuel Beazley — Fonte: getty-images

Il Neoclassicismo e il Preromanticismo sono fenomeni diversi che scaturiscono da una radice comune o, per meglio dire, da una crisi che interessa due fasi storiche: la prima, durante gli anni Settanta e Ottanta del Settecento, è quella dell’ancien régime, nonché del riformismo illuministico che era stato l’estremo tentativo di tutelarlo, introducendo elementi di riforma per conservare le strutture dello Stato e della società dell’assolutismo.  

La seconda è invece la crisi degli anni napoleonici, che spengono le illusioni rivoluzionarie di una rinascita totale del mondo. 

Goethe nella campagna romana: dipinto di Johann H. W. Tischbein
Goethe nella campagna romana: dipinto di Johann H. W. Tischbein — Fonte: getty-images

In entrambi i momenti le tendenze classicheggianti e preromantiche vanno intese come la ricerca di un’alternativa a una realtà esistente che delude: per il Neoclassicismo la possibilità di una soluzione risiede nella forza prorompente della bellezza e dell’armonia, lontane dagli errori e dagli scacchi della storia. Per il Preromanticismo la rigenerazione è da cercarsi nella profondità dell’io, nel primitivo come essenza di energia vitale, e nella comunicazione con la natura.

2Il Neoclassicismo

Il movimento artistico viene promosso, anzitutto, dalla nascita dell’archeologia e, in particolare, dalla sensazione prodotta dagli scavi di Ercolano (1738) e di Pompei (1748), che sollecitano la curiosità e l’ammirazione per le forme dell’arte classica. Alle scoperte archeologiche si sommano gli studi sull’arte greca, che suscitano un vagheggiamento entusiastico della civiltà e della bellezza antiche.

Winckelmann (1717 - 1768): archeologo tedesco che ha esaminato i resti di molti siti antichi, tra questi anche Pompei
Winckelmann (1717 - 1768): archeologo tedesco che ha esaminato i resti di molti siti antichi, tra questi anche Pompei — Fonte: getty-images

D’importanza capitale, in tal senso, sono gli scritti dello storico dell’arte e archeologo Johann Joachim Winckelmann (1717-1768), considerato il massimo teorico del gusto neoclassico. L’autore modifica il concetto d’imitazione tipico del classicismo, sostenendo una concezione dell’arte come attività creativa, non mimetica.

Questo assunto fa sì che il bello artistico non si possa ottenere riproducendo il bello naturale, ma ricercando una sintesi superiore dei singoli aspetti che, in natura, sono simbolo di bellezza. I concetti di grazia e di armonia, inoltre, devono combinarsi a una tendenza alla quieta grandiosità, ben distante dalla frivolezza e dalle facili leggerezze che caratterizzano, ad esempio, il Rococò

Un altro elemento di modernità risiede nel mutamento dell’aspirazione classica alla serenità dell’arte greca - un’aspirazione che si fa inquieta e malinconica perché consapevole della distanza dal mondo perduto dell’antichità – e nella convinzione che il valore di un’opera sia affidato al gusto, che non è una norma certa e assoluta, ma un fattore variabile e relativo.

Il ratto delle Sabine: dipinto di Jacques-Louis David (1748-1825)
Il ratto delle Sabine: dipinto di Jacques-Louis David (1748-1825) — Fonte: getty-images

A questo modo di guardare all’antico, si aggiunge poi il classicismo rivoluzionario: i protagonisti della Rivoluzione francese vedono in Atene, Sparta e Roma un modello di vita repubblicana libera, virtuosa, sobria e forte. Per questa ragione s’identificano con gli eroi di quel tempo, al punto da atteggiarsi e parlare come loro. Un esempio emblematico di questo classicismo giacobino sono i quadri del pittore francese Jacques-Louis David (1748-1825), primo fra tutti Il ratto delle Sabine, dove i personaggi assumono pose solenni e maestose e vengono investiti della durezza levigata e austera delle statue.  

2.1Ugo Foscolo, le Grazie e il Neoclassicismo

Bonaparte valica il Gran San Bernardo. Ritratto equestre di Napoleone Bonaparte dipinto da Jacques-Louis David
Bonaparte valica il Gran San Bernardo. Ritratto equestre di Napoleone Bonaparte dipinto da Jacques-Louis David — Fonte: getty-images

In età Napoleonica questo classicismo giacobino si trasforma di una grandiosa scenografia volta a celebrare i fasti del regime, per cui non si celebrano più le virtù libertarie e repubblicane, ma si tende ad assimilare il regime napoleonico all’estetica dell’Impero romano. Questo gusto si manifesta nella scultura e nella pittura ufficiali, nonché nella produzione letteraria volta a fini celebrativi.  

Ma al di là di questo, nel periodo si colloca anche un Neoclassicismo dai contenuti profondi, che deve molto alle teorizzazioni di Winckelmann. È il caso di Ugo Foscolo e di una delle sue opere più celebri: le Grazie.  
Altre importanti opere di Foscolo sono A Zacinto, Alla sera e le Ultime lettere di Jacopo Ortis.

Ugo Foscolo (1778-1827). Dipinto di Andrea Appiani, pittore italiano e precursore del neoclassicismo
Ugo Foscolo (1778-1827). Dipinto di Andrea Appiani, pittore italiano e precursore del neoclassicismo — Fonte: getty-images

Nel poemetto, composto nel 1812, l’antico è descritto come un mondo di armonia, bellezza, vitalità luminosa e serenità, in opposizione alla realtà presente, che è invece presa dell’immobilismo, dell’oscurità e dell’imbarbarimento. Il passato, quindi, è vagheggiato con nostalgia, diventa il rifugio dai traumi della storia, dal dispotismo, dalla ferocia degli uomini, che si esprime nella guerra e nella politica.

D’altro canto per Foscolo l’antico non è un Eden definitivamente perduto, da guardare con un senso di mancanza inevitabile e disperata. Secondo l’autore, infatti, la grande civiltà italiana ha raccolto l’eredità degli insegnamenti greci, facendone rivivere lo spirito e le forme. Proprio per questo è convinto che quegli insegnamenti, di cui la poesia può nutrire i suoi versi, possa agire positivamente sull’inciviltà del presente, ristabilendo modi di vivere nobili e pacifici

3Il Preromanticismo

Se è vero che il Neoclassicismo riesce a imporsi come tendenza dominante in Francia, è altrettanto vero che in Germania, e in parte in Inghilterra, ciò non accade. Qui a prevalere è un orientamento antilluministico e anticlassicistico che getta le fondamenta del nascente Romanticismo.  

In Germania emblema di questa tendenza è lo Sturm und Drang, il movimento letterario attivo tra il 1770 e il 1785, in cui dominano i motivi della passionalità selvaggia e primitiva e l’ansia di una libertà assoluta, capace di infrangere ogni limite voluto dalle leggi e dalle convenzioni sociali. Questo, sul piano letterario, porta al rifiuto di ogni classicismo, di ogni regola che possa mortificare l’idea di arte come libera espressione di un genio senza freni. 

Ad animare il movimento è un insieme di giovani intellettuali ribelli e inquieti, quasi tutti amici del giovane Goethe (1749 – 1832), senza dubbio la personalità più significativa del gruppo, nonché autore di una delle opere più significative scaturite da questo clima culturale: I dolori del giovane Werther (1774).  

3.1Goethe, Werther e il Preromanticismo

Charlotte Buff: la donna di cui s'innamorò Goethe. Lo scrittore ha basato una parte del romanzo I dolori del giovane Werther sul personaggio di Charlotte
Charlotte Buff: la donna di cui s'innamorò Goethe. Lo scrittore ha basato una parte del romanzo I dolori del giovane Werther sul personaggio di Charlotte — Fonte: getty-images

I dolori del giovane Werther è un romanzo epistolare che mette in scena la tragedia tutta moderna dell’artista. Werther è un uomo eccezionale, il genio tutto cuore e fantasia che non può assecondare le convenzioni sociali, le idee correnti e le norme accettate

Dentro di lui a prevalere è la forza della passione, a cui si riconosce la manifestazione della grandezza d’animo e della nobiltà spirituale che si oppone alla pochezza del buon senso borghese. Il dramma del protagonista scaturisce proprio da qui: pur essendo parte della borghesia per nascita, non può indentificarsi con la sua classe, poiché il suo essere artista lo porta a sostenere dei valori che le sono contrapposti. 

Neppure la nobiltà può diventare un’alternativa poiché, in nome dei vecchi pregiudizi di casta, l’aristocrazia respinge Werther, che al quel punto si trova completamente slegato dalla società, proprio in quanto rappresentante della borghesia. L’esclusione definitiva è poi segnata dall’amore infelice per Lotte che, pur ricambiato, non ha possibilità di essere vissuto, al punto da gettare Werther, disperato, al suicidio. 

3.2L'Ossianismo

James Macpherson (1736-1796)
James Macpherson (1736-1796) — Fonte: getty-images

In Inghilterra l’anticlassicismo trova la sua più compiuta espressione nel fenomeno dell’Ossianismo. Il termine viene dai Canti di Ossian pubblicati, a partire dal 1761, dallo scozzese James Macpherson (1736-1796). Si tratta di poemetti in prosa lirica che l’autore diffuse come traduzioni dei poemi dell’antico bardo celtico Ossian, risalenti al III secolo d. C. In realtà il caso è quello di un abile falso, che rielabora motivi di antichi canti popolari, inserendoli in una struttura epica, opera dello stesso Macpherson

Nell’opera s’intrecciano l’esaltazione della virtù cavalleresca e guerriera, le storie degli amori appassionati e del destino infelice di alcune coppie di amanti. Non mancano poi descrizioni di paesaggi cupi, desolati, di atmosfere tempestose e di visioni buie e spettrali.

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