Medio Oriente: dalla guerra del Kippur agli accordi di Camp David

Medio Oriente: dalla guerra del Kippur agli accordi di Camp David A cura di Bianca Dematteis.

Storia della guerra del Kippur: cause e conseguenze del conflitto arabo-israeliano che iniziò nel 1973 e terminò nel 1978 con gli accordi di Camp David.

1Guerra del Kippur: le cause del conflitto

Guerra del Kippur. Foto del 18 ottobre 1973
Guerra del Kippur. Foto del 18 ottobre 1973 — Fonte: getty-images

La guerra del Kippur, risalente al 1973, scoppiò in un momento di particolare tensione internazionale e nel cuore di un contesto, quello mediorientale, particolarmente complesso. I rapporti tra Paesi arabi ed Israele, divenuto Stato nel 1948, era segnati da decenni di conflitti e violenze. La guerra del Kippur era stata infatti preceduta da tre guerre arabo-israeliane: la prima tra il 1948 e il 1949; la seconda nel 1956; la terza, detta guerra dei Sei giorni, nel 1967. La conflittualità tra Arabi e Palestinesi da un lato e Israeliani dall’altro aveva assunto in quegli anni forme diverse: non solo guerre, ma anche rappresaglie, occupazioni e attacchi terroristici. 

Nel 1970 era divenuto presidente dell’Egitto Anwar al-Sadat un militare di carriera. Durante la sua presidenza egli si discostò sempre di più dall’Unione Sovietica, per avvicinarsi invece agli Stati Uniti.

Uno dei motivi che furono all’origine della guerra del Kippur fu la volontà di Sadat di riottenere la penisola del Sinai. Questo territorio, a cavallo tra Asia e Africa, era stato occupato temporaneamente da Israele già durante la prima e la seconda guerra arabo-israeliana. Con la terza guerra arabo-israeliana del 1967, la guerra dei Sei Giorni, Israele aveva invece dato inizio a una occupazione stabile del territorio.

2La guerra del Kippur: il quarto conflitto arabo-israeliano

Guerra del Kippur. Soldati egiziani sul Canale di Suez, ottobre 1973
Guerra del Kippur. Soldati egiziani sul Canale di Suez, ottobre 1973 — Fonte: getty-images

La quarta guerra arabo-israeliana scoppiò il 6 ottobre 1973, giorno della festività ebraica dello Yom Kippur, ricorrenza durante la quale gli ebrei digiunano per ventiquattro ore e celebrano il giorno dell’espiazione dei peccati. Il conflitto, proprio perché iniziato nel medesimo giorno in cui cadeva tale festività solenne, prese il nome di guerra del Kippur.

Il conflitto ebbe inizio quando le truppe egiziane e siriane attaccarono di sorpresa Israele. L’esercito di Sadat attraversò il canale di Suez e occupò la penisola del Sinai.

La Siria attaccò contestualmente dalle alture del Golan, area occupata da Israele sin dal 1967. All’inizio le forze arabe ebbero la meglio e Israele fu messo per la prima volta seriamente in difficoltà.

Dopo pochi giorni, però, le sorti del conflitto si ribaltarono: le forze militari israeliane riuscirono a posizionarsi sul lato occidentale, cioè la sponda africana, del Canale di Suez. Le capitali di Siria ed Egitto, Damasco e Il Cairo, furono seriamente minacciate dalle forze israeliane.

Guerra del Kippur. Truppe israeliane sulle alture del Golan
Guerra del Kippur. Truppe israeliane sulle alture del Golan — Fonte: getty-images

Dopo un lungo negoziato che aveva visto coinvolti in particolar modo Stati Uniti e Unione Sovietica, il Consiglio di Sicurezza dell’ONU approvò una risoluzione con la quale imponeva la fine dei combattimenti. Il 22 ottobre richiese infatti alle potenze coinvolte di cessare il fuoco e di avviare trattative con l’obiettivo di giungere a un armistizio. Israele ed Egitto in un primo momento non rispettarono la tregua e si accusarono vicendevolmente di aver trasgredito alla disposizione emessa dal Consiglio di Sicurezza. La guerra del Kippur ebbe comunque termine nel volgere di pochi giorni, dopo tre settimane di combattimenti.

3L’attività diplomatica successiva alla guerra del Kippur

Sin dai mesi successivi alla fine del conflitto, vennero avviate numerose iniziative diplomatiche che ebbero il patrocinio in particolare degli Stati Uniti. Nixon stesso, presidente degli Stati Uniti, si recò in viaggio in Medio Oriente nel giugno 1974. Il ruolo di primo piano svolto dagli Stati Uniti come potenza in grado di mediare tra Israele e Paesi arabi è testimoniato in particolar modo dall’attività diplomatica condotta dal segretario di stato Kissinger

Il percorso che avrebbe portato agli accordi di Camp David e alla pace tra Israele ed Egitto fu caratterizzato da una serie di iniziative:

  • Il 21 dicembre 1973 si aprì a Ginevra una conferenza con l’obiettivo di discutere la situazione in Medio Oriente. Tale iniziativa fu presieduta dai ministri degli Esteri di Stati Uniti e Unione Sovietica.
  • Il 18 gennaio 1974 venne firmato un primo trattato tra Israele ed Egitto con cui si prospettava un disimpegno delle truppe dei due Paesi dalla penisola del Sinai.
  • Nella primavera del 1974 vennero avviate trattative tra Israele e Siria che portarono, nell’ambito della Conferenza di Ginevra ancora in corso, a un accordo sulla smobilitazione delle truppe israeliane e siriane dalle alture del Golan.
  • Nel giugno del 1975 venne riaperto il Canale di Suez, chiuso dai tempi della Guerra dei Sei Giorni, e nel settembre dello stesso anno si giunse a un ulteriore accordo di disimpegno del Sinai da parte dell’Egitto e di Israele.
  • Tra gli eventi che ebbero il maggiore impatto, anche sull’opinione pubblica, fu la visita che Sadat fece a Gerusalemme nel novembre 1977. Il gesto fu fortemente simbolico perché esplicitava l’intenzione del presidente dell’Egitto di giungere a una politica pacifica con Israele e di far prevalere la via diplomatica su quella militare.

4Gli accordi di Camp David

Accordi di Camp David. Sadat, Carter e Begin
Accordi di Camp David. Sadat, Carter e Begin — Fonte: getty-images

Il 17 settembre 1978, in seguito a giorni di negoziati riservati, il presidente americano Carter, il presidente egiziano Sadat e il primo ministro israeliano Menahem Begin diedero notizia di essersi accordati su alcuni punti fondamentali.

Negli accordi di Camp David, dal nome della residenza estiva presidenziale nel Maryland dove i tre si erano riuniti, vennero definite le linee politiche da seguire rispetto a due fondamentali questioni: la prima era inerente alla pace in Medio Oriente; la seconda invece definiva i tempi e le modalità di realizzazione della pace tra Israele ed Egitto.

Rispetto alla prima parte degli accordi, relativa alla pace in Medio Oriente, acquisì una posizione specifica la Palestina. Infatti si stabilì che nel volgere di cinque anni, coloro che vivevano nei territori occupati da Israele sulla riva occidentale del fiume Giordano e sulla striscia di Gaza avrebbero dovuto godere dell’autonomia e ottenere un proprio governo. Gli accordi di Camp David, pur ponendo la questione della Palestina come centrale per la pace nel Medio Oriente, non furono risolutivi. Alla Palestina non fu infatti riconosciuta l’indipendenza nazionale e negli anni a seguire le tensioni e la conflittualità tra Palestinesi ed Israeliani non diminuirono.

Il secondo punto degli accordi di Camp David, relativo alle relazioni tra Israele ed Egitto, gettò le basi del trattato di pace che i due Paesi firmarono a Washington alcuni mesi dopo, il 26 marzo 1979. Con gli accordi di Camp David aveva avuto inizio la smobilitazione delle truppe israeliane dalla Penisola del Sinai. Nell’aprile del 1982 il ritiro di Israele da questa regione venne completato. Gli israeliani, a fronte di questo impegno, pretesero che sul territorio vigilasse una forza multinazionale. I rapporti tra Israele ed Egitto presero la via della normalizzazione: i due Stati iniziarono ad avere relazioni diplomatiche con lo scambio di ambasciatori nel gennaio 1980, aprirono reciprocamente le proprie frontiere, le navi israeliane potevano navigare nel Canale di Suez, negli stretti di Tiran e nel golfo di Aqabah

In seguito a questi accordi, sia Sadat sia Begin ottennero il premio Nobel per la pace nel 1978.

Si guastarono invece i rapporti tra l’Egitto e gli altri Paesi arabi. L’Egitto infatti era accusato di aver tradito la causa palestinese e araba e di essersi piegato ad Israele e agli Stati Uniti. L’Egitto fu così escluso dalla Lega araba dal 1979 al 1989 e Sadat stesso fu vittima di un attentato terroristico il 6 ottobre 1981, a causa del quale perse la vita.

5Le conseguenze della guerra del Kippur nel mondo occidentale: crisi petrolifera ed economica

Crisi petrolifera, 1973
Crisi petrolifera, 1973 — Fonte: getty-images

Nel novembre del 1973, a fronte del sostegno dimostrato dai paesi occidentali ad Israele, i Paesi dell’Opec aumentarono del 70% il prezzo del greggio e decisero di ridurne le esportazioni. Ebbe così inizio, nell’autunno del 1973, una crisi economica le cui conseguenze influirono sulle politiche economiche e sociali dei Paesi occidentali per tutti gli anni Settanta. 

La crisi petrolifera generò una serie di effetti: la costante crescita del prezzo del petrolio e, di conseguenza, della benzina, causò un generale aumento dei prezzi. Al contempo, si verificarono un calo della produzione industriale, una caduta dei profitti e un aumento della disoccupazione.

L’economia occidentale andò incontro al fenomeno della stagflazione, termine con cui si descrive la compresenza della stagnazione con l’inflazione: si registrano in contemporanea una contrazione dell’attività produttiva e un aumento dei prezzi.

I singoli Paesi cercarono di attuare diverse strategie che potessero rispondere ai nuovi bisogni e dare una soluzione alle problematiche emerse. Era infatti indispensabile non solo ridurre i consumi, ma individuare anche nuove forme di energie alternative al petrolio. Per ridurre i consumi furono messe in atto politiche di austerità.

In Italia, fortemente colpita dalla crisi petrolifera, si stabilì una politica volta al risparmio energetico: oltre all’aumento del prezzo della benzina, si vietò di circolare con l’auto la domenica, si impose la sospensione dei programmi televisivi alle 23, si ridusse l’illuminazione nelle strade e si decise che i negozi dovessero chiudere alle 19, ristoranti e bar alle 23.

Al tempo stesso, ebbero una notevole implementazione gli studi e i progetti volti a un uso civile dell’energia nucleare che, meno costosa del petrolio, avrebbe potuto sostituirsi ad esso.

    Domande & Risposte
  • Perché si chiama guerra del Kippur?

    Perché la guerra scoppiò il giorno della festività ebraica dello Yom Kippur, il 6 ottobre del 1973.

  • Tra chi è stata combattuta la guerra del Kippur?

    Tra arabi e israeliani.

  • Quali sono le conseguenze della guerra del kippur?

    Crisi petrolifera e crisi economica.