Come si diventa mediatore culturale

Di Andrea Maggiolo.

Chi è e cosa fa il mediatore culturale e quali sono i requisiti per diventare mediatore culturale, dalla laurea al master alla conoscenza delle lingue

COME DIVENTARE MEDIATORE CULTURALE

Il mediatore culturale o interculturale è un professionista della comunicazione interpersonale, ma soprattutto un ponte tra civiltà diverse. È, in altre parole, un mediatore esperto in grado di conoscere la cultura e la lingua di uno o più paesi stranieri, e capace di porre in relazione culture e lingue diverse. Per questa ragione la figura del mediatore culturale è particolarmente rilevante nel settore dell'immigrazione, dove spesso si ha necessità di interagire con diverse culture in diversi momenti.

Come si diventa un mediatore culturale
Come si diventa un mediatore culturale — Fonte: istock

Molti ospedali, tribunali, scuole e questure non hanno mediatori culturali e linguistici che svolgano il ruolo di tramite tra docenti e allievi, tra medici e pazienti e tra giudici e imputati.

Un mediatore di solito ha un'esperienza di vita significativa in un altro paese, come l'esserci nato o aver sposato una persona che ci proviene, ma non è un requisito vincolante.

In una fase storica in cui la presenza di stranieri nel proprio paese è percepita come negativa, imparare una lingua non europea può essere una vera opportunità per trovare un lavoro.

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L'arabo, ad esempio, già da tempo è diventata una delle lingue più importanti e parlate dell'Europa Occidentale. Ci sono due "livelli" di arabo: da una parte la lingua colta, comune a tutto il mondo arabo, usata nelle occasioni ufficiali (stampa, discorsi pubblici, cinema), dall'altra i dialetti, le lingue neoarabe, diversissime tra loro, usate nella vita di tutti i giorni (tunisino, algerino, ecc.).

Per questa ragione non è semplice trovare in Occidente veri esperti, con un'adeguata formazione, in grado di tradurre conversazioni in uno o più dialetti arabi. Lo stesso discorso può essere tranquillamente esteso allo studio della lingue est europee o dell'estremo Oriente.

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COSA FA UN MEDIATORE CULTURALE

Il mediatore linguistico culturale non è soltanto un interprete che traduce da una lingua ad un'altra, ma esercita una vera e propria funzione di orientamento culturale nei confronti dei migranti. Deve avere un'ottima conoscenza della lingua italiana e di almeno una delle lingue delle minoranze etniche maggiormente presenti nel territorio in cui si trova a operare, possiede una conoscenza approfondita del settore di competenza, che potrà essere giuridico, educativo, sanitario o amministrativo.

Il principale compito del mediatore che lavora in strutture comunali è quello di conoscere alla perfezione i servizi che la città offre: casa, lavoro, servizi sociali, sanitari, avvocati, difensori d'ufficio, magistrati, questura, scuola. Offrirà inoltre consulenze a singoli utenti o gruppi di migranti, per aiutarli ad integrarsi nella vita del Paese in cui hanno deciso di vivere.

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MEDIATORE CULTURALE, TITOLO DI STUDIO

Non c'è un percorso univoco per diventare mediatore culturale. La via più semplice è, con il diploma di scuola media superiore, seguire un corso di specializzazione organizzato dagli enti locali o dalla regione (quasi sempre gratuito) che rilasciano una qualifica di mediatore culturale. In Piemonte ad esempio la Regione ne organizza sin dal 1993.

Per una preparazione più specifica le lauree più indicate sono Scienze sociali, Scienze dell'Educazione o Psicologia con indirizzo o specializzazione in educazione professionale. ma anche Scienze Politiche o, dove presenti, lauree in Mediazione linguistica e culturale, spesso organizzate come percorso interfacoltà tra le facoltà di lettere e scienze politiche. Tuttavia per iniziare davvero un percorso lavorativo la via più diretta, come abbiamo visto, è quella di imparare una lingua straniera.

Esiste poi la strada dei Master di I e II livello in studi interculturali e mediazione culturale.
A tutt'oggi non c'è ancora una normativa precisa per la figura del mediatore.

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DOVE LAVORA IL MEDIATORE CULTURALE

I mediatori hanno la possibilità di trovare un posto di lavoro in strutture pubbliche e nel settore no profit, che offrono servizi per immigrati, nonché in servizi pubblici generali, presso uffici stranieri delle principali città, ma anche nelle scuole per favorire l'integrazione dei bambini immigrati, nei servizi sanitari, nei commissariati di polizia, nei tribunali, nelle carceri, negli uffici pubblici e anche nei sindacati e nelle associazioni di categoria.

È un mestiere in continuo mutamento, quello del mediatore culturale; è un mestiere sempre vivo.