Maturità 2018, come si decripta il plico telematico per prima e seconda prova

Di Marta Ferrucci.

Plico telematico alla maturità, istruzioni per l'uso. Come funziona e chi lo decripta al primo e secondo scritto dell'esame di Stato

MATURITA' 2018: LA PROCEDURA PER DECRIPTARE LE TRACCE

Decriptare le tracce della maturità
Decriptare le tracce della maturità — Fonte: istock

Entro il 31 maggio, all’interno di ogni scuola in cui si svolgeranno gli esami di maturità, deve essere nominato un referente per il plico telematico, ovvero una persona che attiva le procedure che decodificano le tracce che invierà il Miur nei giorni della prima prova e della seconda prova. Il referente però deve avere queste caratteristiche:

  • Deve essere scelto tra il personale docente e non docente
  • Deve avere un contratto a tempo indeterminato
  • Deve avere competenze informatiche sufficienti

Una volta nominato il referente, questo dovrà registrarsi nell’area riservata del portale del Miur.

TRACCE MATURITA', COSA FA IL REFERENTE

Dopo la nomina, a partire dal 26 aprile il dirigente scolastico abilita il referente. Così come c’è un referente per il plico telematico, così deve esserci una postazione affinché questo compia tutte le operazioni necessarie. La postazione dunque dovrà essere attrezzata di tutto punto (sia per la sessione ordinaria che per quella straordinaria e supplettiva) e avere:

  • Un PC con sistema operativo Windows XP o superiore;
  • Acrobat Reader 9 o successivo installato.
  • una stampante laser, collegata al PC per la stampa dei testi delle prove
  • la stampante deve essere in grado di stampare almeno 8 ppm in formato A4 con una risoluzione in bianco e nero di almeno 300 DPI.

Il referente al plico telematico riceve un codice utente e una password che gli serviranno per la decriptazione dei testi nei giorni degli scritti. Una volta entrato nel sistema con codice utente e password, con la Chiave Ministero il referente ha tutti gli strumenti per decriptare le tracce.