Mesopotamia, i popoli: storia dei Sumeri

Di Redazione Studenti.

Riassunto sui Sumeri, uno dei popoli antichi della Mesopotamia, la terra tra i fiumi. Storia, cronologia, caratteristiche, protagonisti

La Mesopotamia e i Sumeri

I Sumeri, uno dei popoli della Mesopotamia
I Sumeri, uno dei popoli della Mesopotamia — Fonte: getty-images

I Sumeri sono una popolazione della bassa Mesopotamia, probabilmente arrivata in quella terra da più lontano via mare o scendendo dai monti dell'altopiano iranico per mettere a coltura una regione per sua natura acquitrinosa.

Storia e cronologia dei Sumeri

L'arrivo dei Sumeri non è precisamente databile: le ipotesi più accreditate li vedono arrivare nella Terra tra i fiumi all'inizio del periodo detto di Uruk (fine IV millennio a. C.). Se così fosse, le principali innovazioni tecnologiche e culturali che caratterizzano la civiltà sumerica (dalla scrittura all'architettura monumentale e a tutti gli elementi della "rivoluzione urbana" al suo stadio maturo) non sarebbero stati portati con sé da loro, ma progressivamente elaborati sul posto.

Nella bassa Mesopotamia i Sumeri coesistevano con altre popolazioni:

  • Gli Accadi semitici, provenienti da ovest,
  • Una popolazione di sostrato, la cui esistenza sarebbe ipotizzata in base a elementi non sumerici.

Le popolazioni della Mesopotamia

In questo quadro, i Sumeri avevano una netta prevalenza numerica, politica e culturale nelle città del sud (Eridu, Ur, Uruk, Lagas, Umma, Suruppak, Nippur), diminuendo verso nord dove prevalevano gli Accadi (Kis, Esnunna, Assur, Mari). Tra le varie città erano frequenti gli scontri, ma non sembra che essi avessero una base etnica, quanto piuttosto territoriale ed economica.

Inoltre, mentre gli Accadi erano rinforzati da ulteriori infiltrazioni di genti semitiche, i Sumeri, isolati, tendevano a diminuire e a essere assimilati, specialmente a partire dal 2350 a. C. (dinastia di Akkad). Si considerarono perciò più propriamente sumerici certi tratti culturali caratteristici del sud rispetto al nord:

  • sviluppo della proprietà templare a scapito di quella familiare
  • caratteristici della fase preaccadica, come la concezione del dio quale proprietario dell'azienda agricola che è la città-tempio, gestita per suo conto dal re).

Come dicevamo poco sopra, è poco probabile che la distinzione tra cultura sumerica e accadica avesse base etnica: i due elementi contribuirono piuttosto insieme a costituirla progressivamente. Differenze regionali e diacroniche sono da considerare normali e attribuibili a motivi interni.

Letteratura sumera

Testi letterari in lingua sumera, consistenti in tavolette fittili ed epigrafi su pietra, abbracciano un periodo di tempo che, partendo pressappoco dal 3000 a. C. (IV strato di Uruk), si estende fino alla scomparsa della civiltà mesopotamica. Quanto ai generi letterari, si considerano come generi i testi storici, gli inni, gli scongiuri, i miti, i carmi epici e la letteratura sapienziale. I componimenti, privi di veri titoli, venivano designati dalla tradizione sumera con le prime parole del testo.

Iscrizioni storiche

Fra i primi documenti ci sono le iscrizioni di carattere storico, come la dedica del re Urnanshe al dio Ningirsu o l'epigrafe della Stele degli avvoltoi di Eannatum re di Lagas. Molto antica è la Lamentazione per Lagas, che ricorda con un elenco monotono ma commovente le distruzioni degli edifici sacri subite a opera di Lugalzagghisi di Umma. Il testo degli inni, di carattere sacro e rituale, contiene spesso note relative al tipo del canto e all'uso degli strumenti musicali che lo accompagnavano durante le cerimonie pubbliche.

Gli inni sumeri

Nell'inno dedicato a Ininn, la Ishtar dei Babilonesi, la dea è celebrata come divinità del piacere e della guerra. Fra gli inni indirizzati ai templi è interessante la Descrizione di una festa all'Ekur (nome del tempio) in Nippur.

Tra le composizioni rilevanti dal punto di vista poetico oltre che rituale ci sono gli scongiuri, rivolti specialmente contro demoni e spiriti cattivi, responsabili di malattie e di sofferenze.

La mitologia sumera

I miti, canti epico-religiosi collegati con le cerimonie del culto, hanno talora carattere cosmogonico e preannunciano quelli in lingua accadica come l'Enuma elish. Molto interessante fra i miti è il poema di Ziusudra, una specie di Noè mesopotamico, che si salva dal diluvio per mezzo di un'immensa nave. Fra i carmi epici hanno particolare importanza Gilgamesh e la terra della vita, Morte di Gilgamesh.

La letteratura sapienziale

Alla letteratura sapienziale appartengono raccolte di proverbi e di massime, non sempre facilmente intelligibili, e componimenti detti adamanduga, cioè dispute concettuali, come tra estate e inverno, tra zappa e aratro, tra bue e cavallo. Durante il cosiddetto rinascimento sumero, ai tempi della III dinastia di Ur (2112-2004 a. C.), furono composti inni encomiastici ai sovrani, come quello per il re Sulgi, contenente lodi della sua forza e della sua giustizia.

Nello stesso periodo emerge la figura di Gudea, re-sacerdote di Lagas, a cui appartengono iscrizioni celebrative della pietà religiosa e dello spirito pacifico del sovrano e, fra l'altro, un inno comunemente denominato Sogno di Gudea, contenente gli ammonimenti del dio Ningirsu per la costruzione e l'inaugurazione del suo tempio e la descrizione dell'opera infaticabile del re. Questo testo è la più lunga composizione sumera che sia giunta fino a noi.

Malgrado la decadenza politica, i Sumeri mantennero il loro dominio culturale durante il II millennio a.C. e la loro lingua continuò a essere usata in sede letteraria, anche se non più parlata. Testi sumeri vennero trascritti nei sec. XV, XIV, XIII a. C. anche fuori del territorio mesopotamico, accompagnati talvolta dalla traduzione babilonese.

L'arte sumerica

L'arte sumerica si svolse attraverso quattro fasi:

  • predinastica (3100-2900 ca.)
  • protodinastica (2900-2400)
  • accadica (2375-2180; v. Akkad)
  • neosumerica (2112-2004),

per proseguire poi nella cosiddetta arte babilonese.

L'architettura

Il materiale che conosciamo, per quanto scarso, mostra una grande originalità formale e figurativa di quest'arte, al di là delle influenze iraniche o centrasiatiche. Al periodo predinastico risalgono i primi esempi di un'architettura monumentale religiosa, che fa capo alla concezione mesopotamica secondo la quale la città apparteneva a una divinità da cui derivava il suo benessere. Esempi tipici di questa architettura, realizzata in mattoni d'argilla (per la scarsità di pietra), sono il tempio di Eridu e il Tempio Bianco di Uruk (Warka), dedicato ad Anu, formato da una cella con nicchie e innalzato su una piattaforma di 15 metri cui si accedeva tramite una scalinata.

La struttura, poi tipica di tutta l'area mesopotamica, della ziqqurat, era quella di una sorta di "montagna sacra" che rappresentava il mezzo di comunicazione tra l'uomo e il mondo delle divinità.

Nel periodo protodinastico il tempio divenne un centro non solo religioso ma anche economico e si arricchì di magazzini, botteghe artigiane e uffici. Solo al tempo della III dinastia di Ur (2112-2004) apparve anche il palazzo regale e nello stesso tempo si fissò la tipologia classica della ziqqurat (templi di Ur, Ur-Nammu, arsa, ecc.).

L'arte figurativa

Nel campo dell'arte figurativa abbiamo diversi reperti. I primi sigilli a cilindretto rappresentano scene agresti, di sacrifici, di battaglie rese con vivace naturalismo, esempi di un'arte destinata ad avere una grande fioritura anche in seguito. Accanto ai sigilli si trovano opere più impegnative, come:

  • il vaso cilindrico di alabastro di Uruk (Museo di Baghdad);
  • le tazze e i vasi rituali in pietra con vigorosi altorilievi di tori e leoni;
  • la maschera di Uruk nota come "dama di Warka", in alabastro.

Solo nel periodo protodinastico compaiono le statue, eseguite in diversi materiali (marmo, diorite, gesso o altro), dove viene rappresentato l’offerente in preghiera davanti alla divinità. Esempi illustri sono le statue di Tell Asmar, dove compaiono le note rigide barbe trapezoidali, dai grandi e ieratici occhi sbarrati, dalle rigide gonne.

Si hanno anche quelle, sempre raccolte nel severo modulo della statua-blocco, rinvenute a Mari, Lagas, El Obeid (Louvre, Museo di Baghdad, British Museum).

La scultura a rilievo

Nel campo della scultura a rilievo in pietra si possono enumerare opere di estremo interesse, come la cosiddetta Stele degli avvoltoi, che illustra la vittoria del re Eannatum su Umma, o quella, già del periodo accadico, di Naram-Sin, dove la figura del sovrano viene posta alla sommità.

Le incisioni

Il serrato stile sumero si afferma anche nelle incisioni del vaso d'argento di Entemena (conservato al Louvre), nei tori in rame del tempio di El Obeid (che si trova al British Museum) e nei bronzetti. Di grandissimo interesse per la documentazione che offrono sull'abilità dei Sumeri nella lavorazione dei metalli e nell'arte dell'intarsio, sono invece gli oggetti preziosi ritrovati nelle tombe di Ur, in oro e argento con intarsi di lapislazzuli, calcare rosso, conchiglie di madreperla.

Di pari passo con la rinascita del mondo sumerico, c’è anche una rinascita di architettura e scultura. Accanto alle tradizionali statue di oranti, ora in grandezza naturale, sono le statue-ritratto, tra cui quelle di Gudea di Lagas (ca. 30) e di Ur-Ningirsu. Si ritrova una simbologia animale nelle statuette di tori androcefali coricati (Museo di Baghdad e Louvre), che si ritroverà anche nell’arte assira.

Tradizionalmente collocata tra le arti minori è la produzione sumerica di gioielli in metalli preziosi.