Molière: teatro, vita, opere

Molière: teatro, vita, opere A cura di Laurène Suau.

Il teatro di Molière e le opere più importanti. Biografia del commediografo e attore teatrale francese, trama e analisi delle sue opere più importanti come L'avaro e Il malato immaginario

1Introduzione alla vita e alle opere di Molière

Molière (1495 - 1553) in un dipinto di Pierre Mignard.
Molière (1495 - 1553) in un dipinto di Pierre Mignard. — Fonte: getty-images

Le français ou la langue de Molière” Il francese o lingua di Molière è l’aforisma perfetto per capire l’importanza che ha avuto e che ha ancora oggi l’autore.
Jean-Baptiste Poquelin, il vero nome di Molière è stato un famoso drammaturgo i cui spettacoli sono sempre all’ordine del giorno in tanti teatri in Francia ed all’estero. Prima di ottenere la protezione di Luigi XIV, iniziò ad esercitare il mestiere di avvocato per alcuni mesi, ebbe anche la possibilità di diventare tappezziere del re, come suo padre, ma egli scelse una strada molto più difficile all’epoca per seguire la sua passione: il teatro. Attore, autore e presto capocomico diventò “Molière”, il simbolo della commedia francese e specchio della società del XVII secolo. 

Le commedie sono molteplici: 
- in prosa ispirate all’attualità come Le Preziose ridicole (1659)
- ispirate alla tradizione latina come L’Avaro (1668)
- commedie con macchine, in verso libero: Amphitryon (1668)
- all’italiana come Le furberie di Scapino (1671)
- commedie-balletto per compiacere i gusti del re: Il borghese gentiluomo (1670) e Il malato immaginario (1673). 

2Molière e le sue prime opere

Jean-Baptiste Molière
Jean-Baptiste Molière — Fonte: getty-images

Jean-Baptiste Poquelin nacque nel 1622 (un anno dopo La Fontaine, un anno prima di Pascal) in una famiglia parigina con sei bambini di cui due morirono nella prima infanzia. Orfano di madre a 10 anni, avrebbe dovuto succedere al padre come “tappezziere e valletto di camera del re”.  

Tuttavia, dopo aver studiato dai Gesuiti nel collegio di Clermont (oggi liceo Louis-le-Grand), e dopo la laurea in giurisprudenza a Orleans, incontrò i Béjart, un’originale famiglia appassionata di teatro. Fondò con loro “L’illustre-Théâtre” nel 1643, ma la compagnia si rivelò un fallimento per problemi finanziari. Imprigionato per debiti ma liberato velocemente grazie al padre, Molière accompagnato dall’attrice Madeleine Béjart, lasciò Parigi per una tournée di 12 anni nelle province dell’ovest e del sud della Francia.

Quando tornò a Parigi nel 1658: 
- l’attore cresciuto e migliorato ancora si distinse con la sua naturalezza nella recitazione ispirandosi alla Commedia dell’Arte conosciuta a Lione: “mai nessuno seppe così ben smontare il proprio viso, e si può dire che dentro questa commedia lo cambi più di venti volte” (Argomento della scena XII, Sganarello o il Cornuto immaginario);
- la compagnia di Molière recitò al Louvre (nel teatro del Petit-Bourbon) e diventò la troupe de Monsieur, frère du roi (compagnia del Signor Duca, il duca d’Orléans, fratello del re), ottenne quindi una protezione sempre più importante.   

Molière fu soprattutto ammirato per il suo talento di scrittore che piacque sia alla corte che al pubblico parigino. Il successo arrivò con Le Preziose ridicole (1659) nella quale il commediografo usò le tecniche della farsa al servizio di una satira sociale, e così rinnovò la commedia: diventò uno strumento del divertimento che accompagnava con giudizi morali e sociali. “La grande règle de toutes les règles” (la grande regola di tutte le regole) è piacere e “le public est le juge absolu” (il pubblico è il giudice assoluto) diceva Molière.
Due anni dopo la troupe si stabilì definitivamente nella sala grandiosa del Palais-Royal, sede dell’attuale Comédie-Française.  

Molière si classifica tra i grandi autori classici perché:

  • Presenta sempre personaggi reali, tipici dell’epoca: prende in giro i pedanti, i vanitosi, i falsi sapienti e tutto quello che è lontano dalla semplicità fatta di misura e buon senso
  • Con le sue grandi commedie applica le regole della tragedia (un’unica azione in un’unica giornata ed in un solo luogo).

3Molière e le grandi commedie

La scuola delle mogli di Molière:  commedia in 5 atti (Atto 5, Scena 3) presentata al Teatro Royal Palace il 26 dicembre del 1662.
La scuola delle mogli di Molière: commedia in 5 atti (Atto 5, Scena 3) presentata al Teatro Royal Palace il 26 dicembre del 1662. — Fonte: getty-images

Nel 1662 iniziò il periodo delle grandi commedie in 5 atti e in versi che obbediscono alle regole del teatro classico con la stessa natura delle tragedie di Racine. 

Il primo capolavoro La scuola delle mogli era un eco a La scuola dei mariti, commedia in tre atti creata la stagione precedente. Il tema della “precauzione inutile”- un barbogio (un anziano) che rinchiude la moglie per evitare di diventare “cornuto”- non fu probabilmente senza legame con la vita di Molière il quale, dieci mesi prima dello spettacolo, aveva sposato Armande Béjart, più giovane di 20 anni. Lo spettacolo evoca inoltre, in un modo provocante, un’importante problematica sociale del tempo: l’educazione delle donne, il loro diritto alla conoscenza e la legittimità dell’amore femminile extraconiugale.  

Autori e attori gelosi del successo dello spettacolo e devoti offuscati lanciarono contro La scuola delle mogli una “querelle” che mise Molière al centro della vita teatrale parigina. Molière rispose ai suoi detrattori con due altre opere del 1663 La critica della Scuola delle mogli e l’improvvisazione di VersaillesLa scuola delle mogli rimane una delle opere più recitate e studiate ancora oggi.  

Il misantropo di Molière: incisione di Delannoy su disegno di G. Staal
Il misantropo di Molière: incisione di Delannoy su disegno di G. Staal — Fonte: getty-images

L’anno 1665 fu molto difficile per Molière:
- Nonostante il sostegno discreto ma attivo del re scrisse Il Tartufo, con la sua critica dell’ipocrisia dei falsi devoti, fu vietato dalla chiesa così come Don Giovanni o il convitato di pietra, spettacolo unico che non obbedisce a nessuna regola, come il suo protagonista libertino, e mescola registro tragico, fantastico e comico.
- La sorella morì a maggio e Molière si ammalò gravemente durante l’inverno. Fu costretto a chiudere il suo teatro

Il misantropo (1666) fu una nuova commedia nella quale si percepisce l’amarezza dolorosa dell’autore: confinato nell’universo di un salotto parigino, il comico dello spettacolo è meno esplicito. Il personaggio Alceste, figura del ridicolo, può anche essere percepita come patetica e alla fine diventa sia avvincente che repellente. L’accoglienza ricevuta da questa commedia non fu molto buona, ma il prestigio crebbe nel secolo seguente quando l’interpretazione stravagante e ridicola del personaggio lasciò il posto ad una lettura dolorosa e patetica, diventata più frequente nel XX secolo.

Molière legge la sua commedia "Tartufo" nella casa di Ninon de Lenclos.
Molière legge la sua commedia "Tartufo" nella casa di Ninon de Lenclos. — Fonte: getty-images

Una nuova versione del Tartufo fu finalmente autorizzata e ebbe tanto successo nel 1669 ma tutte queste lotte hanno consumato Molière. Da ora in poi evitò di toccare argomenti troppo delicati.   

Le intellettuali (Les femmes savantes, 1672), ultima grande commedia, fu l’occasione di denunciare il comportamento e il linguaggio superficiale delle donne saccenti.

4Le ultime commedie teatrali: 1668-1673

Il malato immaginario di Molière. La prima fu rappresentata per Luigi XIV di Francia e la sua corte nel 1664.
Il malato immaginario di Molière. La prima fu rappresentata per Luigi XIV di Francia e la sua corte nel 1664. — Fonte: getty-images

Molière non smise di creare nuovi personaggi come Harpagon (L’Avaro, grande commedia in prosa) e ritrovò con Le furberie di Scapino (1671) le gioie della farsa.      

Per le feste organizzate dal sovrano, Molière scrisse, in collaborazione con musicisti (l’italiano Lully) spettacoli in cui il testo era accompagnato di canti e balli. Cercò quindi di combinare i piaceri della commedia, della musica e della danza con Il borghese gentiluomo (1670) e Il malato immaginario (1673).  

L’anno 1673, ultimo anno della vita di Molière fu segnata da una serie di eventi tristi:    

  • la morte di Madeleine Béjart
  • la morte del terzo figlio
  • la rottura con Lully
  • il declino dei favori del re.

Mentre stava recitando il ruolo principale del suo malato immaginario, l’attore ebbe un malore sul palcoscenico e muore alcune ore dopo. Grazie all’intervento diretto del re, fu sepolto di notte ed in qualità di tappezziere.