Metodo di studio efficace per le Medie, le Superiori e l'Università

Di Marta Ferrucci.

Un metodo di studio efficace per gli studenti delle Medie, delle Superiori e dell'Università che sicuramente non conosci, che cambierà la tua vita e il tuo modo di studiare.

Metodo di studio efficace: da dove cominciare

Il metodo di studio efficace
Il metodo di studio efficace — Fonte: getty-images

Avere un buon metodo di studio consente di trasformare lo studio da un’esperienza dura e angosciante in un’esperienza dura ma… gratificante! E’ importante che questo sia efficace e faccia risparmiare tempo per consentirci di poter dedicare risorse anche ad altre attività e alle persone che ci stanno a cuore. Purtroppo sono pochi i professori che ritengono utile l’insegnamento del metodo di studio che, invece, è qualcosa che andrebbe insegnato a scuola e appreso dagli studenti come una vera e propria materia!

Lo studio vero si basa su due concetti:

  1. Comprendere
  2. Ricordare

    . . . e su sei passaggi che consentono una massimizzazione della produttività. Vediamo quali sono:

Comprendere la struttura della materia che andiamo ad affrontare

Ancora prima di iniziare a leggere, bisogna comprendere la struttura della materia alla quale ci andremo ad approcciare: di cosa stiamo parlando? A quale scopo? Qual è la suddivisione interna della materia? Per fare questo è molto utile la consultazione dell’indice del libro che fornisce subito una panoramica generale, una visione d’insieme e come sono strutturati gli argomenti. Questo primo passaggio rappresenta “le fondamenta” del nostro studio.

Lettura attiva: chiediti sempre il perché

Dopo aver compreso com’è strutturata la materia, cominciamo a studiarla.

  • L’ideale è partire dagli appunti del professore perché in questi ci sarà sempre l’indicazione di quali sono gli argomenti che approfondisce, che gli stanno più a cuore e sui quali, verosimilmente, punta di più.
  • Quando si legge bisogna sempre chiedersi il perché di quello che si ha davanti. Se abbiamo la pretesa di imparare a memoria tutto quello che ci scorre davanti agli occhi rischiamo di cadere nella trappola della memorizzazione. Ma l’obbiettivo è comprendere – per riuscire a ricordare a lungo termine -  non memorizzare e quindi è necessario chiedersi il perché di ogni concetto.
  • Se la lettura è attiva anziché mnemonica, l’apprendimento sarà molto più efficace e veloce.
  • In questa fase è utile sottolineare i passaggi, i concetti più importanti e le parole chiavi alle quali si aggancerà tutto il ragionamento.
  • La lettura attiva richiede di fermarsi alla fine di ogni sezione o paragrafo per chiederci se abbiamo effettivamente capito quanto appena letto e, in aggiunta, chiederci se saremmo in grado di esporlo, spiegarlo a qualcun altro. Se è così possiamo andare avanti. Se non è così è necessario tornare sui propri passi.
  • Se ci sono dei dubbi questi vanno risolti prima di andare avanti per evitare di cadere nella trappola della memorizzazione a pappagallo, senza comprendere.
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Ricordare con il richiamo attivo

A questo punto è necessario ricordare, ovvero procedere con il passaggio del richiamo attivo. Di cosa si tratta? E’ un modo per stimolare la mente. Il richiamo attivo è l’opposto della lettura passiva, della memorizzazione.

  • L’apprendimento avviene non quando immettiamo informazioni nel nostro cervello ma quando le tiriamo fuori, quando le vogliamo mostrare, illustrare. Si tratta di una vera e propria operazione di recupero delle informazioni.
  • Più ci alleniamo a recuperare i concetti, più forti diventano i collegamenti fatti nella fase di lettura (parole chiave ecc…) e più solida diventa la conoscenza di quanto appreso.
  • L’obbiettivo è dunque interagire con i contenuti che abbiamo in testa e questo è molto diverso dall’apprendere passivamente.

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Gli schemi

Attenzione, far gli schemi non vuol dire andare a copiare dal libro! Gli schemi servono a riordinare le informazioni che abbiamo appreso attraverso una logica e un’ordine adatti al nostro cervello, più affini al modo che abbiamo di ragionare.

Se il libro è scritto in maniara chiara e si riesce a seguire il ragionamento, si potrà evitare di fare gli schemi. Basterà fare riferimento al libro di testo ma, anche qui, ricordiamoci di non imparare a memoria.
Qualora si decidesse di fare degli schemi è importante che questi siano il frutto di del vostro ragionamento mentale, della vostra organizzazione interna e non siano copiati dal libro. Fate solo riferimento a quanto ricordate (ricordo attivo). Solo dopo potrete tornare a fare riferimento al libro, per capire se ci sono differenze tra quello che ricordavate – e avete riportato nello schema -  e quello effettivamente presente nel testo.
Il consiglio è affrontare l’elaborazione dello schema dopo ogni paragrafo e di integrarli sempre con gli appunti presi a lezione affinché lo schema sia il più completo possibile.

La prima ripetizione

Si tratta della ripetizione ad alta voce che si fa al termine di ogni sessione di studio, il ricordo attivo nella sua massima espressione. Come si procede?

  • Si chiude il libro e si cerca di spiegare ad alta voce tutto quello che si è studiato fino a quel momento. Verosimilmente non si ricorderà ancora tutto in questa fase ma bisogna resistere alla tentazione di rituffarsi subito sul libro.
  • E’ questa la parte centrale dell’apprendimento: focalizzatevi sulle cose dove vi sentite meno forti e tornateci sopra.
    Se studiate materie scientifiche e quindi meno discorsive, la ripetizione andrà sostituita da un’attività pratica, ad esempio lo svolgimento di esercizi ma senza guardare sul libro!

Ripetizioni successive

Ripetere una sola volta non basta e sai perché? Esiste un fenomeno chiamato curva dell’oblio in base al quale il 1° giorno ci ricordiamo il 100% di quello che abbiamo studiato, nel giorno 2 il 50% e ancora meno nei giorni successivi.

Come contrastare la curva dell’oblio? Con la “ripetizione dilazionata” che, in pratica, va ad interrompere il processo di oblio riportando alla memoria i concetti da poco appresi.

  • In cosa consiste la ripetizione dilazionata?
    Nella ripetizione dei concetti appresi ad intervalli sempre più lunghi. Se, ad esempio, un giorno studio 40 pagine e svolgo tutti i passaggi elencati da questo metodo di studio, il giorno dopo ne studierà di nuove, farò tutto come il giorno prima ma in più tornerò sul punto 4 – l’active recall – per le 40 pagine del giorno prima, e così successivamente.
  • L’aggiunta progressiva di concetti
    Si farà così, aggiungendo progressivamente le pagine delle nuove giornate, per 3 giorni, poi si interrompe per 2 giorni.
  • Il consolidamento
    Ci tornerò sopra dopo una settimana e, anche se non si ricorderà tutto tutto, ci sarà stato un consolidamento di quanto appreso. Poi si andrà a ripetere a distanza di 2 settimane…

Ora che ne sai abbastanza sei pronto per metterlo in pratica. Sei pronto/a?

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