Nastagio degli Onesti: parafrasi, analisi e morale

Nastagio degli Onesti: parafrasi, analisi e morale A cura di Vincenzo Lisciani Petrini.

Parafrasi e analisi di Nastagio degli Onesti, la novella della Quinta giornata del Decameron di Boccaccio dove si racconta dell'amore tormentato che si conclude in modo positivo grazie all'ingegno e alla forza del sentimento.

1Nastagio degli Onesti: introduzione

Nastagio degli onesti, primo episodio di Botticelli
Nastagio degli onesti, primo episodio di Botticelli — Fonte: getty-images

Una donna nuda corre nel fitto di una pineta inseguita da un cavaliere tutto armato di nero e dai suoi due cani; il cavaliere urla offese, la donna grida lamenti. Infine viene presa e trucidata. Una scena da fantasy, erotica e violenta insieme, moderatamente splatter, che potremmo vedere nel Trono di Spade. Questa visione incontra lo sguardo disperato d’amore di un giovane, Nastagio, che è in quella pineta per dimenticare la donna che ama e da cui non è riamato. Il giovane capisce che si tratta di un’anticipazione per exemplum di quello che sarà il suo destino, se non vi porrà rimedio. 

2Nastagio degli Onesti: trama

Siamo nella V giornata, quella degli amori felici, che fa da contraltare alla quarta giornata il cui era stato il malinconico Filostrato. Lottava novella è raccontata da Filomena: Nastagio è un ricco borghese di Ravenna che aspira all’amore di una donna nobile di sangue, una delle figlie di Paolo Traversari, ma questa, «cruda, dura e selvatica (…) forse per la sua singular bellezza o per la sua nobiltà si altiera e disdegnosa divenuta» lo snobba puntualmente e non accetta la minima confidenza da lui. 

Nastagio, lacerato dal dolore del rifiuto, pensa addirittura al suicidio. Poi, riflettendo, ritiene più saggio lasciarla perdere o almeno odiarla come lei odiava lui. Ma tra il dire e il fare… insomma: «pareva che tanto più la speranza mancava, tanto più multiplicasse il suo amore». Nastagio non riesce a liberarsi del suo sentimento ed invano egli spende e sperpera i suoi averi in feste, regali e banchetti per mostrare la sua cortesia e di essere degno del suo amore; ma niente

Come si dice, “occhio non vede cuore non duole”, e allora gli amici consigliano Nastagio di andarsene da Ravenna per qualche tempo, magari in campagna, e smetterla di pensare a lei e di spendere così tanto. Nastagio, dopo alcune titubanze, acconsente. Si reca a Chiassi, non molto lontano dalla città.

Un venerdì, tra la fine di aprile e gli inizi di maggio, Nastagio va a fare una passeggiata nella pineta vicino casa: il pensiero della sua donna si è rifatto vivo e allora meglio cercare un posto dove tranquillizzarsi. Verso mezzogiorno ecco che vede apparire una giovane che corre nuda inseguita da due cani feroci e da un cavaliere nero: sembra una battuta di caccia al cinghiale o di caccia alla volpe. La donna strepita e il cavaliere la bracca e la insulta. Nastagio cerca di correrle dietro per difenderla, ma il cavaliere lo ferma e gli dice: «Nastagio, non t’impacciare, lascia fare a’ cani e ame quello che questa malvagia femina ha meritato». 

Nastagio degli onesti, secondo episodio di Botticelli
Nastagio degli onesti, secondo episodio di Botticelli — Fonte: getty-images

Nastagio chiede e ottiene spiegazioni: il cavaliere gli racconta che quella caccia è voluta da Dio come punizione per la ritrosia della donna. Spinto dall’amore disperato per lei, si era suicidato. Tuttavia anche la donna era morta senza pentirsi di aver causato tanto dolore in lui: per questa ragione ora sono costretti alla punizione: lui a inseguirla per ucciderla passandola a fil di spada; lei deve fuggire nuda, braccata dai cani. Una volta che la donna viene uccisa e le sue viscere e il cuore gettati in pasto ai cani, la caccia ricomincia da capo, per l’eternità.

Ritratto di Giovanni Boccaccio
Ritratto di Giovanni Boccaccio — Fonte: getty-images

Nastagio capisce che può utilizzare questa visione infernale per convincere la sua riottosa amata: organizza un banchetto con tanti amici, e soprattutto con lei, proprio nello stesso luogo in cui aveva avuto la visione, sicuro che essa si ripeterà.

Quando la donna assiste alla scena della caccia, cambia subito atteggiamento nei confronti di Nastagio e accetta di sposarlo ben volentieri: comprende (ecco il tema dell’intelligenza) che non ha senso difendere l’ideale di classe davanti all’amore sincero di un uomo degno di stima. Detto fatto, Nastagio e la bella de’ Traversari si sposano.

3Analisi di Nastagio degli Onesti

In questa novella è ripreso il tema della “caccia infernale” che troviamo anche in Dante e precisamente nel famoso XIII canto, subito dopo l’incontro con Pier delle Vigne (XIII, 109-129).

Oltre a questo tema c’è l’espediente dellavisio”, la visione che nel Medioevo aveva una valenza importantissima: non era un fantasma della mente, ma un preciso messaggio dall’aldilà.

Tutti questi temi sono però a servizio dell’amore, il tema principe del Decameron, insieme a quello dell’intelletto, da cui si irradiano tutti gli altri. La donna questa volta non è colpevole, come Francesca da Rimini in Dante, di aver accettato l’amore, ma di averlo rifiutato. Esempi di adulteri puniti nell’aldilà erano frequenti, ma questa volta tutto è al rovescio. L’amore rifiutato “per principio” e/o per disdegnosa superiorità merita di essere punito poiché è un comportamento stupido.

Il rovesciamento della prospettiva è ancora più chiaro se confrontiamo la novella di Boccaccio con una versione simile se non una delle probabili fonti, d’uno carbonaio che vidde entrare una femina nella fossa de’ carboni che aveva accesa, di Jacopo Passavanti, predicatore contemporaneo di Boccaccio. Vediamo il passo in questione: 

«[il carbonaio] uscì fuori per vedere chi fosse; e vidde venire una femina in verso la fossa, correndo e stridendo, tutta scapigliata; e drieto le venìa uno cavaliere in sun uno orribile cavallo: e degli occhi e del naso e degli orecchi e de la bocca del cavalieri usciva fuoco ardentissimo. Giugnendo la femina alla fossa ardente, passò più oltre, e non ardiva d’entrare nella fossa; ma, correndo intorno alla fossa, fu sopraggiunta dal cavaliere che le correa dietro; e presela per gli sua lattenti capegli, e crudelmente la fedì per lo mezzo del petto col coltello ch’egli avea in mano. E cadendo in terra con molto spargimento di sangue, sì la riprese per gli insanguinati capelli, e gittòlla nella fossa de’ carboni ardenti, e lasciòlla stare per spazio di un’ora; e tutta focosa e arsa la ricolse, e così, ponendola in sul collo del cavallo, e con istrida, se n’andò per la via ch’era venuto».

Vediamo la versione di Boccaccio:

«E oltre a ciò, davanti guardandosi, vide venire per un boschetto assai folto d'albuscelli e di pruni, correndo verso il luogo dove egli era, una bellissima giovane ignuda, scapigliata e tutta graffiata dalle frasche e da' pruni, piagnendo e gridando forte mercé; e oltre a questo le vide a' fianchi due grandi e fieri mastini, li quali duramente appresso correndole spesse volte crudelmente dove la giugnevano la mordevano; e dietro a lei vide venire sopra un corsier nero un cavalier bruno, forte nel viso crucciato, con uno stocco in mano, lei di morte con parole spaventevoli e villane minacciando. (…) [il cavaliere] finito il suo ragionare, a guisa d'un cane rabbioso con lo stocco in mano corse addosso alla giovane, la quale inginocchiata e da' due mastini tenuta forte gli gridava mercé, e a quella con tutta sua forza diede per mezzo il petto e passolla dall'altra parte. Il qual colpo come la giovane ebbe ricevuto, così cadde boccone sempre piagnendo e gridando: e il cavaliere, messo mano a un coltello, quella aprì nelle reni, e fuori trattone il cuore e ogni altra cosa da torno, a' due mastini il gittò, li quali affamatissimi incontanente il mangiarono. Né stette guari che la giovane, quasi niuna di queste cose stata fosse, subitamente si levò in piè e cominciò a fuggire verso il mare, e i cani appresso di lei sempre lacerandola: e il cavaliere, rimontato a cavallo e ripreso il suo stocco, la cominciò a seguitare, e in picciola ora si dileguarono in maniera che più Nastagio non gli poté vedere».

L’immagine è quasi la stessa, con un’evidente maggior cura stilistica e ampiezza narrativa. Non ci sono i due cani in Passavanti, ma in compenso c’è il fuoco, simbolo purgatoriale; tuttavia sia Boccaccio sia Passavanti lasciano parlare a lungo i due dannati che inseguono le rispettive donne: devono spiegare la motivazione di quella particolare pena. Il cavaliere si rivolge a Nastagio con il preciso intento di mostrargli che cosa significhi morire per amore e quali tormenti lo aspetteranno e quali aspetteranno la donna. In Passavanti, invece, il punto interessante è che le anime in pena sono qui in Purgatorio e si sono pentite giusto in tempo per meritarlo.

Nastagio degli onesti, terzo episodio di Botticelli
Nastagio degli onesti, terzo episodio di Botticelli — Fonte: getty-images

La situazione descritta da Boccaccio è sostanzialmente diversa: la pena a cui assiste Nastagio è infernale, non purgatoriale. Dunque non c’è remissione di peccato possibile e la donna corteggiata non è sposata, dunque può accettare di convolare a nozze regolarmente. Il suo rifiuto non è suscitato da motivazioni legittime come la sua condizione di donna sposata e devota al marito, ma solo dall’amore per la sua classe sociale, la nobiltà, che non è niente più che un’illusione. Ecco perché Boccaccio calca assai la mano, ed ecco perché la donna comprende bene il suo peccato di superbia, che però evita ponendo il rimedio perfetto: sposarsi

Da un punto di vista stilistico la novella ha un ritmo molto incalzante e si sofferma sulla drammaticità dei dialoghi. Un particolare interessante è che solo gli uomini parlano: Nastagio e il Cavaliere. Alle due donne è destinato il discorso indiretto.

4Temi di Nastagio degli Onesti

In questa novella sono fondamentali due temi: l’amore e l’intelligenza. In Boccaccio l’amore non deve mai portare alla sofferenza, ma deve essere ricondotto alla sfera del piacere. L’amore è una gioia: fisica e interiore. Non a casa nella quarta giornata Filostrato era stato piuttosto criticato per la scelta del tema: gli amori infelici. Per far sì che un amore sia felice e che doni reciproca gioia, occorre – oltre alla reciproca attrazione – l’intelligenza. Con essa si evita l’errore di anteporre un bigotto idealismo (religioso o di casta) alla gioia amorosa, più a portata di mano quanto sembri.

5Nastagio degli Onesti: personaggi

Nastagio è un tipo di personaggio che tornerà spesso nella letteratura: è un borghese ricco che cerca di affermarsi nella società, combinando un buon matrimonio con una nobile: è ricco di nascita ed è cortese e gentile. S’innamora perdutamente della figlia di Paolo Traversi che però lo rifiuta. Ne sviluppa un’ossessione ed è disposto a tutto pur di averla, ma si ammala d’amore e la sua vita sembrerebbe segnata dalla tristezza se non da un suicidio per amore. 

La figlia di Traversi non merita neanche di essere chiamata, a quanto pare, infatti Boccaccio ne omette il nome: di lei Boccaccio dice solo che è orgogliosa e selvatica (poco avvezza alla cortesia). Alla fine della novella, la fanciulla mostra di essere sensibile e di comprendere il suo comportamento sbagliato. Ma a dettarlo è soprattutto la paura di essere punita nell’aldilà e di diventare a sua volta protagonista di una visione. L’amore nasce dalla paura? Chi può dirlo. 

6Guarda il video sul Decameron di Boccaccio

    Domande & Risposte
  • Chi è Nastagio degli Onesti?

    E’ un personaggio del Decameron di Boccaccio, il protagonista dell’ottava novella: un ricco borghese che s’innamora della figlia di Paolo Traversi che però lo rifiuta.

  • A quale giornata appartiene la novella Nastagio degli Onesti?

    Quinta giornata, ottava novella.

  • Qual è il tema della novella Nastagio degli Onesti?

    L’amore e l’intelligenza.