Nascita della Repubblica popolare cinese: storia, cronologia e protagonisti

Nascita della Repubblica popolare cinese: storia, cronologia e protagonisti A cura di Edoardo Angione.

Storia e caratteristiche della Repubblica popolare cinese, l'entità politica che nacque in Cina in seguito alla caduta dell'ultimo Imperatore. Cronologia e protagonisti

1La Cina di Mao Zedong

Mao Zedong
Mao Zedong — Fonte: ansa

Nel 1945, dopo la resa del Giappone (15 agosto), la Repubblica di Cina si ritrova tra le potenze vincitrici della Seconda guerra mondiale. Inizialmente il governo nazionalista di Chiang Kai-shek, capo del Guomindang, appariva rafforzato da questa situazione.   

Tuttavia, in una manciata di anni complessi e difficili da ricostruire, il Partito comunista cinese (PCC) di Mao Zedong riuscirà a costruire un nuovo regime, con capitale a Pechino, che prenderà forma il 1° ottobre del 1949: la Repubblica popolare cinese, ovvero la Cina che conosciamo ancora oggi. In questo testo cercheremo di riassumere le confuse vicende che portarono alla nascita della Repubblica popolare cinese.   

Con la capitolazione del Giappone, il regime nazionalista del Guomindang sembrava destinato a resistere per molto tempo. In particolare, con un seggio permanente presso il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, la Cina era a tutti gli effetti una “grande potenza”

Il governo puntava a ristabilire la sovranità nazionale cinese. Si sperava innanzi tutto ad un ritorno ai confini che precedevano il 1895, anno in cui, al termine della Prima guerra sino-giapponese, l’antico Impero cinese aveva ceduto ampi territori al Giappone, nonché ad altre potenze occidentali che avrebbero dovuto controbilanciare l’influenza giapponese. Nel 1943, inoltre, la Cina aveva stabilito degli accordi con Stati Uniti e Gran Bretagna che andavano verso l’abrogazione di trattati che da circa un secolo favorivano pesantemente il colonialismo occidentale.  

Il Presidente Mao Zedong, 1963 (1893-1976): fondatore della Repubblica popolare cinese
Il Presidente Mao Zedong, 1963 (1893-1976): fondatore della Repubblica popolare cinese — Fonte: ansa

Sul fronte interno, però, la Cina nazionalista doveva risolvere il problema dell’Armata rossa, braccio armato del Partito comunista cinese, che aveva occupato numerose aree della Cina settentrionale, fondando un proprio Stato parallelo, ispirato alla Russia sovietica, con capitale a Yan’an. Nei primi tempi il dialogo tra il Guomindang ed il Partito comunista, incoraggiato dagli Stati Uniti, sembrava possibile

Tra l’agosto e l’ottobre del 1945 ci furono colloqui tra Mao e Chiang Kai-Shek, nonché la convocazione di una Conferenza politica che aveva lo scopo di trovare un accordo tra le varie forze politiche: Guomindang, Comunisti e indipendenti. Nel 1946 (10 gennaio) si tenne a Chongqing una conferenza in cui, in presenza del generale Marshall in qualità di inviato americano, si discussero una serie di problemi, tra cui una convocazione dell’Assemblea nazionale, una separazione tra esercito e partiti politici, ed una ristrutturazione del Consiglio di Stato. 

2Mao Zedong e la Manciuria

L’8 agosto le truppe dell’Unione Sovietica penetrarono in Manciuria, regione che era stata invasa dal Giappone, e dove era stato creato uno stato fantoccio (Manchoukuo) utilizzato dai Giapponesi come base per il loro tentativo di conquistare il resto della Cina. 

Chiang Kai-shek: primo presidente della Repubblica di Cina
Chiang Kai-shek: primo presidente della Repubblica di Cina — Fonte: ansa

Le truppe di Stalin non si limitarono a liberare la regione e a riconoscere su di essa la sovranità della Cina nazionalista: fecero anche in modo che il possente arsenale lasciato dal Giappone entrasse in possesso dell’esercito di Mao. I Russi abbandonarono la regione soltanto nel maggio del 1946, quando l’esercito del Partito Comunista Cinese si era ormai pienamente riorganizzato, anche includendo al suo interno truppe locali.  

A questo punto Chiang Kai-shek inviò le proprie truppe in Manciuria, regione che non era mai stata controllata dalla Cina nazionalista, allo scopo di difenderla dalla presenza comunista. Nonostante il fatto che i negoziati di Nanchino tra le due principali forze in campo, Partito comunista e Guomindang, continuarono fino ai primi mesi del 1947, era ormai scoppiata la guerra civile

3La guerra civile

Mao Zedong e Chiang Kai-shek, 1946
Mao Zedong e Chiang Kai-shek, 1946 — Fonte: ansa

La strategia di Mao, nei primi tempi, fu all’insegna della prudenza. Tra l’Estate del 1946 e quella del 1947 l’esercito comunista, che assunse il nome di Esercito popolare di liberazione, si ritirò, lasciando logorare le truppe di Chiang Kai-shek, che portarono avanti un’offensiva in Manciuria e nelle regioni del Nord, riuscendo ad occupare centri importanti come Yan’an. Nel 1947 la delegazione comunista lasciò Nanchino e le trattative di dialogo tra i due contendenti si interruppero definitivamente.  

L’iniziativa comunista riprese con l’inizio dell’estate del 1947, allorché le truppe di Mao iniziarono una guerra di posizione che prendeva di mira i raggruppamenti avversari. Nel novembre del 1948, con l’annientamento definitivo di più di trenta divisioni delle forze nazionaliste in Manciuria, ci fu una svolta decisiva: l’avanzata comunista verso il nord a questo punto non trovò più ostacoli, e nel gennaio del 1949 la città di Pechino capitolò senza combattere

Ad aprile ci fu un nuovo tentativo, da parte nazionalista, di riprendere le trattative a Pechino, nuova sede del comitato centrale del Partito comunista, ma non ci furono risultati di rilievo. Nel frattempo, Chiang Kai-Shek, nel frattempo eletto presidente della Repubblica, aveva delegato il comando al suo vice Li Zongren. 

4La sconfitta del Guomindang

Fiume Azzurro (Yangzi o Yangtze)
Fiume Azzurro (Yangzi o Yangtze) — Fonte: getty-images

Con il passaggio del Fiume Azzurro, o Yangzi (21 aprile), i comunisti conquistarono Nanchino (24 aprile), e raggiunsero Shangai a maggio. Nel frattempo, il Guomindang era in preda a contrasti interni tra i nuovi leader e Chiang Kai-shek, che si trasferì a Taiwan con le proprie truppe migliori nel luglio del 1949. A dicembre l’isola sarebbe diventata la sede ufficiale e definitiva del governo di Taiwan. 

A penalizzare il Guomindang fu senza dubbio l’aspetto militare. L’esercito nazionalista, i cui livelli di addestramento erano piuttosto bassi, era privo di un comando unitario ed ufficiale. Questo aspetto, unito ad una serie di decisioni strategiche infelici, portarono alla vittoria la potente macchina politico-militare che il Partito comunista aveva ideato, in particolare grazie a Mao Zedong, negli anni precedenti. Per di più, il governo nazionalista, fortemente corrotto, non seppe approfittare della vittoria contro il Giappone e non seppe mantenere un ruolo di rilievo sulla popolazione delle città orientali, stremate dalla guerra, che riconobbero nella Cina nazionalista un nuovo oppressore. 

Oltre a ciò, l’inflazione aveva peggiorato in modo netto il tenore di vita della borghesia delle città: una riforma monetaria del 1948 portò a misure impopolari come il sequestro di beni di famiglie, mentre il Partito comunista portava avanti un’efficace opera di propaganda antinazionalista

5Mao Zedong e la nascita della Repubblica popolare cinese

Il 1 ottobre 1949 Mao Zedong proclama a Pechino la nascita della Repubblica popolare cinese
Il 1 ottobre 1949 Mao Zedong proclama a Pechino la nascita della Repubblica popolare cinese — Fonte: ansa

Allo scopo di far presa sulla popolazione cinese, il Partito comunista non si limitò a misure di confisca della proprietà fondiaria per ridistribuirla ai contadini più poveri. La politica nei confronti dei borghesi e degli intellettuali, che temevano l’instaurarsi di un regime ispirato alla Russia sovietica, fu inizialmente moderata

Tra il 21 ed il 30 settembre, a Pechino, ci fu una Conferenza politica consultiva che varò una costituzione provvisoria per il nuovo regime cinese: oltre ai comunisti, parteciparono anche alcuni partiti politici, tra cui i dissidenti del Guomindang e varie personalità. Si trattava di una dittatura democratica popolare fondata sull’alleanza tra operai e contadini. Il 1º ottobre del 1949 venne fondata la Repubblica popolare cinese, con capitale a Pechino, e con Mao Zedong come nuovo capo dello Stato

6Mao Zedong e le vittime del genocidio

Il consolidamento del potere di Mao Zedong portò ad una fase di collettivizzazione forzata che andò avanti fino al 1958. In questo periodo la categoria dei proprietari terrieri venne di fatto sterminata. Mao portò avanti una vera e propria politica di sterminio, un genocidio che eliminò piccoli e grandi possidenti. Mao ne dichiarò 800.000 ma gli storici parlano addirittura di decine di milioni di uccisioni. Dal 1958 al 1961, negli anni del grande balzo in avanti – un periodo di rapida industrializzazione del paese in cui i contadini furono forzosamente trasformati in operai - si calcola che ci furono altri 30 milioni di vittime. 

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