Mediatore familiare: chi è, cosa fa e percorso di studi

Scopriamo chi è il mediatore familiare: cosa fa e percorso di studi della figura che guida le coppie nella separazione e non solo

Mediatore familiare: chi è, cosa fa e percorso di studi
getty-images

Mediatore familiare: chi è, cosa fa e percorso di studi della figura che accompagna le coppie nella separazione

Fonte: getty-images

Il mediatore familiare è una figura professionale che si occupa di gestire, prevenire e aiutare a superare i conflitti all’interno di un nucleo familiare. Solitamente interviene nel caso di un divorzio o di una separazione, il suo campo d’azione però è piuttosto ampio. Può infatti intervenire in tantissime occasioni, gestendo delicate questioni che riguardano genitori, fratelli o figli.

L’attività di mediazione negli ultimi anni è diventata molto importante, andando a sostituirsi e a integrare le attività del sistema giudiziario. Lavorare come mediatore familiare consente di ottenere moltissime soddisfazioni, sia dal punto di vista umano che professionale.

Il lavoro richiede una formazione specifica e determinate abilità, si può svolgere come libero professionista oppure in aziende e organizzazioni private e pubbliche.

Chi è il mediatore familiare?

Il mediatore familiare è una figura che aiuta le coppie e i vari componenti di un nucleo familiare a risolvere conflitti, migliorare il processo di discussione e comprendere i problemi esistenti. Tutto questo per arrivare ad una risoluzione dei dissidi.

Parliamo dunque di un professionista che interviene in situazioni che possono essere anche particolarmente delicate, confrontandosi con momenti difficili dal punto di vista emotivo per i clienti.

Il suo intervento dunque spesso viene richiesto quando le famiglie si trovano a discutere riguardo il mantenimento di parenti anziani, questioni ereditarie o, più spesso, per facilitare una separazione.

In questo caso il mediatore familiare si occupa di facilitare la comunicazione fra le parti coinvolte, aiutandole a trovare un accordo riguardo l’affidamento dei figli, a suddividere i compiti genitoriali, ad avviare una divisione dei beni.

Cosa si studia per diventare mediatore familiare?

Chi desidera diventare mediatore familiare deve conseguire una laurea di primo livello, una specialistica e, per completare la sua preparazione, dovrebbe anche seguire un master. I campi di studio fondamentali sono:

Una volta conseguita la laurea occorrerebbe anche seguire il corso professionale svolto dall'AIMEF (Associazione Italiana Mediatori Familiari). Questa formazione dovrà prevedere 240 ore di teoria e almeno 80 ore di pratica.

Come si diventa mediatore familiare?

La mediazione familiare è diventata un istituto fondamentale nella giustizia italiana tramite la Riforma Cartabia (Legge n. 206/2021) conosciuta anche come Riforma del Processo Civile, che promuove l'uso delle Tecniche di Risoluzione dei conflitti (ADR) per ridurre il contenzioso.

Per questa ragione, per diventare mediatore familiare occorre non solo superare gli esami previsti dal corso (che può anche essere seguito presso il S.I.Me.F. - Società Italiana Mediatori Familiari), che sono uno teorico e uno pratico, ma anche iscriversi all’Albo dei Mediatori Familiari. 

Come ci si iscrive all'albo dei Mediatori Familiari?

Per quanto riguarda l'iscrizione all'Albo dei Mediatori Familiari, occorre presentare la domanda (che si trova nella sezione modulistica dell'A.I.Me.F) al proprio tribunale di riferimento. La domanda va depositata in duplice copia, di cui una in bollo da 16 euro e deve essere corredata da:

  • Estratto dell'atto di nascita;
  • Certificato generale del casellario giudiziario di data non anteriore a tre mesi dalla presentazione;
  • Certificato di residenza nella circoscrizione del Tribunale;
  • Certificato di iscrizione all'associazione professionale;
  • Attestato di qualità e di qualificazione professionale dei servizi di mediazione familiare.

Vanno inoltre allegati tutti i titoli e tutti gli eventuali documenti che si ritengono utili per supportare la domanda.

Alla presentazione della domanda occorrerà anche effettuare un versamento (che va da 150 a 250 euro) per assolvere alla tassa concessioni governative.

Le competenze del mediatore familiare

Quali competenze deve possedere un mediatore familiare? Si tratta di una figura che, come è facile intuire, si trova spesso ad affrontare situazioni delicate, gestendone sia gli aspetti giuridici che emotivi.

Oltre ad avere ottime conoscenze legali dunque è necessario possedere delle competenze trasversali. Innanzitutto empatia per intervenire nel modo giusto e con la delicatezza necessaria in situazioni in cui spesso sono coinvolti minorenni.

Sono richieste inoltre imparzialità e franchezza per evitare che fra le parti possano esserci dei fraintendimenti, favorendo la comunicazione e il raggiungimento di una soluzione ottimale per tutti.

Sono richiesti inoltre l’ascolto attivo e la pragmaticità: qualità utili per riuscire a cogliere le risposte sia verbali che non verbali delle persone con cui si comunica, evitando preconcetti e giudizi.

Gli sbocchi lavorativi per chi studia come mediatore familiare

Chi studia come mediatore familiare ha la possibilità di confrontarsi con tantissime realtà differenti e lavorare in contesti molto diversi. Ad esempio i centri di mediazione familiare, sia pubblici che privati, sono sempre alla ricerca di mediatori familiari per offrire questo servizio.

Spesso gli studi legali invece assumono dei mediatori familiari per seguire casi in cui sono richieste le competenze di questo professionista. Un mediatore familiare può lavorare anche nelle associazioni che si occupano di tematiche familiari, nelle strutture private o pubbliche come consultori, scuole, comuni e Asl, oppure svolgere la libera professione.

Quanto guadagna un mediatore familiare?

Stabilire il guadagno di un mediatore familiare non è semplice, soprattutto perché spesso queste figure scelgono la libera professione. Lo stipendio mensile in questo caso è legato alla tariffa stabilita per le sedute, al numero di sedute che si effettuano e alle famiglie che si sceglie di seguire.

In media, comunque, una seduta costa fra i 70 e i 100 euro, con un percorso per ogni cliente/famiglia che dura in media dieci sedute. Per ogni caso seguito dunque il mediatore guadagna in media 1000 euro.   

Perché diventare mediatore familiare?

Diventare mediatore familiare consente di ottenere moltissime gratificazioni e soddisfazioni. La mediazione familiare infatti offre alle persone in crisi un aiuto concreto per trovare un accordo che sia consensuale e per risolvere i conflitti.

Si tratta di un lavoro gratificante e stimolante con un aggiornamento continuo per migliorare le proprie abilità e competenze. I mediatori familiari inoltre – come abbiamo già sottolineato – hanno una grandissima libertà di scelta: possono aprire uno studio privato, lavorando in modo autonomo, oppure collaborare con altre strutture e professionisti a seconda delle esigenze.

Leggi altri contenuti su studio e lavoro:

Un consiglio in più