Mary Shelley: vita e opere

Mary Shelley: vita e opere A cura di Teresa Bosica.

Mary Shelley: biografia e libri di una delle più grandi scrittrici del Romanticismo inglese, autrice del celebre romanzo “Frankenstein, o il Moderno Prometeo”

1Mary Shelley: vita e opere

Mary Shelley, scrittrice inglese
Mary Shelley, scrittrice inglese — Fonte: getty-images

Mary Shelley nacque a Londra nel 1797 da genitori molto noti tra i circoli intellettuali del tempo: William Godwin e Mary Wollstonecraft, che morì dieci giorni circa dopo la nascita della figlia. Rimasta sola con il padre, Mary ebbe un’infanzia felice fino a quando il padre decise di risposarsi con Mary Jane Clairmont con cui Mary non ebbe mai un buon rapporto.

La scrittrice non ricevette un’educazione formale, ma sin da tenera età ricevette molti stimoli intellettuali, infatti, la casa del padre era frequentata da famosi intellettuali del tempo tra cui William Wordsworth e Samuel Taylor Coleridge. C’è un aneddoto interessante su Mary, sembra che quando era bambina amasse nascondersi dietro un divano per ascoltare Samuel Taylor Coleridge recitare ad alta voce il suo capolavoro The Rime of the Ancient Mariner (La Ballata del Vecchio Marinaio) che influenzò in modo rilevante il grande romanzo di Mary Shelley Frankenstein, o il Moderno Prometeo.  

Il poeta inglese Percy Bysshe Shelley
Il poeta inglese Percy Bysshe Shelley — Fonte: getty-images

Nel 1814 Mary incontrò il poeta romantico Percy Bysshe Shelley (un ardente ammiratore delle idee di William Godwin, e per questa ragione un frequentatore assiduo della sua casa come altri poeti del tempo) e iniziarono una relazione fortemente ostacolata dal padre di Mary perché il poeta era già sposato e aveva due figli. I due amanti fuggirono insieme prima in Francia e in seguito in Svizzera e fu in questo periodo che iniziarono a scrivere un diario congiunto che rappresenta un’importante fonte di notizie sulla loro vita insieme. Presto fecero ritorno in Inghilterra a causa di problemi finanziari, ma qui ebbero vita piuttosto difficile perché la buona società inglese si rifiutò di accoglierli a causa della loro condotta immorale e lo stesso Godwin rifiutò di parlare alla figlia per molti anni.

Nel 1816 Mary e Percy Shelley ritornarono in Svizzera insieme alla sorellastra di Mary, Claire, la quale aveva una relazione con il poeta Lord Byron. In Svizzera Mary, Percy Shelley e Claire presero in affitto una casa sulle rive del Lago Ginevra nei pressi di Villa Diodati, dove alloggiava Lord Byron. Fu qui che Mary concepì l’idea del romanzo che l’avrebbe resa famosa, Frankenstein, or the Modern Prometheus (Frankenstein, o il Moderno Prometeo). Nel soggiorno di Villa Diodati, durante lunghe serate piovose, il gruppo di amici, incluso John Polidori, scrittore e medico inglese e amico personale di Byron, s’intratteneva leggendo ad alta voce storie di fantasmi. A un certo punto Lord Byron propose agli amici di scrivere ognuno una storia horror e Mary cominciò a scrivere Frankenstein pubblicato in forma anonima nel 1818.

Nel frattempo Harriet, la moglie di Percy Shelley, si suicidò e poco tempo dopo Percy sposò Mary. In seguito i due si trasferirono in Italia, prima a Napoli, poi a Roma e infine a Firenze, dove Mary diede alla luce un figlio, Percy Florence, l’unico dei loro figli a raggiungere l’età adulta.

Nel 1822 Percy B. Shelley annegò durante una tempesta mentre navigava a bordo della sua barca nel Golfo di la Spezia. In seguito Mary ritornò in Inghilterra con suo figlio, dove continuò a scrivere romanzi, tra cui Valperga (1823), un romanzo storico ambientato in Italia durante il Medioevo, e The Last Man (L’Ultimo Uomo - 1826), la storia dell’unico sopravvissuto a una pestilenza che distrugge l’intera umanità. Nell’ultimo periodo della sua vita la scrittrice si dedicò alla cura delle opere del marito pubblicando un’edizione di Percy Shelley’s Poetical Works (Opere Poetiche di Percy Shelley) nel 1839. Morì a Londra nel 1851.  

2Frankenstein, o il Moderno Prometeo

Mary Shelley scrisse Frankenstein, o il Moderno Prometeo nella tradizione del romanzo gotico. Diversi fattori, come il senso di colpa che Mary provò per tutta la vita per la morte della madre, le sue ansie, la sua difficile relazione col padre, le letture di storie di fantasmi, le speculazioni scientifiche del tempo, contribuirono alla creazione della storia, di cui, come Mary stessa raccontò ebbe l’intuizione dopo un incubo notturno. 

Molte furono le influenze sul romanzo, per esempio La Ballata del Vecchio Marinaio di Samuel Taylor Coleridge, in cui il marinaio, il protagonista del capolavoro di Coleridge, deve espiare il male commesso quando uccide senza motivo un albatro, una creatura di Dio, spezzando così l’equilibrio tra sé e la natura, e anche Victor Frankenstein supera i limiti umani quando crea la vita in modo innaturale commettendo anch’egli un crimine contro la natura

La scrittrice fu anche influenzata dalle discussioni a Villa Diodati sui principi dell’evoluzionismo e sui recenti esperimenti scientifici di chimica ed elettricità, e dalle idee filosofiche di Jean Jacques Rousseau secondo cui l’uomo per natura è buono ed è la società che lo rende egoista e malvagio; possiamo considerare la creatura creata da Frankenstein come la rappresentazione del noble savage (buon selvaggio) di Rousseau, infatti, il mostro è un essere buono e innocente fino a quando non viene in contatto con la società che lo rifiuta a causa del suo aspetto ripugnante diventando quindi vendicativo e malvagio. 

   

3Frankenstein, la trama

Il frontespizio del libro Frankenstein di Mary Shelley
Il frontespizio del libro Frankenstein di Mary Shelley — Fonte: getty-images

La storia, introdotta da una serie di lettere scritte dal Capitano Walton a sua sorella, racconta di uno scienziato svizzero brillante ed estremamente ambizioso, Victor Frankenstein, che crea una creatura cucendo tra loro le parti fisiche ottenute da cadaveri sezionati. La creatura che genera ha un aspetto ripugnante, nonostante ciò è dotata di una buona indole e di sentimenti umani, ma è rifiutata dalla società. Il mostro, sentendosi solo e infelice chiede a Frankenstein di creare per lui una compagna, Frankenstein accetta, ma quando la nuova creatura è quasi completata, disgustato, la distrugge prima di darle la vita. Il mostro diventa cattivo e per vendetta uccide varie persone care al Dottor Frankenstein, tra cui sua moglie, Elizabeth, proprio durante la loro notte di nozze e poi fugge via.  Frankenstein insegue il mostro fino al polo nord deciso a distruggerlo e qui incontra il Capitano Walton.  Questo evento ci riporta all’inizio della storia quando Frankenstein, mortalmente ferito dal mostro, viene trovato da Walton e prima di morire gli racconta la sua storia. Alcuni giorni dopo Walton trova il mostro in lacrime accanto al corpo del suo creatore e a sua volta racconta a Walton la sua storia. Il romanzo si conclude con il suicidio del mostro. 

4Temi principali in Frankenstein

Come vediamo il romanzo ha un sottotitolo Il Moderno Prometeo in riferimento alla figura mitologica di Prometeo che rubò il fuoco agli Dei dell’Olimpo per darlo agli uomini e per punirlo, Zeus lo incatenò a una roccia e inviò un’aquila perché gli divorasse il fegato, che gli ricresceva durante la notte. Victor Frankenstein è un moderno Prometeo, come lui cerca di superare i limiti umani quando crea il mostro sostituendosi a Dio, l’unico legittimo creatore, e per questo motivo è punito con la morte. 

Un altro tema importante è quello del doppio, infatti, Walton è il doppio di Frankenstein, come lui è ambizioso e ha il desiderio di andare oltre i limiti umani, la sua ambizione è di esplorare il polo nord e viaggiare verso l’ignoto ed è punito con la ribellione della sua ciurma, ma, a differenza di Frankenstein, comprende il potere distruttivo dell’ambizione e rinuncia ai suoi progetti. 

Nel romanzo Mary Shelley affronta la questione dell’ingiustizia sociale come l’emarginazione di chi è diverso. All’inizio il mostro ha un’indole buona, ma quando è rifiutato dalla società a causa del suo aspetto terrificante, diventa cattivo e uccide per vendetta.

 

5Tecnica narrativa in Frankenstein

Il romanzo è scritto in forma epistolare e le lettere sono scritte da Robert Walton, il capitano di una nave diretta al polo nord, a sua sorella che vive in Inghilterra. Walton non è l’unico narratore della storia, ci sono altre due voci narranti nel romanzo: il Dottor Frankenstein, che racconta a Walton la storia della sua vita, dei suoi esperimenti scientifici e della creazione del mostro e il mostro stesso, che spiega a Walton le ragioni del suo comportamento vendicativo e il suo odio nei confronti del genere umano; quindi la storia è narrata in prima persona da tre diversi punti di vista. 

  

6Frankenstein e il cinema

Marty Feldman in Frankenstein Junior
Marty Feldman in Frankenstein Junior — Fonte: getty-images

Fin dalla sua pubblicazione 200 anni fa, Frankenstein ha sempre esercitato un grande fascino nell’immaginario collettivo e nel corso degli anni è stato oggetto di numerose rappresentazioni teatrali e di trasposizioni cinematografiche. Uno degli adattamenti più famosi risale al 1931 con la regia di James Whale, protagonista Boris Karloff che ancora oggi è associato all’immagine classica del mostro. Una delle versioni cinematografiche più recenti è Frankenstein di Mary Shelley del 1994 diretto da Kenneth Branagh.