Cos'è la misoginia: significato ed esempi dell'odio per le donne

Di Veronica Adriani.

Cos'è la misoginia e chi è il misogino? Perché si diventa misogini e differenza con la misantropia. Significato ed esempi dell'odio per le donne

COS'È LA MISOGINIA

Jack lo Squartatore viene universalmente considerato come uno degli esempi più classici di misoginia
Jack lo Squartatore viene universalmente considerato come uno degli esempi più classici di misoginia — Fonte: getty-images

La misoginia, da μισέω misèō, "odiare" e γυνή gynḕ, "donna", è etimologicamente l'odio nei confronti delle donne, manifestato nei confronti del sesso femminile da uomini o anche da altre donne.

L'atteggiamento del misogino può andare dalla semplice discriminazione alla violenza verbale o fisica. Molti intellettuali (scrittori, filosofi e, personaggi storici sono stati riconosciuti come tali. Per qualcuno la misoginia si è manifestata esclusivamente nell'esprimere apertamente posizioni contrarie alla donna e al suo ruolo nella società, mentre per altri si è manifestata un'evidente patologia. Serial killer famosi come Jack lo Squartatore rientrano in quest'ultima categoria, mentre tra gli intellettuali misogini si annoverano spesso filosofi come Schopenhauer o Nietzsche.

Un esempio? Ne L'arte di trattare le donne, Schopenhauer scrive:

Le donne sono sexus sequior, il secondo sesso, che da ogni punto di vista è inferiore al sesso maschile; perciò bisogna aver riguardi per la debolezza della donna, ma è oltremodo ridicolo attestare venerazione alle donne: essa ci abbassa ai loro stessi occhi.

MISOGINIA PSICOLOGIA

La misoginia, abbiamo detto, è l'odio verso le donne. Parallelamente esistono:

  • La misandria, l'odio verso gli uomini
  • La misantropia, l'odio verso le persone in generale, la mancanza di fiducia negli esseri umani e la relativa ricerca di isolamento all'interno della società.

Si è cercato di spiegare a lungo il perché di un odio verso una specifica categoria di esseri umani, soprattutto data la sua assoluta trasversalità: ad odiare le donne possono essere gli uomini o anche altre donne.

La misoginia può nascere da un pregiudizio, per cui le donne sarebbero meno capaci dell'uomo nello svolgere una serie di azioni: alcuni tipi di lavori, ad esempio.

Per alcuni misogini, dunque, la donna deve essere relegata nell'esclusiva condizione di procreatrice, non ha diritto di esprimere pareri o prendere decisioni nel contesto lavorativo o familiare; talvolta, è considerata come una mera "proprietà" dell'uomo.

Per altri, invece, la questione è ben diversa, e sfocia nella vera e propria patologia. Vediamo qualche esempio.

MISOGINIA, ESEMPI

Tra i celebri intellettuali misogini figura anche il filosofo Arthur Schopenhauer
Tra i celebri intellettuali misogini figura anche il filosofo Arthur Schopenhauer — Fonte: ansa

Alcuni tipi di maniaci sessuali sviluppano una forma di misoginia molto estrema, ben diversa da quella che nasce, cresce e si conclude in un contesto familiare o culturale. Questa misoginia passa per l'annullamento fisico e psicologico della donna, e coinvolge quindi anche la violenza. Jack lo squartatore è probabilmente l'esempio storico più celebre: assassino seriale che ha agito a Londra alla fine dell'Ottocento, di identità tuttora ignota, è stato l'omicida di una serie di donne - tutte prostitute - del quartiere di Whitechapel. Si è supposto, nel ricostruire la sua identità psicologica, che potesse essere un uomo frustrato, con difficoltà relazionali e psichiche originate probabilmente dalla totale assenza di una figura paterna e forse da un qualche evidente difetto fisico.

In altri casi la misoginia è originata da esperienze traumatiche: è il caso della saponificatrice di Correggio, Leonarda Cianciulli, che uccise tre donne sciogliendole nella soda caustica come - si legge nelle sue memorie diffuse dopo i delitti - omicidi rituali, sacrifici umani per avere salva la vita dei suoi figli. La Cianciulli aveva infatti avuto diversi aborti e un rapporto difficile con la madre, che l'aveva maledetta in punto di morte. Da qui, probabilmente, la nascita dei disturbi mentali che avrebbero originato quei delitti.

MISOGINIA OGGI

La misoginia oggi non è scomparsa, ma prende diverse forme che a volte assumono connotazioni violente, mentre altre volte si stratificano nella società alimentando pregiudizi a discriminazioni a più livelli.

Il femminismo - movimento storico-culturale di emancipazione della donna e di difesa dei suoi diritti - rivendica con forza le ingiustizie sociali ai danni delle donne, discriminate ancora oggi in varie forme.

È una forma di misoginia, ad esempio, la discriminazione sul lavoro, che si manifesta nelle disparità salariali o nella difficoltà di occupare posizione di vertice rispetto agli uomini, sia in molte aziende private che nel settore pubblico, tanto in Italia che fuori dai confini del nostro paese.

Lo è anche relegare la donna, implicitamente e culturalmente, alla cura esclusiva del nucleo familiare, favorire il licenziamento di una donna incinta, non dare supporto o assistenza alle madri, o giudicarne le scelte e i comportamenti sessuali. Altra caratteristica della misoginia è quella di considerare la donna sono all'interno della dicotomia madre / prostituta, giudicando la persona sulla base della sua presunta moralità o immoralità sessuale.

Ma la forma di misoginia più evidente e che miete ancora oggi maggiori vittime è quella che si manifesta attraverso la violenza sessuale o l'omicidio, quest'ultimo che va ormai universalmente sotto il nome di femminicidio. L'attenzione sui casi di omicidio e violenza - che per la maggior parte avvengono ancora in ambito familiare, secondo le statistiche - viene tenuta alta anche grazie alla giornata contro la violenza sulle donne o a movimenti femministi di denuncia degli abusi e rivendicazione dei diritti.