Maturità 2022, polemica per la traccia su Verga. Cosa succede

Di Redazione Studenti.

Tracce maturità 2022, nuova polemica per quella su Verga. Cosa succede e qual è il passaggio contestato dai professori

MATURITÀ 2022

Si torna a parlare di errori nelle tracce di maturità: ecco cosa è successo stavolta con quella su Verga
Si torna a parlare di errori nelle tracce di maturità: ecco cosa è successo stavolta con quella su Verga — Fonte: getty-images

Le polemiche sull'esame di stato a quasi una settimana dalla prima prova non accennano a finire. E così, mentre i ragazzi iniziano a prepararsi per l'orale di maturità - e qualcuno inizia ad affrontarlo proprio oggi - si torna sulle tracce del primo scritto.

Nell'occhio del ciclone stavolta, dopo quella su Pascoli, è la seconda traccia, quella su Verga. Ma cosa succede? Qual è il passaggio contestato?

MATURITÀ 2022, TRACCE

Per rispondere alla domanda, prendiamo le notizie riportate da Orizzonte Scuola e Tecnica della Scuola, che ricostruiscono il poblema.

Nella traccia si chiede ai ragazzi di individuare i passaggi veristi nella novella di Verga Nedda, per poi collegarla al concetto verghiano di Ciclo dei vinti e fare una riflessione sul ruolo degli ultimi nei suoi scritti.

A contestare la richiesta è il critico letterario e scrittore Romano Luperini, che, come riporta Orizzonte Scuola, fa sapere:

Quando io ero studente liceale, ormai quasi sessanta anni fa, nelle scuole imperversava il Pazzaglia, un manuale della letteratura italiana ancora improntato a un gusto crociano. È sul Pazzaglia che Nedda viene definita come prima opera verista di Verga.

Ma la novella non è ancora propria del verismo, perché mancano al suo interno alcuni punti fondamentali:

Nella novella infatti manca il requisito fondamentale del Verismo, la impersonalità, e l’autore anzi interviene direttamente in prima persona a difendere il proprio personaggio. Il linguaggio poi non è quello popolareggiante del Verismo, ma quello del tardoromanticismo nella sua variante lacrimosa e filantropica. Si tratta di un linguaggio fiorentineggiante e ispirato al manzonismo quale si può ritrovare nelle novelle campagnole molto alla moda negli anni cinquanta-settanta, scritte allora da Caterina Percoto e anche da Ippolito Nievo.

Tecnica della Scuola però riporta anche un'altra opinione sul tema, quella del professor Nicola Puorto, docente di Italiano in una scuola secondaria superiore di Anzio.

Secondo il professore:

Non mancano totalmente gli elementi veristi, tanto più che la traccia non afferma che Nedda sia un’opera verista, ma semplicemente chiede di rintracciare degli elementi veristi, solamente quegli elementi che realmente ci sono. E del resto, uno studente così preparato da comprendere che Nedda non è pienamente una novella verista, fatta questa considerazione nella traccia della maturità, si rivelerebbe un attento conoscitore di Verga e di certo conseguirebbe il punteggio massimo nella prova di italiano, qualsiasi professore gli darebbe il massimo, anche solo per avere formulato un’idea del genere.

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C'è un errore quindi nella richiesta del MI? No, perché la richiesta permette agli studenti preparati di esprimere correttamente il pensiero sulla novella, e inquadrare gli elementi richiesti dalla traccia, in una cornice più ampia di riflessione.

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