Riassunto sui moti rivoluzionari

Di Redazione Studenti.

Riassunto breve sui moti rivoluzionari in Europa successivi alla Restaurazione: moti del 20-21, 30-31 e 48. Spiegazione e analisi

MOTI RIVOLUZIONARI

Moti rivoluzionari del 1820
Moti rivoluzionari del 1820 — Fonte: getty-images

Per capire i moti rivoluzionari è necessario partire dal Congresso di Vienna.

Contro la Restaurazione in particolare si opposero diverse parti della società. In particolare:

  • I liberali che erano disposti a collaborare con i sovrani ma volevano una Costituzione e un parlamento
  • I democratici che volevano la Repubblica; 
  • I patrioti che chiedevano l’indipendenza e la costituzione.

Le forze di opposizione si organizzarono in società segrete perché non potevano operare alla luce del sole (massoneria, carboneria che operò soprattutto non solo in Italia ma anche in altri paesi europei).

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MOTI RIVOLUZIONARI DEL '20-'21

Il primo moto scoppiò in Spagna. Questa insurrezione si diffuse in altri paesi europei, dove c’erano governi assolutistici e dove il popolo voleva l’indipendenza.

Ferdinando VII dovette concedere la Costituzione di Cadice, abrogata dopo il suo ritorno sul trono.

Il moto si diffuse anche in Italia (Piemonte, Regno due sicilie) e in Grecia. Questa fu l’unico paese che ottenne l’indipendenza, in particolare dalla Turchia.

MOTI RIVOLUZIONARI DEL '30-'31

Questi moti partirono dalla Francia per poi propagarsi nei vari paesi europei. Solo il Belgio conquistò l’indipendenza.

I moti rivoluzionari del '20-'21 e del '30-'31 non ebbero risultati positivi dal punto di vista militare perché tutti i rivoluzionari furono fermati dall’intervento della Santa Alleanza.

Non solo: i sovrani che in un primo momento avevano concesso le Costituzioni, in un secondo le ritirarono.

Perché i moti fallirono?

  • Avevano partecipato poche persone. I moti liberali erano stati organizzati da liberali che volevano un governo costituzionale e una patria libera.
  • Non ci fu la partecipazione della massa popolare perché analfabeta
  • I rivoluzionari non erano ben organizzati. I patrioti italiani volevano l’indipendenza dall’Austria, al sud volevano la Costituzione (i programmi non erano comuni). In Italia c’era il controllo dell’Austria e in Europa dalla Santa Alleanza.

MOTI DEL 1848

Il 1848 viene definito la Primavera dei popoli, perché ci fu un momento di riscossa nazionale.

Queste rivoluzioni furono molto importanti perché segnarono un continuo delle rivoluzioni del '20-'21 e del '30-'31 (che fallirono ma furono positive perché incominciarono a far prendere coscienza di una patria unita).

La scintilla scoppiò in Francia dove lo sviluppo economico aveva messo in evidenza le contraddizioni sociali del Paese. Portò alla caduta della monarchia orleanista e all’instaurazione della Repubblica.

Nel 1852 con un plebiscito Napoleone fu eletto imperatore di Francia con il nome di Napoleone II.

La rivoluzione dopo scoppiò a Vienna. L’imperatore Ferdinando I fu costretto ad accettare le richieste:

  • licenziamento di Metternich
  • convocazione di un’assemblea costituzionale.

Dopo queste concessioni abdicò a favore del figlio Francesco Giuseppe. La rivoluzione di Vienna si propagò anche in Germania, dove fu convocata un’assemblea costituente con l’incarico di scrivere una costituzione.

A questo scopo i rappresentanti di tutti gli stati tedeschi si riunirono a Francoforte. Questa costituzione non venne elaborata perché ci furono all’interno dell’assemblea pareri discordi. Alcuni spingevano per formare una Grande Germania che prevedesse la formazione di uno stato confederale comprendente anche l’Austria; altri invece sostenevano una Piccola Germania che escludesse l’Austria.

Prevalse la tesi finale e fu formata una confederazione tedesca con l’Austria esclusa. A capo fu la Prussia dell’imperatore Guglielmo I. La Prussia divenne lo stato leader per la realizzazione dell’unificazione politica tedesca, che avvenne nel 1870.