Masaccio: riassunto di storia dell'arte

Di Redazione Studenti.

Masaccio: riassunto della vita e descrizione delle opere sant’Anna Matterza, Cacciata dal Paradiso, Tributo e Trinità

MASACCIO: RIASSUNTO

Masaccio, Tommaso di ser Giovanni Cassai
Masaccio, Tommaso di ser Giovanni Cassai — Fonte: getty-images

Masaccio, soprannome di Tommaso di Ser Giovanni di Mòne di Andreuccio Cassài, è stato un pittore italiano attivo durante il periodo Quattrocento. Nasce a San Giovanni Valdarno nel 1401. La sua formazione artistica e culturale avviene a Firenze. Non abbiamo molte notizie su di lui ma sappiamo che ha frequentato la bottega di Masolino.  Concepisce una pittura nuova facendo parte della rivoluzione artistica del primo '400 con Brunelleschi e Donatello. Oltre Firenze frequenta anche Pisa e Roma, dove muore a 27 anni. Nonostante la breve vita la sua produzione artistica è molto ricca e spazia dalla tempera su tavola all’affresco.

SANT'ANNA MATTERZA

Con Sant’Anna Matterza inizia la collaborazione artistica tra Masaccio e Masolino. Si tratta di una pala di altare per la chiesa fiorentina di Sant’Ambrogio dai Bonamici. Il dipinto rappresenta la Madonna in trono con il Bambino e Sant’Anna, madre di Maria, messa come terzo personaggio (dai cui l’appellativo Matterza), circondati da 5 angeli. Masolino realizza i due angeli col turibolo in basso, gli angeli a sinistra e centro reggicortina e Sant’Anna; Masaccio realizza l’angelo reggicortina di destra, la Madonna e il Bambino. Si nota una notevole differenza tra i tratti delle due donne: la Madonna di Masaccio presenta un volume proprio percepibile attraverso la veste; Masolino cerca di imitarla con Sant’Anna ma in questa il senso del volume è quasi assente e la prospettiva appare ancora rude e poco studiata. Tutto questo si nota guardando la mano sinistra. che risulta priva di un braccio al quale si congiunge realisticamente, e notando la mancanza della gamba sinistra.  

MADONNA IN TRONO CON IL BAMBINO E QUATTRO ANGELI

Nella Madonna in trono con il Bambino e quattro angeli, la Vergine è messa in evidenza da un panneggio pesante e chiaroscurato. Nella rappresentazione del volto, Masaccio, decide di ispirarsi alla copia del vero, come Donatello, e non ai modelli, infatti il viso di Maria appare stanco e segnato, come se sapesse già del destino del figlio.

Il Bambino è colto nell’atto di mangiare un acino d’uva che la mamma gli ha dato. La sua aureola ubbidisce alle stesse regole prospettiche del mondo circostante, in tal modo essa ci appare per la prima volta ellittica.

AFFRESCO DEL TRIBUTO

Nell’affresco del Tributo, Masaccio si rifà a un episodio del Vangelo di Matteo in cui è descritto l’ingresso di Cristo e degli apostoli nella città di Cafarnao. Il gabelliere pretende da loro un tributo per il Tempio di Gerusalemme. Gesù pur ironizzando sul fatto che debba pagare per entrare a casa di suo padre decide di pagare il tributo e incarica Pietro di pescare un pesce nella cui bocca troverà una moneta d’argento per pagare la tassa. Masaccio concentra nello stesso dipinto 3 momenti diversi: al centro pone la 1a scena in cui il gabelliere chiede il tributo a Gesù che indica a Pietro di recarsi a pescare la moneta; a sinistra sulla riva rappresenta la 2a scena dove Pietro pesca il pesce prodigioso; a destra rappresenta la 3a scena in cui Pietro paga il tributo. -I personaggi presentano un volume proprio quasi scultoreo definito con il chiaroscuro.
La prospettiva adottata è sempre la stessa, nonostante rappresenti contemporaneamente tre azioni successive e per accentuarla le montagne presentano colori diversi: verdi quelle più vicine e grigio-azzurro quelle lontane. Le ombre proiettate sono tutte nella stessa direzione quindi la fonte luminosa è unica proveniente da destra fuori dai limiti dell’affresco.

CACCIATA DAL PARADISO TERRESTRE

Cacciata dal Paradiso, Masaccio
Cacciata dal Paradiso, Masaccio — Fonte: getty-images

Nella Cacciata dal Paradiso Terrestre Masaccio rappresenta Adamo ed Eva nel momento in cui l’angelo di Dio li caccia dall’Eden. Le due figure sono completamente nude e presentano volumi massicci, modellate realisticamente con l’uso del chiaroscuro. Adamo, che sta ancora varcando la porta del Paradiso Terrestre, si copre il volto disperato per la vergogna.

Eva, che solo ora può accorgersi delle proprie nudità, prova vergogna e cerca di coprirsi i seni e il pube. Il suo volto addolorato, con gli occhi contratti per il pianto e la bocca spalancata, rappresenta la drammaticità della pittura masaccesca presentando un intenso gioco di luci e ombre. La drammaticità della scena non è dimostrata da alcun altro elemento. Nello sfondo vi sono delle rocce prive di vegetazione, un cielo senza nuvole e in alto, sopra i due Progenitori, vi è un angelo con una spada in mano.

LA TRINITÀ

La Trinità, collocata nella terza campata della navata sinistra della basilica fiorentina di Santa Maria Novella, presenta una struttura prospetticamente ripartita su diversi piani creando un effetto di grande profondità. In basso vi è un sarcofago con un teschio, più in alto due figure inginocchiate ai lati che pregano dietro le quali si apre la cappella dipinta. All’interno vi è la Vergine a sinistra e San Giovanni a destra in piedi accanto la croce in cui vi è il Cristo, simbolicamente sorretto alle spalle da Dio, collocato al vertice della piramide compositiva. Tra i volti del padre e del figlio vi inserisce la colomba dello Spirito Santo con le ali aperte. I personaggi presentano volumi precisi, quasi si trattasse di sculture. All’interno della cupola, che presenta una reale prospettiva, i decisi volumi dei personaggi chiariscono i rapporti spaziali e scandiscono i vari piani stabilendo una gerarchia crescente di valori.  

Approfondisci: