Marxismo: riassunto

Di Redazione Studenti.

Marxismo: riassunto di filosofia. Dalla concezione materialistica della storia alle interpretazioni del marxismo

MARXISMO

Karl Marx: riassunto
Karl Marx: riassunto — Fonte: getty-images

Con il termine marxismo si intende sia la dottrina filosofico-politica elaborata da Karl Marx, sia quell'ampio movime Marxismo Con il termine marxismo si intende sia la dottrina filosofico-politica elaborata da Karl Marx, sia quell'ampio movimento internazionale, tra i maggiori protagonisti della storia del XX secolo, che su di essa ha basato la sua strategia politica e i suoi studi teorici.

La concezione materialistica della storia

In molte sue opere, e specialmente nel Capitale, Marx analizzò lo sviluppo del sistema capitalistico riconducendolo allo sfruttamento del lavoro salariato. Secondo Marx, il corso della storia dell'uomo è plasmato dalla "lotta di classe", ossia dal rapporto dialettico e conflittuale tra le classi. Ciascuna epoca storica è caratterizzata da uno specifico "modo di produzione" (una struttura economico-sociale), al quale corrisponde uno specifico "rapporto di produzione", cioè un rapporto tra le classi sociali. Dalla schiavitù al feudalesimo, e da questo al capitalismo, le transizioni hanno avuto luogo quando le forze produttive (l'insieme cioè di forza lavoro, mezzi e tecniche di produzione, materie prime) non hanno avuto più modo di svilupparsi all'interno dei rapporti di produzione esistenti. Anche il capitalismo non è altro che una fase transitoria della storia dell'uomo; esso per affermarsi ha dovuto imporsi sul modo di produzione feudale, portando con sé i germi della sua stessa distruzione. Mentre il passaggio tra feudalesimo e capitalismo è stato prodotto dall'azione della borghesia, nel capitalismo può essere solo la lotta della classe operaia a determinare il cambiamento verso una società comunista in cui non sia possibile lo sfruttamento di una classe sull'altra. La classe operaia, con la lotta per la sua emancipazione, emanciperà dallo sfruttamento tutta l'umanità.

LO STATO

Secondo Marx la struttura economica della società capitalistica viene difesa da una complessa sovrastruttura politica, giuridica e ideologica (lo stato), che determina le forme di coscienza sociale.

Lo stato, nell'analisi di Marx, è lo strumento di cui si serve la borghesia per esercitare il suo potere e imporre la sua ideologia. Per Marx lo stato non è destinato a perfezionarsi, né va conquistato per usarlo a proprio vantaggio: se lo stato è uno strumento di dominio di una classe sull'altra, esso si estinguerà nella società senza classi. Nel periodo di transizione rivoluzionaria dal capitalismo al comunismo le funzioni dello stato saranno esercitate dalla "dittatura del proletariato".

IL PLUSVALORE

Marx individua nel salario, che regola il rapporto fra capitalisti e proletari, uno dei cardini del sistema capitalistico. Nel capitalismo, il salario corrisposto al lavoratore in cambio della sua forza lavoro non corrisponde al valore dei beni che questa forza lavoro produce. Infatti, secono la teoria del valore-lavoro, che Marx mutua da Ricardo, il profitto del capitalista non può che venire da un "valore in più" delle merci vendute, il "plusvalore", prodotto da una parte del lavoro, il "pluslavoro", per cui non viene corrisposto alcun salario. Questo dimostra che la formazione del profitto e l'accumulazione del capitale, che rendono possibile il funzionamento del sistema capitalistico, derivano dallo sfruttamento della classe operaia.

LE INTERPRETAZIONI DEL MARXISMO

L'opera di Marx è stata interpretata in molti modi. Negli anni Ottanta del XIX secolo, all'interno del Movimento socialdemocratico tedesco si definì una netta distinzione fra un socialismo riformista e l'ortodossia marxista. Questa, negli anni della Seconda internazionale (1889-1914), fu rappresentata da Karl Kautsky, che insisteva sull'inevitabilità del crollo del capitalismo, elaborando un parallelismo fra Darwin, scienziato della natura, e Marx, cui si deve una scienza della società basata sul materialismo storico.

Un ulteriore sviluppo della dottrina marxista fu quello apportato da Lenin, che interpretò l'imperialismo come l'ultima e convulsa fase del capitalismo e indicò la necessità di trasformare la "guerra imperialista" in guerra rivoluzionaria condotta dall'"avanguardia del proletariato", il Partito comunista.

Il successo della Rivoluzione russa determinò l'egemonia di questa sintesi teorica su un'ampia parte del pensiero marxista successivo. Ridotto a una dottrina codificata e statica e a un'ideologia di stato, soprattutto a opera di Stalin, il marxismo-leninismo fu l'ambito meno fecondo del marxismo, che continuò a produrre interpretazioni di diverso ed elevato interesse (sia dalla parte riformista sia da quella rivoluzionaria), tra le quali quelle di Rosa Luxemburg, di Lev Trotzkij, degli "austromarxisti" Rudolf Hilferding e Otto Bauer, di György Lukács, di Antonio Labriola, di Antonio Gramsci. Un'originale interpretazione del marxismo-leninismo fu elaborata in Asia da Mao Zedong, il quale sostenne che sarebbero state le masse contadine il vero motore della rivoluzione mondiale.

LO SVILUPPO DEL MARXISMO

Il marxismo ha vissuto un'imponente crescita durata quasi tutto il XX secolo, influenzando fortemente l'ambito politico e lo sviluppo di tutte le discipline sociali. In campo filosofico, l'eredità del pensiero di Marx è stata raccolta, sia pure entro differenti orizzonti progettuali, da Jean-Paul Sartre e Louis Althusser in Francia, dalla scuola di Francoforte, da Ernst Bloch e da Jürgen Habermas in Germania, da Galvano Della Volpe, Antonio Banfi e Ludovico Geymonat in Italia.

Alla fine della seconda guerra mondiale la nascita delle democrazie popolari nell'Est europeo, la rivoluzione cinese e l'estendersi delle lotte anticolonialiste, determinarono un'estesa affermazione delle idee marxiste. Contemporaneamente, soprattutto a causa degli sviluppi politici nei regimi comunisti, in particolare dopo la rivoluzione ungherese e la Primavera di Praga, ampi settori del mondo della cultura se ne allontanarono. Nel movimento socialista, l'ultimo partito ad abbandonare ogni richiamo al marxismo fu il Partito socialdemocratico tedesco nel congresso di Bad Godesberg nel 1959.

Negli ultimi due decenni del XX secolo, l'identificazione del marxismo con i regimi del "socialismo reale" e il crollo di questi, ne ha provocato una forte crisi.

Tuttavia, molti sono gli studiosi che ritengono che il marxismo, persa la sua veste dottrinaria e ideologica, possa ancora essere un utile strumento nell'interpretazione dei fenomeni sociali, politici e culturali.

Approfondisci: