Maturità 2020: serve un cambiamento radicale

Di Marta Ferrucci.

La maturità così com'è non serve a nessuno perché è inutile e costosa. Servono test uguali per tutti e direttamente collegati con l'accesso all'università. Novità in arrivo per la maturità 2020?

ESAME DI MATURITA', COSI' NON SERVE

Esame di maturità inutile? Ecco come si potrebbe riformare
Esame di maturità inutile? Ecco come si potrebbe riformare — Fonte: istock

A dare questo giudizio così severo e radicale è stato il prof. Andrea Ichino, economista e docente all'Università di Bologna in una recente intervista rilasciata ad Orizzontescuola sui temi della scuola. Secondo Ichino, nessuna riforma dell'esame di maturità ha inciso davvero su questa prova che così non funziona:

  • non consente, ad esempio, di confrontare tra di loro studenti di scuole e classi diverse;
  • obbliga gli atenei a trovare soluzioni costose e complicate per selezionare le matricole;
  • non offre reali strumenti agli studenti per conoscere le loro reali capacità e le aree di studio verso le quali potrebbero essere più portati;
  • infine, non essendo una valutazione standardizzata, impedisce al Miur di farsi un quadro chiaro della situazione.

L'impossibilità a dare un giudizio standardizzato utile per la selezione universitaria è forse il problema più sentito da Ichino. In altri paesi europei, infatti, la prova conclusiva delle scuole superiori è direttamente collegata alla formazione successiva, ovvero con l'accesso all'università. La valutazione standardizzata, inoltre, non sarebbe utile solo agli atenei ma aiuterebbe anche le imprese a filtrare i giovani più adatti ad essere assunti.

COME DOVREBBE ESSERE IL NUOVO ESAME DI MATURITA'?

Secondo Ichino, il miglior strumento di valutazione sarebbe una prova standard - ma diversa per ciascun indirizzo - con una votazione da 1 a 100. Questo test andrebbe fatto svolgere alla fine di ogni anno del triennio finale perchè con 3 diverse prove si andrebbe a massimizzare l'attendibilità del test.
A questo punto, con questi dati a disposizione, ogni corso di laurea potrebbe decidere quali informazioni considerare per la propria selezione, quali punteggi richiedere. In questo modo anche i ragazzi otterrebbero informazioni utili a fare le scelte che riguardano il proprio futuro: potrebbero valutare in cosa sono più forti e in cosa più deboli, intervenire in corsa in caso di problemi, correggersi, pensare all'università in funzione delle proprie skills
Chissà se i politici raccoglieranno queste proposte e, soprattutto, se i ragazzi la troverebbero utile.

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