Monarchie europee tra il XII e XIII secolo: storia e caratteristiche

Monarchie europee tra il XII e XIII secolo: storia e caratteristiche A cura di Valerio Zandonà.

Scopri storia e caratteristiche delle monarchie europee tra il XII e XIII secolo. Origini e consolidamento delle monarchie che si imposero in Spagna, Francia e Inghilterra

1Caratteri generali

Battaglia di Bouvines (27 luglio 1214)
Battaglia di Bouvines (27 luglio 1214) — Fonte: getty-images

Paradossalmente, la sopravvivenza dell’idea dell’impero universale in Germania e in Italia consegnò queste due realtà a una frammentazione politica che resisterà fino al XIX secolo. Al contrario, nel resto d’Europa, tra XII e XIII secolo, cominciarono a formarsi degli estesi Stati monarchici, che, pur con differenze di modalità e tempistiche, erano accumunati dai seguenti aspetti:  

- la crisi del sistema feudale e il rafforzamento del potere centrale espresso dal re;

- un’estesa dimensione territoriale in grado di garantire una posizione di rilievo nel contesto europeo. 

Il processo di formazione degli Stati monarchici, fu graduale e contraddistinto da contrasti e compromessi tra il potere centrale che si andava rafforzando e i poteri locali che cercavano di mantenere i propri privilegi

2La monarchia francese

L'incoronazione del re di Francia, Ugo Capeto, a Noyon il 3 luglio del 987
L'incoronazione del re di Francia, Ugo Capeto, a Noyon il 3 luglio del 987 — Fonte: getty-images

Nel 987, quando i capetingi ereditarono il titolo di «re dei franchi occidentali» nella spartizione dell’impero di Carlo Magno, l’autorità del sovrano si limitava ai territori intorno a Parigi. Il resto del Regno era governato da molte signorie feudali che accettavano il ruolo simbolico del re, ma che di fatto amministravano il territorio in autonomia, esercitando la maggior parte delle prerogative regie.  

A partire dal XI secolo i re capetingi iniziarono progressivamente a rafforzare la propria autorità instaurando un’alleanza con il papato e riducendo il potere dei grandi feudatari.  

Re Filippo II di Francia, noto anche come Filippo Augusto (1165-1223)
Re Filippo II di Francia, noto anche come Filippo Augusto (1165-1223) — Fonte: getty-images

Il processo di rafforzamento della Corona francese subì un’accelerazione decisiva quando salì al trono nel 1180 Filippo Augusto. Egli avviò subito una politica di conquista dei territori francesi controllati dalla Corona inglese. Dopo aver sconfitto Giovanni Senzaterra nella battaglia di Bouvines (1214), Filippo Augusto acquisì definitivamente i territori nord-occidentali della Normandia, del Maine, e dell’Angiò. 

In seguito, per estendere la propria autorità ai territori controllati dai grandi feudatari, avviò una politica di accentramento amministrativo, introducendo le figure dei balivi, che si occupavano di amministrare i beni regi, e dei prevosti, che si occupavano della riscossione delle imposte e dell’esercizio della giustizia. Questi funzionari regi riuscirono a sottrarre gradualmente potere ai feudatari. 

Il successore di Filippo Augusto, Luigi IX il Santo, continuò l’opera del suo predecessore, cercando di uniformare l’amministrazione della giustizia, e perfezionando le funzioni delle istituzioni centrali create da Filippo: 

  • Il consiglio del re, composto da grandi feudatari e giuristi che coadiuva il re nelle scelte politiche.
  • La Camera dei conti, che gestiva le finanze del Regno.
  • Il Parlamento, una corte suprema di giustizia in cui si potevano presentare reclami contro gli abusi del potere centrale.

Nel complesso, il consolidamento della monarchia francese venne attuato attraverso la creazione di un imponente apparato amministrativo, ma anche attraverso la formazione di un esercito formato da truppe mercenarie fedeli al re, che liberò il sovrano dai vincoli che un esercito feudale, formato dai nobili e dai loro uomini, poteva comportare.  

Per sostenere le spese del mantenimento dei funzionari regi e di un esercito mercenario, i re francesi furono costretti ad aumentare il prelievo fiscale e ad estenderlo anche ai membri del clero. Quest’ultima misura fu alla base dello scontro tra il Regno di Francia e il papato che caratterizzò i primi anni del XIV secolo.  

3I Regni della Penisola Iberica

Nonostante nel IX secolo i regni della penisola iberica avessero cominciato la cosiddetta reconquista dei territori in mano ai mussulmani, intorno all’anno Mille la presenza araba era ancora consistente. 

Il centro sud della Spagna, chiamato dagli arabi al-Andalus (Andalusia) era sotto il controllo del Califfato di Cordova, un regno efficiente, culturalmente florido e contraddistinto da una società multietnica in cui convivevano arabi, cristiani ed ebrei. Nel nord della penisola iberica, invece, si erano formati degli Stati cristiani: il Regno di Castiglia, quello di Aragona e quello di Navarra, caratterizzati da una società feudale e una struttura politica arretrata. 

Crociata contro i Mori di Granada di Gustave Doré
Crociata contro i Mori di Granada di Gustave Doré — Fonte: istock

Nel XI secolo, però, la fine della dinastia Omayyade in Spagna aprì un periodo di declino del mondo arabo, che permise ai regni cristiani di riprende l’offensiva. Nel 1212 con la battaglia di Las Navas de Tolosa l’esercito cristiano formato da castigliani e aragonesi inflisse una sconfitta decisiva ai mussulmani. Intorno alla metà del XIII secolo l’opera di reconquista poteva definirsi conclusa. 

Dopo aver riconquistato quasi completamente il territorio spagnolo, relegando la presenza araba al piccolo Regno di Granada, i due principali regni della penisola iberica avviarono un processo di rafforzamento delle istituzioni monarchiche.  

Il Regno di Castiglia ampliò il suo dominio su vaste aree della Spagna centrale, promuovendo una politica di ripopolamento di quei territori che si basava sulla concessione di latifondi alla piccola nobiltà cavalleresca. La conseguente formazione di una forte nobiltà terriere ostacolò in parte i tentativi della Corona di avviare un processo di accentramento del potere. 

I contrasti più aspri tra potere regio e potere nobiliare furono però ridimensionati dalla creazione delle cortes, delle assemblee convocate periodicamente in cui i nobili e il re potevano confrontarsi e controllarsi reciprocamente

Il giorno prima della battaglia di Las Navas de Tolosa (1212) in cui Alfonso VIII sconfisse l'esercito almohade di Muhammad al-Nasir
Il giorno prima della battaglia di Las Navas de Tolosa (1212) in cui Alfonso VIII sconfisse l'esercito almohade di Muhammad al-Nasir — Fonte: ansa

Ancor più complesso il tentativo di centralizzazione del Regno di Aragona, che era formato da una confederazione di tre regni (l’Aragona, Valencia e la Catalogna) e dove le città ricoprivano un ruolo di grande importanza in un’economia che, a differenza di quella castigliana, non si fondava sull’agricoltura, ma sul commercio e i traffici marittimi. 

Anche qui, la convocazione periodica delle cortes rese possibile i compromessi tra il re e la nobiltà, ma per assistere alla formazione di uno Stato monarchico, come quello che si formò in questo periodo in Francia o in Inghilterra bisognerà attendere il XV secolo. 

4La nascita della monarchia costituzionale inglese

Il processo di formazione della monarchia inglese venne condizionato in maniera decisiva dalla conquista normanna dell’Inghilterra. Quando Guglielmo il Conquistatore sbarcò in Britannia, sconfisse l’esercito sassone nella battaglia di Hastings (1066) e venne incoronato, non portò solo la lingua e la cultura francese alla corte inglese, ma mise fine alle divisioni tra i vari re sassoni e danesi che si contendevano l’egemonia dell’isola, e avviò una riorganizzazione del Regno. 

In Inghilterra il rafforzamento dell’autorità monarchica venne caratterizzato da due direttrici apparentemente opposte: 

  • l’accentramento di alcune prerogative nelle mani regie.
  • il coinvolgimento della nobiltà feudale nell’amministrazione del Regno.
Giovanni d'Inghilterra o Giovanni Senzaterra regnò dal 1199 fino alla sua morte
Giovanni d'Inghilterra o Giovanni Senzaterra regnò dal 1199 fino alla sua morte — Fonte: getty-images

Per ricompensare i cavalieri che lo avevano affiancato nella conquista dell’isola, Guglielmo concesse loro feudi e terre, che presero il nome di contee. Al tempo stesso, però, per evitare che i conti acquisissero un eccessivo potere, vennero istituite le figure del giustiziere, un funzionario regio che si occupava dell’amministrazione della giustizia, e dello sceriffo, che invece si occupava della riscossione delle imposte

Questo sistema di equilibri tra potere regio e potere dei baroni non si era consolidato e alla morte di Guglielmo si aprì una fase d’instabilità politica che si protrasse fino al regno di Giovanni Senzaterra. 

Salito al trono nel 1199, Giovanni Senzaterra tentò di mettere in atto un accentramento del potere nelle sue mani. La sconfitta di Bouvines contro Filippo Augusto (1214), che fece perdere alla Corona inglese tutti i territori sul suolo francese, fu però un colpo decisivo al suo prestigio personale. 

Tornato in Inghilterra da sconfitto, Giovanni si ritrovò in balia delle rivendicazioni avanzate dai baroni, del clero e delle città, senza l’autorità e la credibilità per potersi opporre, e fu costretto a firmare la Magna Charta Libertatum (1215), un documento in cui si impegnava a rispettare dei diritti e delle prerogative che limitavano il potere assoluto del re:  

  • rispettare i diritti acquisiti dei nobili, del clero, dei cavalieri e le libertà dei mercanti di Londra e di altre città;
  • istituire un’assemblea rappresentativa dei ceti nobiliari;
  • non avere il diritto di incarcerare nessun uomo libero, senza la condanna di un tribunale (Habeas corpus).
Re Giovanni Senzaterra (1166-1216) firma la Magna Charta con l'arcivescovo Stephen Langton e i baroni nel 1215
Re Giovanni Senzaterra (1166-1216) firma la Magna Charta con l'arcivescovo Stephen Langton e i baroni nel 1215 — Fonte: getty-images

Nei decenni successivi, il quadro politico inglese si stabilizzò con la costruzione di una monarchia costituzionale, in cui il potere del re era affiancato a quello di un Parlamento, che nel giro di un secolo assunse una struttura bicamerale:

- nel 1242 venne istituita stabilmente la Camera dei Lords, un’assemblea composta da nobili, che il re doveva consultare ogni volta che doveva introdurre una serie di provvedimenti, come ad esempio l’aumento delle imposte;

- nel 1339 venne poi istituita la Camera dei comuni, un’assemblea composta dalla piccola nobiltà e dalla borghesia cittadina. 

Tale assetto, che disegnava un modello di monarchia costituzionale che per secoli, rappresentò un unicum in Europa, è tutt’oggi alla base della monarchia inglese