Maturità 2022, come fare l'analisi del testo su una poesia di guerra

Di Veronica Adriani.

Come fare l'analisi del testo su una poesia di guerra: da Ungaretti e Saba agli altri autori che potrebbero uscire alla maturità 2022

MATURITÀ 2022

Come approcciare un'analisi del testo di poesie di guerra
Come approcciare un'analisi del testo di poesie di guerra — Fonte: getty-images

Con la prima prova 2022 torna dopo due anni la prova scritta di Italiano. Sono sette in totale le tracce che il 22 giugno - data ufficiale di inizio della maturità 2022 - ti troverai davanti. Fra queste non mancherà l'analisi del testo, di cui avrai davanti ben due tracce, e che potrebbe facilmente ricollegarsi all'attualità, sia in prosa che in poesia.

Proprio perché in queste settimane si sta parlando molto dell'invasione russa dell'Ucraina, potrebbe senz'altro accadere che ti capiti davanti una traccia di analisi del testo poetico che parli proprio di guerra. Ti proponiamo quindi alcune possibilità per prepararti al meglio sulle poesie di guerra dei principali poeti italiani del Novecento.

Ti ricordiamo che nel corso della prima prova ti saranno presentate sette diverse tracce:

COME FARE L'ANALISI DEL TESTO

L'analisi del testo poetico è, fra le tracce di maturità, quella che spaventa di più gli studenti. Il motivo è semplice: per fare una buona analisi del testo non è sufficiente elaborare un commento sui temi, ma bisogna analizzare nel dettaglio metrica e figure retoriche, ma soprattutto conoscere bene il contesto in cui si colloca l'autore che si va a commentare.

Se vuoi fare una buona analisi del testo, quindi, dovrai seguire tre step:

  • Comprensione del testo: leggere e riassumere brevemente il contenuto del brano o della poesia;
  • Analisi del testo: rispondere ad alcune domande che troverai nella traccia, e che di solito riguardano il significato di alcune espressioni, l’uso di figure retoriche e i temi sviluppati;
  • Interpretazione complessiva e approfondimenti: dovrai scrivere un testo in cui rifletti sul significato dell’opera proposta e la commenti, facendo eventuali comparazioni con altri autori.

Per aiutarti in pochi minuti, abbiamo creato qui un'audiolezione: ascoltala e prendi appunti!

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POESIE DI GUERRA

Passiamo ora in rassegna una serie di testi e di autori che potrebbero capitarti in una traccia del genere.

Il primo che viene in mente è certamente Giuseppe Ungaretti, precursore dell'ermetismo (attento a non inserirlo tra i poeti ermetici, quindi!) e testimone diretto della Prima Guerra Mondiale. Proprio dalla sua esperienza come volontario in fanteria nella Grande Guerra Ungaretti trae spunto per alcune delle sue poesie più famose.

La prima poesia dal fronte è datata 22 dicembre 1915, e insieme alle altre andrà a far parte della raccolta definita Il porto sepolto, che deve al suo nome al ricordo del porto di Alessandria d'Egitto, sua città natale.

A titolo di esempio, ti lasciamo qui un paio di spunti:

Il secondo poeta che non può non venire in mente è Umberto Saba, triestino con cittadinanza italiana ai tempi in cui la città è ancora in mano austro-ungarica. Allo scoppio della prima guerra manifesta posizioni interventiste e viene chiamato al fronte. Si affermerà come poeta, però, solo dopo la fine della Seconda guerra mondiale, quando nel 1948 pubblica la terza edizione del Canzoniere, dopo aver vinto il Premio Viareggio con i suoi testi in prosa.

Nel primo volume del Canzoniere (1900-1920) troviamo i Versi Militari e le Poesie scritte durante la guerra, che trattano dell'esperienza della guerra e dell'addestramento militare. Tra queste, Marcia di guerra.

Un poeta meno "considerato" in maniera tradizionale dalla scuola, ma molto adatto a un tema che parli di guerra, è Gianni Rodari. In Promemoria, una filastrocca per bambini, Rodari dice con semplicità quanto consideri la guerra un male assoluto:

Ci sono cose da fare ogni giorno:
lavarsi, studiare, giocare,
preparare la tavola
a mezzogiorno.
Ci sono cose da fare di notte:
chiudere gli occhi, dormire,
avere sogni da sognare,
orecchie per non sentire.
Ci sono cose da non fare mai,
né di giorno, né di notte,
né per mare, né per terra:
per esempio, la guerra.

Chiudiamo con Salvatore Quasimodo, nei cui versi - questi sì, ermetici! - riecheggia la Seconda guerra mondiale. Nel 1947 uscì la raccolta Giorno dopo giorno, opera frutto del passaggio attraverso la guerra. Da questo momento in poi si parlerà sempre di un primo Quasimodo ermetico e di un secondo Quasimodo, appassionato ai temi civili.

Tra le sue poesie più famose c'è Alle fronde dei salici, di cui ti linkiamo l'approfondimento, ma anche Uomo del mio tempo.

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