Metternich e la Restaurazione: il principio di equilibrio e il principio di intervento

Metternich e la Restaurazione: il principio di equilibrio e il principio di intervento A cura di Laura Morazzini.

Metternich e la Restaurazione del Congresso di Vienna. Pensiero politico e principi alla base dell'evento che tentò di riportare l'ordine in Europa dopo la Rivoluzione francese e le conquiste napoleoniche.

1Biografia di Metternich

Ritratto del diplomatico e politico austriaco Klemens von Metternich. Dipinto di Thomas Lawrence
Ritratto del diplomatico e politico austriaco Klemens von Metternich. Dipinto di Thomas Lawrence — Fonte: ansa

Discendente da una nobile famiglia renana, suo padre è il delegato del governo austriaco per i principati nella zona del Reno e Klemens trascorre la sua giovinezza qui, alla Metternich Hof, dove lui e il fratello vengono educati da ben due precettori, l’abbé Bertrand, un padre scolopio, e Johann Friedrich Simon, protestante e insegnante del Philantropium di Dessau. 

Nel 1788 il ragazzo inizia il corso di studi per diventare diplomatico, entrando alla Facoltà di Scienze Politiche a Strasburgo, dove vive negli agi garantiti dalla sua facoltosa famiglia; diventa allievo del docente di diritto pubblico Christoph Wilhelm Koch, convinto sostenitore del tradizionale assetto degli stati, necessario per mantenere la pace in Europa. 

La situazione cambia bruscamente con lo scoppio della Rivoluzione francese, che rende il clima politico molto incerto per le classi nobili e Klemens nel 1790 si trasferisce all’università di Magonza.

Nel frattempo il padre è diventato ministro plenipotenziario nei Paesi Bassi austriaci e si trasferisce a Bruxelles con tutta la famiglia; nel 1791 il figlio maggiore li raggiunge per una breve vacanza e si innamora di una donna sposata, dando il via alla fama di seduttore che lo accompagnerà tutta la vita.

2Il matrimonio provvidenziale di Metternich

Richard von Metternich, il figlio di Klemens von Metternich
Richard von Metternich, il figlio di Klemens von Metternich — Fonte: getty-images

Napoleone sta avanzando su più fronti, ma quando il padre propone la creazione di una milizia composta da contadini per arginare l’offensiva francese, l’iniziativa viene respinta dall’imperatore austriaco, che la interpreta come un gesto a favore di istanze rivoluzionarie e Metternich padre cade in disgrazia.

I fatti gli danno ragione anche se con drammatico ritardo: nell’ottobre del 1794 i francesi prendono Coblenza e i conti Metternich perdono le loro proprietà, venendo obbligati a rifugiarsi a Vienna.

Qui cercarono di ricostruirsi una reputazione organizzando il futuro del figlio mediante un matrimonio combinato: l’obiettivo è unire Klemens a Maria Eleonore Kaunitz, chiamata in famiglia Lorel, una ragazza non particolarmente bella o brillante, ma nipote di un potente ex ministro degli Asburgo

Le rispettive madri sono amiche, ciononostante la madre di lei si oppone a questa unione, dato che il giovane Metternich è solo un dongiovanni senza soldi né proprietà e privo di un futuro in politica; ma la madre muore all’inizio del 1795 e Lorel è infatuata di questo bel ragazzo che la corteggia spietatamente. 

Il 27 settembre si celebrano le nozze e i due sposi vanno a vivere a Vienna sotto la protezione del padre di lei, intenzionato a tenerla vicina e disposto a mantenere un genero nullafacente, che comunque non si fa problemi e si dedica allo studio della medicina e delle scienze naturali. 

3Metternich ambasciatore e principe

Nel 1797 il suocero muore e grazie alla fitta rete di alleanze costruita grazie alla moglie, Metternich viene inviato come ambasciatore al congresso di Rastatt, che si conclude nell'aprile 1799. 

Entra definitivamente nella diplomazia riuscendo a diventare ambasciatore per l’Austria alla corte di Sassonia a Dresda nel 1801 e in Prussia, dove cura i negoziati per il trattato di Potsdam nel 1805, cercando di costruire un'alleanza anti Napoleone tra i due stati

Nel 1803 l’imperatore Francesco II risarcisce i Metternich delle proprietà perdute assegnando loro l'abbazia di Ochsenhausen, innalzando il loro titolo nobiliare a Principe e inviando Klemens a Berlino in qualità di ambasciatore.

Carolina Bonaparte, la sorella di Napoleone
Carolina Bonaparte, la sorella di Napoleone — Fonte: getty-images

Nel 1806 si trova a Parigi sempre con incarico diplomatico, allaccia relazioni con il ministro degli esteri Talleyrand e con il delegato russo, ma soprattutto con le dame di corte.

Napoleone non si fida di questo faccendiere che piace a tutti e incarica la sorella Carolina di sorvegliarlo; ma lei diventa una delle sue amanti e grazie a questa relazione Metternich apprende delle informazioni che si rivelano preziose per il futuro: c’è la possibilità che Napoleone voglia divorziare dalla moglie per mancanza di figli.

4Il cancelliere austriaco

Nel 1809 Metternich commette un grosso errore sovrastimando la sollevazione spagnola contro i francesi e facendo entrare l’Austria in guerra fino alla sconfitta di Wagram; l'8 ottobre viene nominato cancelliere e ministro degli esteri e dopo poco viene firmato l'umiliante armistizio del trattato di Schoenbrunn. 

Il momento storico è difficile e molto delicato: l'Austria ha perso la maggior parte delle battaglie contro Napoleone e occorre individuare una strategia che contenga ulteriori danni e che permetta di scegliere una strada diversa dalla probabile sottomissione alla Francia. 

Il matrimonio tra Napoleone e Marie-Louise, 1810, nel castello di Saint-Cloud, Francia
Il matrimonio tra Napoleone e Marie-Louise, 1810, nel castello di Saint-Cloud, Francia — Fonte: getty-images

Per trattenere Napoleone da ulteriori attacchi all'Austria ed evitare di farla confluire nella Confederazione del Reno, Metternich sfrutta il punto debole dell’imperatore francese: non ha figli legittimi e vuole una discendenza. Viene quindi organizzato il matrimonio con Marie-Louise, la figlia prediletta dell'imperatore Francesco, celebrato per procura l’11 marzo 1810.

Nel frattempo in tutta Europa iniziano a diffondersi le manifestazioni popolari, fenomeno osservato da Metternich con sconcerto e preoccupazione, perché ulteriore minaccia per l'ordine costituito; ma quando nel 1811 cerca di promuovere la ripresa del paese proponendo la riorganizzazione in stati federali, si scontra con l'opposizione del sovrano che intravede una deriva troppo vicina alle istanze rivoluzionarie invece di cogliere la lungimiranza della proposta.

5Senza scoprire le carte

Napoleone Bonaparte e Klemens von Metternich a Dresda, 1813
Napoleone Bonaparte e Klemens von Metternich a Dresda, 1813 — Fonte: getty-images

Nel delicato equilibrio dei rapporti diplomatici con la Francia, Metternich recita la sua parte e invia delle truppe per l'invasione francese della Russia nel 1812, ma qui Napoleone subisce una sconfitta clamorosa.

Dopo la vittoria di Napoleone a Bautzen su Russia e Prussia, Metternich conduce le trattative per l'armistizio fra i paesi con l’armistizio di Pleiswitz il 4 luglio 1813, ma il vero scopo è guadagnare tempo per il riarmo austriaco, perché se è necessario neutralizzare la Francia occorre anche essere preparati a possibili attacchi da parte della Russia.

Dopo svariati tentativi di mediazione, il 12 agosto di quest'anno l'Austria assieme a Russia e Prussia dichiara guerra alla Francia, e riesce a trascinare nella guerra contro i francesi anche gli stati della Confederazione del Reno; in ottobre, dopo il successo della battaglia di Lipsia, Metternich sale al rango di principe.

Dopo la disfatta di Waterloo, Napoleone è costretto ad abdicare e a trattare con i vincitori; Metternich avrebbe preferito disinnescare militarmente l’imperatore francese e non perderlo del tutto, ma quando non può evitare la sua rinuncia al trono, organizza il congresso post bellico e ottiene che venga svolto a Vienna.

6Metternich e il congresso di Vienna

Casa Metternich a Muenzplatz (Germania). Oggi è un centro giovanile
Casa Metternich a Muenzplatz (Germania). Oggi è un centro giovanile — Fonte: getty-images

La scelta della capitale austriaca come sede del congresso, ha un peso politico notevole e rappresenta il culmine della carriera di Metternich; grazie a lui l’Austria è riuscita a costruirsi una posizione preminente in Europa.

Per tutta la durata del congresso, dal settembre 1814 al giugno 1815, i sovrani partecipanti vengono intrattenuti con una serie di feste e balli per evitare interferenze di qualunque tipo nel delicato processo diplomatico.

Metternich ottiene risultati fondamentali

  • proteggere le frontiere austriache consolidando i territori confinanti,
  • prevenire lo smembramento dello stato francese, la cui esistenza costituisce l'indispensabile contrappeso alla minaccia russa.
  • attuare la Santa Alleanza, un accordo ideato dallo zar e sottoscritto dagli altri paesi che sancisce il diritto di usare le armi per soffocare qualsiasi tentativo di ribellione e sancire la legittimità dell’assolutismo monarchico.

L’obiettivo è la ricostruzione di un ordine politico e territoriale europeo che possa durare a lungo, ma la gestione di quello austriaco si rivela molto più complessa. 

7Il declino di Metternich

Per quanto riguarda l’Austria la visione politica di Metternich rimane inascoltata

  • la creazione del regno lombardo-veneto è un'iniziativa dell'imperatore Francesco che esclude qualsiasi forma di autonomia, e di fatto però prepara il terreno ai futuri moti rivoluzionari,
  • non viene posta attenzione alla tutela delle diverse nazionalità presenti nell'impero, per esempio non vengono creati appositi ministeri, come domandato da Metternich per prevenire ostilità,
  • le forze di polizia austriache usano da subito una linea fortemente repressiva.
Le dimissioni di Metternich
Le dimissioni di Metternich — Fonte: getty-images

Insomma lo scontro fra lo statista e l'imperatore si risolve con una risoluzione vecchio stile, assolutista e con scarsa prospettiva sul futuro.

Dal 1816 al 1818 Metternich cerca (senza successo) di favorire presso gli stati tedeschi l’adozione di costituzioni che prevedessero la tradizionale suddivisione in province, in modo da distribuire la gestione del potere e contenere pericolosi squilibri politici.

Nei congressi successivi l’influenza di Metternich rimane ancora all’apice ma l’iniziativa degli altri statisti volge gradualmente all'autodeterminazione per i propri paesi, senza più guardare all’Austria come punto di riferimento.

Pur di non perdere il proprio potere a corte e contro il parere di tutti gli altri, Metternich convince l'imperatore a nominare erede il figlio Ferdinando, malato e di mente; quando avviene il passaggio di consegne nel 1835, esercita brevemente la funzione di reggente ma allo scoppio dei moti del 1848, i rivoluzionari vogliono eliminare il vecchio cancelliere, diventato simbolo della repressione, e il sovrano li accontenta.

Metternich rassegna le proprie dimissioni il 13 marzo 1848 e va in esilio in Gran Bretagna, grazie all’aiuto del duca di Wellington e poi a Bruxelles; gli viene concesso di tornare a Vienna solo nel 1851 senza più incarichi. Muore nel 1859.

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