Matilde Serao: biografia, politica e Il ventre di Napoli

Matilde Serao: biografia, politica e Il ventre di Napoli A cura di Antonello Ruberto.

Scopri vita, libri e politica di Matilde Serao, scrittrice e giornalista italiana fondatrice de Il Corriere di Roma, Il Mattino di Napoli ed Il Giorno, autrice del reportage letterario Il ventre di Napoli

1Matilde Serao: vita di una giornalista

Patrasso, Grecia: città natale di Matilde Serao
Patrasso, Grecia: città natale di Matilde Serao — Fonte: getty-images

Matilde Serao nasce il 14 marzo 1856 a Patrasso, in Grecia, dove suo padre, Francesco Serao, un avvocato napoletano con idee anti-borboniche, si era rifugiato perché ricercato; in Grecia conosce Paolina Bonelly, nobile greca decaduta che sposa e dalla cui unione nasce Matilde. La famiglia Serao ritorna in Italia subito dopo la caduta del regno borbonico, dove Francesco svolge da subito l’attività giornalistica.   

Nonostante cresca a stretto contatto con la redazione di un giornale l’educazione della giovane Matilde va a rilento, anche a causa delle precarie condizioni economiche della famiglia, e si iscrive a scuola solo all’età di quindici anni. In breve tempo consegue il diploma da maestra, ma le ristrettezze economiche la spingono a cercare un’occupazione come telegrafista, in questo periodo cominciano le collaborazioni con alcuni giornali napoletani. 

Nel 1882, all’età di 26 anni, lascia Napoli per trasferirsi a Roma, dove collabora attivamente con alcuni giornali locali e s’impegna nella produzione letteraria: nel 1883 pubblica il romanzo Fantasia che la rende famosa, mentre del 1884 è Il ventre di Napoli, riconosciuto come la sua opera più importante. 

Sulle prime Fantasia viene criticata per il suo stile, giudicato rozzo o eccessivo, ed uno dei principali critici è Edoardo Scarfoglio, anch’egli un giornalista. Questi e la Serao s’incontrano per la prima volta nella redazione del giornale romano “Capitan Fracassa” e nel 1885 si uniscono in un matrimonio da cui nascono quattro figli. 

Quello tra la Serao e Scarfoglio è più di un semplice matrimonio, è anche un’unione intellettuale e professionale: nel 1885 tentano l’avventura editoriale fondando Il Corriere di Roma, un giornale destinato però ad avere scarso successo e a chiudere nel 1887. 

La Serao ritorna così a Napoli insieme a tutta la sua famiglia e comincia a scrivere per Il Corriere di Napoli. Questa collaborazione si conclude nel 1891 e nel 1892 Serao e Scarfoglio pubblicano il primo numero de Il Mattino

Il Mattino: quotidiano fondato da Edoardo Scarfoglio e Matilde Serao
Il Mattino: quotidiano fondato da Edoardo Scarfoglio e Matilde Serao — Fonte: ansa

Nel 1892 però comincia anche la crisi coniugale tra al Serao e Scarfoglio che si conclude pochi anni dopo con la separazione tra i due e la rottura del sodalizio giornalistico: nel 1900 la Serao abbandona definitivamente le colonne de Il Mattino.  

Nel 1903 fonda, insieme al giornalista Giuseppe Natale, il quotidiano Il Giorno che, incontrando subito il favore dei lettori, iniziò a fare concorrenza all’altra testata con cui la Serao aveva collaborato.  

Matilde Serao muore a Napoli il 25 luglio del 1927, mentre era al lavoro alla sua scrivania.  

2Matilde Serao e la politica

Il trasferimento a Roma apre le porte dei salotti capitolini alla Serao, che ha modo di conoscere, più o meno da vicino, i protagonisti della vita politica italiana divenendo in breve una protagonista della vita mondana. Politicamente vicina a Giovanni Giolitti, e coinvolta nello spirito nazionalista del tempo, si fa sostenitrice dell’avventura coloniale italiana in Libia. Quando però l’Italia entra in guerra al fianco di Francia ed Inghilterra nel primo conflitto mondiale la sua posizione muta radicalmente facendosi portavoce di una posizione nettamente sfavorevole all’intervento.  

Nel 1916 pubblica Parla una donna, un libro in cui sono raccolti i suoi articoli scritti per il quotidiano Il Giorno dal maggio 1915 al marzo 1916. In questi scritti la Serao parla del dramma della guerra senza affrontarlo direttamente: raccoglie storie piccole di soldati feriti o infelici, che tornano dal fronte mutilati in una realtà che hanno lasciato per troppo tempo e che ora stentano a riconoscere, o da cui si sentono del tutto estraniati. 

Matilde Serao
Matilde Serao — Fonte: getty-images

Nei suoi articoli non mancano i toni nazionalistici o patriottici, ma la Patria viene descritta come una comunità molto simile alla famiglia in cui tutti i componenti hanno un ruolo. Su questo punto è interessante rilevare che un altro dei fulcri argomentativi del pensiero della Serao, presente negli articoli di questa raccolta, riguarda il ruolo e la figura della donna. Distante dalle posizioni femministe, pensa che il ruolo della donna sia di tipo ancillare e subordinato a quello maschile.  

Il pacifismo della Serao di Parla una donna non è di tipo politico ma patriottico, ed è solo per rispetto al dovere nei confronti della Patria che riesce ad accettare il massacro bellico. Il tema pacifista ritorna nel romanzo Mors tua, pubblicato nel 1926, ma con toni decisamente più accesi e carico di una consapevolezza che aveva fatto esperienza della tragedia della Prima Guerra Mondiale.  

3Il ventre di Napoli: trama e analisi

Epidemia di colera a Napoli, 1884
Epidemia di colera a Napoli, 1884 — Fonte: getty-images

Pubblicato per la prima volta nel 1884, Il ventre di Napoli dipinge uno ritratto profondo, complesso e per nulla conciliante della realtà partenopea a fine XIX secolo. Le carenze infrastrutturali e igieniche della città sono forti, e si fanno sentire ancora di più nei quartieri storici dove la povertà, l’arretratezza e certi malcostumi sembrano essere endemici, e la Serao ne rintraccia le cause maggiori nell’abbandono e nel disinteresse da parte dello Stato. 

Il libro della Serao prende le mosse da questi luoghi in cui si diffonde una grave epidemia di colera, favorita dalle pessime condizioni dei condotti fognari e di distribuzione dell’acqua. Il sindaco della città, vista la gravità della situazione, chiede aiuto al governo di Roma in quel momento presieduto da Agostino Depretis

Agostino Depretis (1813-1887)
Agostino Depretis (1813-1887) — Fonte: ansa

Cresciuta a Napoli, l’autrice conosce bene i meccanismi della città, la Napoli verace così distante dalle descrizioni stereotipate e tranquillizzanti della città del sole e del mandolino, e racconta i personaggi che ne abitano il ventre: sconfitti, rassegnati, preda delle loro cupe abitudini come quella del gioco del lotto, unica speranza di fuga da una situazione di degrado. 

Il governo Depretis interviene per riqualificare la città con un’azione che si concretizza nello sventramento e nell’abbattimento dei vecchi quartieri per aprire quattro nuove grandi arterie di comunicazione. Un atto quasi violento che non modifica nella sostanza le radici del disagio in cui i napoletani vivono. La Serao è critica: quella che poteva essere un’azione di rinnovamento viene sacrificata per essere sfruttata come ennesima operazione di speculazione edilizia

Napoli, 1870
Napoli, 1870 — Fonte: getty-images

Nei rioni la vita continua quasi uguale a prima con gli stessi personaggi, che diventano quasi degli archetipi di un modo di fare, di vivere, totalmente differente da quelli che si incontrano nelle altre grandi città dell’Italia dell’epoca (non dimentichiamo che in questo momento la Serao vive a Roma): dalla vendita del latte fatta porta a porta dai caprai invece che in igieniche bottiglie di vetro al vizio partenopeo di dare credito ai guaritori piuttosto che ai medici, si tracciano i segni di un luogo contraddittorio, strano, ma in cui non mancano momenti di commovente altruismo.   

Forse il tratto più caratteristico del libro della Serao è proprio la capacità di unire una forte vis polemica alla pietosa ed indulgente comprensione per gli ultimi che affollano i vicoli di Napoli.   

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