Mario Praz: vita, pensiero e opere

Mario Praz: vita, pensiero e opere A cura di Elisabetta Garieri.

Mario Praz: vita, pensiero e opere dello scrittore ed intellettuale eccentrico autore, tra gli altri, di "La carne, la morte e il diavolo nella letteratura romantica", la sua opera più famosa.

1Il personaggio Praz

La Galleria, Casa Museo Mario Praz. Roma
La Galleria, Casa Museo Mario Praz. Roma — Fonte: getty-images

Fra i principali mediatori tra la cultura anglosassone e quella italiana, Mario Praz fu un intellettuale eccentrico e una personalità eclettica: anglista, comparatista, traduttore, indagatore del rapporto tra letteratura e arti visive, collezionista e artista. 

Estremamente prolifico, scrisse così tanto che alla sua bibliografia è dedicato un intero libro: Bibliografia degli scritti di Mario Praz.

Non si lasciò certo inibire dalle aperte critiche, se non stroncature, che ricevette da personalità rilevanti del mondo della cultura in Italia, come Benedetto Croceo Emilio Cecchi. Il suo stile unico e difficilmente incasellabile, ispirato alla lingua colloquiale ma pieno di estro, viene variamente descritto dalla critica. Raffaele Manica lo definisce così

«La prosa di Mario Praz è un modo conoscitivo in sé che va oltre la vastità delle esperienze accumulate nel corso di una vita e consegnate a tanti libri: ha tratti spiccati, perfino abnormi, e dunque tali da farsi identificare a vista: Praz è uno stile, oltre che un conoscitore capace di variare dagli oggetti alla storia delle idee». 

Mentre queste parole si leggono sul risvolto di copertina della sua opera Il patto con il serpente:  

«Grazie al suo inimitabile metodo – fondato sull'esplorazione ravvicinata e sulla relazione, sulla capacità, cioè, di individuare in un quadro o in un testo un dettaglio e di inserirlo in una rete di rapporti – vediamo i motivi trattati sfilare sotto i nostri occhi quasi assistessimo, affascinati, “a una serie di entrées in un grande balletto con scene che si susseguono in straordinarie esibizioni” (la definizione è di Giovanni Macchia)».  

2Infanzia, formazione e le prime opere di Mario Praz

Mario Praz a sinistra e d il fisico Otto Hahn
Mario Praz a sinistra e d il fisico Otto Hahn — Fonte: getty-images

Νacque a Roma il 6 settembre 1896 dal padre Luciano Praz, di origine valdostana, e dalla madre Giulia Testa di Marcasciano. Durante la prima infanzia visse in Svizzera, dove Luciano era impiegato di banca. Nel 1900, quando il padre morì, si trasferì a Firenze con la madre

Studiò giurisprudenza a Bologna e poi a Roma. Iniziò a studiare l’inglese privatamente: per esercitarsi traduceva poeti inglesi dell’Ottocento. 

Quando capì che ciò di cui voleva davvero occuparsi era la letteratura, studiò altri due anni all’Istituto di Studi superiori dell’Università di Firenze, dove scrisse una tesi su Gabriele D'Annunzio, autore fondamentale per i suoi lavori successivi

Dopo essere entrato in contatto con un circolo di intellettuali britannici presenti a Firenze, ottenne i suoi primi incarichi: scrisse articoli per il giornale inglese London Mercury e tradusse poeti inglesi dell’Ottocento.

Mentre lavorava, inviava le traduzioni al critico Emilio Cecchi, per consultarsi con lui, inaugurando una relazione che durò per tutta la vita: Cecchi fu uno dei suoi maestri dichiarati, nonostante avesse recensito la sua traduzione de I saggi di Elia di Charles Lamb definendola insufficiente dal punto di vista formale. 

Emilio Cecchi (1884-1966), critico letterario e critico d'arte italiano. Firenze, 1930 circa
Emilio Cecchi (1884-1966), critico letterario e critico d'arte italiano. Firenze, 1930 circa — Fonte: getty-images

Nel 1923 ottenne una borsa di studio per Londra, poi a fine anno si trasferì come lettore di italiano all’università di Liverpool, dove restò per otto anni. 

Nel 1925 pubblicò l’antologia Poeti inglesi dell’Ottocento e il saggio Secentismo e Marinismo in Inghilterra, in cui riportava all’attenzione generale poeti come John Donne. Per questi suoi primi lavori venne pubblicamente apprezzato da un autore del calibro di T.S. Eliot

In Italia intanto imperversava il fascismo e si organizzavano i circoli antifascisti, che Praz frequentò in un primo momento ma poi abbandonò: non era interessato a prendere parte attiva alla vita politica.  

Viaggiò molto in Europa e in Italia si legò al poeta Eugenio Montale, mentre nel 1929 iniziò a collaborare con il quotidiano La Stampa.  

3La carne, la morte e il diavolo nella letteratura romantica

Casa Museo Mario Praz a Roma. Angolo della biblioteca con micro sculture di Giovanni Maria Bonzanigo
Casa Museo Mario Praz a Roma. Angolo della biblioteca con micro sculture di Giovanni Maria Bonzanigo — Fonte: getty-images

Nel 1930 uscì la sua opera più nota: La carne, la morte e il diavolo nella letteratura romantica che poi, pubblicata in inglese nel ’33 con il titolo The romantic agony, fu un successo anche in traduzione. 

Con approccio comparativistico, prende in esame autrici e autori francesi, inglesi e italiani, per isolare e analizzare un singolo aspetto della letteratura romantica, che secondo l’autore si era dipanato per tutto l’Ottocento sotto varie forme, fino ad affermarsi come fenomeno di moda: la sensibilità erotica. 

L’aspetto più originale e innovativo dell’opera è considerare che questa sensibilità si snodò ininterrottamente – attraverso la scapigliatura, il verismo e poi il decadentismo – anche dopo i limiti cronologici del periodo fino ad allora considerato come Romanticismo, che di fatto Praz “allunga” fino al Novecento. Proprio questo aspetto andava direttamente a provocare lo storicismo di Benedetto Croce, che stroncò l’opera.   

Il corposo libro – quasi 500 pagine – si compone di: 

  • Un’approssimazione: “romantico”. L’introduzione, dove spiega che “romantico” è un’etichetta piuttosto arbitraria ma, dal punto di vista pratico, utile all’analisi della sensibilità in precisi momenti storici.
  • La prima parte. È un’analisi dei motivi che caratterizzano la sensibilità romantica, cioè:
    I. La bellezza medusea. Baudelaire e il fascino dell’orrido e della corruzione come esperienza vissuta.
    II. Le metamorfosi di Satana. L’eroe bello e maledetto: compare in Torquato Tasso, John Milton, Anne Radcliffe per poi trovare la sua compiutezza nel personaggio creato da George Byron, che si trova in tante sue opere ma è impersonato anche dall’autore stesso.
    III. All’insegna del Divin Marchese. L’eros decadente, tra incesto, perversione e algolagnia, in Baudelaire, Flaubert, Lautréamont, oltre che nello stesso Marchese De Sade.
    IV. La belle dame sans merci. Il tema della donna fatale, da Elena di Troia a Salomé, fino alle opere di Mérimée, Swinburne, Gautier e D’Annunzio.
    V. Bisanzio. Il male come tendenza naturale, la fatalità e la morte in Baudelaire, Huysmans, Barrès, Pater. La sovrapposizione tra sacro e profano come origine dell’elemento morboso.
  • Segue una Appendice alla parte prima: Swinburne e «le vice anglais».
  • D’Annunzio e «L’amor sensuale della parola». La seconda parte, in cui analizza il metodo di lavoro del poeta tramite alcuni suoi scritti fino ad allora poco frequentati, identificando temi del decadentismo europeo rielaborati in modo personale.

4Il ritorno in Italia, la “casa-museo” e le ultime opere

Studio e Pinacoteca, Casa Museo Mario Praz
Studio e Pinacoteca, Casa Museo Mario Praz — Fonte: getty-images

Nel 1934 ottenne la cattedra di Letteratura Inglese alla Sapienza di Roma e tornò in Italia con Vivien, la moglie inglese. I due andarono ad abitare in un appartamento in Via Giulia, che Praz prese ad arredare con oggetti stile impero. 

Nel 1937 pubblicò la Storia della letteratura inglese che rimase per lunghi anni uno strumento didattico imprescindibile. 

Nel 1940 pubblicò Gusto neoclassico, primo di molti saggi a venire sul rapporto tra letteratura e arti figurative

Durante gli anni dell’occupazione tedesca, con l’Università chiusa, imparò il russo. Nel 1949 fondò la rivista English Miscellany

Nel 1958 uscì lo strano libro La casa della vita, storia degli oggetti del suo originale arredamento, che era in realtà un’autobiografia

Ricevette in quegli anni molte onorificenze: la laurea honoris causa dall’Università di Cambridge, il premio Feltrinelli dell’Accademia nazionale dei Lincei, la nomina a Knight Commander of the British Empire dalla regina d’Inghilterra

Quando dovette lasciare la casa di via Giulia si trasferì nell’appartamento di palazzo Premoli, che abitò dal 1969 fino alla morte, e che diventò in seguito una sezione della Galleria nazionale d’arte moderna: la “Casa-museo Mario Praz”.  

Nel 1967 uscì Panopticon romano, nel 1971 Mnemosine. Parallelo tra la letteratura e le arti visive, poi nel 1972 Il patto col serpente: una sorta di completamento della sua opera più famosa, tanto che l’edizione Adelphi riporta come sottotitolo Paralipomeni di «La carne, la morte e il diavolo nella letteratura romantica». Nel 1975 uscì Il giardino dei sensi. Studi sul manierismo e il barocco e fino alla morte, avvenuta a 86 anni nel 1982, continuò instancabilmente a scrivere e a pubblicare.