Memorie di Adriano: i versi Animula vagula blandula

Di Redazione Studenti.

Da Memorie di Adriano di Marguerite Yourcenar, i versi più famosi dell'imperatore Adriano: Animula vagula blandula. Significato e spiegazione

MEMORIE DI ADRIANO

L'imperatore Adriano
L'imperatore Adriano — Fonte: getty-images

Memorie di Adriano è un famoso libro della scrittrice francese Marguerite Yourcenar, romanzo epistolare ambientato nel II secolo d. C. e pubblicato nel 1951.

Al suo interno sono riportati dei versi molto famosi:

Animula vagula  blandula
Hospes comesque corporis,
Quae nunc abibis in loca
Pallidula  rigida  nudula,
Nec, ut soles, dabis iocos…

P. Aelius Hadrianus, Imp.

Traduzione:

Animuccia vagabonda, leggiadra,
ospite e compagna del corpo.
In quali luoghi andrai ora
Tu pallida, fredda e nuda?
E non darai più gioia, come sei solita…

ANIMULA VAGULA BLANDULA: SPIEGAZIONE

L'imperatore Adriano, il più “umano” tra i divini imperatori, con questi versi segna un culmine nella poesia universale oltre che un punto di partenza obbligato ogni volta che ci si avventuri negli itinerari dell'anima.

Adriano ritiene che, separata dal corpo, l'anima diventi piccola, tenera, diafana, palliduccia e nuda. E che perda anche la forza necessaria per dare all'uomo quella giocosità di cui ha bisogno.

L'anima, dunque, unita al corpo, è fonte di gioco, di allegria, così come il gioco diventa sinonimo di vita.

Il poeta attendendo la morte si rivolge alla propria anima chiedendole dove andrà, ricordandole che dovrà andare a stare in luoghi oscuri e freddi senza potere più ridere e scherzare.  

L’anima, entità ignota e indefinibile, ospitata casualmente in un corpo appena abbozzato, è pronta a partorire l’impulso e l’essenza  degli uomini, ma con la consapevolezza che verrà un giorno in cui lo dovrà irrimediabilmente abbandonare, e calarsi nel vuoto e nel nulla.