Maturità 2018: traduzione versione seconda prova di Greco

Di Maria Carola Pisano.

Seconda prova maturità 2018: traduzione della versione per il liceo classico di greco del filosofo Aristotele, dall'Etica Nicomachea

TRADUZIONE VERSIONE GRECO SECONDA PROVA MATURITA' 2018

Maturità 2018: versione seconda prova di greco
Maturità 2018: versione seconda prova di greco — Fonte: istock

Il Miur ha scelto per la seconda prova maturità 2018 del liceo classico una versione del filosofo Aristotele, tratta dall'Etica Nicomachea. Secondo le prime reazioni la traduzione è, da subito, sembrata molto difficile: grazie alla nostra traduzione potrai confrontare il tuo svolgimento con la traduzione corretta. Leggi qui la traccia ufficiale del Miur.

VERSIONE DI GRECO MATURITA' 2018

Sappiamo che Aristotele fu uno dei principali filosofi del pensiero moderno e che è vissuto nell'antica Grecia intorno al 300 a.C. e la versione della seconda prova 2018 proviene dall'Etica Nicomachea e che ha come argomento principale l'amicizia. La versione si troverebbe proprio all'apertura dell'ottavo libro dell'Etica Nicomachea.

L’Amiciza (Libro VIII), Aristotele, traduzione completa:

Dopo queste cose, seguirà che trattiamo dell’amicizia (riguardo l’amicizia): infatti essa è una virtù o è con la virtù / o s’accompagna alla virtù, inoltre è cosa necessarissima per la vita. Infatti nessuno sceglierebbe di vivere senza amici, avendo/ anche se avesse tutto il resto dei beni/ tutti gli altri beni; e infatti sembra ne abbiano soprattutto bisogno  sia i ricchi sia coloro che posseggono cariche e poteri; infatti quale utilità è in questa ricchezza se è rimossa/ rimossa la possibilità di beneficiare, la quale sorge ed è lodata soprattutto verso gli amici? O come (essa) potrebbe esser salvaguardata e conservata senza amici? Infatti quanto più è grande, tanto è malsicura. Si pensa che gli amici siano il solo rifugio nella povertà e nelle altre disgrazie.  Ai giovani è d'aiuto per non errare, ai vecchi per assistenza e per la loro insufficienza ad agire a causa della loro debolezza, a quelli che sono nel pieno delle forze per le belle azioni: “Due che insieme vanno” e infatti (sono) più capaci a pensare e ad agire.
Sembra che (l’amicizia) sia per natura insita in colui che genera verso il generato e in colui che è generato verso il genitore, non solo negli uomini ma anche negli uccelli e nella maggior parte degli animali, e (sia insita) negli animali della stessa specie, soprattutto tra gli uomini, per cui noi lodiamo i filantropi. Si può vedere come nei viaggi ogni uomo sia familiare ed amico all’uomo.  Sembra che le città siano tenute unite dall’amicizia, ed i legislatori si preoccupano più di essa che della giustizia, infatti la concordia sembra essere qualcosa di simile all’amicizia, mirano (essi) soprattutto a quella, e tengono lontano soprattutto la discordia che è nemica (dell’amicizia).

ARISTOTELE E L'AMICIZIA DALL'ETICA NICOMACHEA

Ecco qualche approfondimento su Aristotele, sull'Etica Nicomachea e sul suo pensiero sull'amicizia e come il filosofo ha affrontato il tema all'interno della raccolta di appunti Etica Nicomachea: