Chi è Mario Draghi e cosa ha detto su scuola e giovani

Di Redazione Studenti.

Chi è Mario Draghi: biografia e carriera del probabile prossimo futuro Premier. Ecco cosa ha detto in passato su scuola e giovani

MARIO DRAGHI

Mario Draghi
Mario Draghi — Fonte: getty-images

Mario Draghi potrebbe essere il prossimo Presidente del Consiglio? Questo è quanto si suppone, dopo il fallimento del mandato esplorativo del presidente della Camera Roberto Fico: la maggioranza per sostenere un eventuale governo Conte Ter infatti non ci sarebbe, e la Presidenza della Repubblica ha optato per un governo tecnico di alto profilo. Per ora, dunque, niente elezioni.

Oggi alle 12 Mario Draghi, economista già presidente della BCE, è convocato dal presidente Mattarella per sondare la sua eventuale disponibilità ad accettare l'incarico di Premier. Una responsabilità rilevante, non solo per la situazione sanitaria globale ancora in corso, ma per le scelte economiche, specialmente sull'utilizzo di fondi europei, in discussione da mesi.

MARIO DRAGHI, CHI È

Mario Draghi nasce a Roma nel 1947. Suo padre lavora in Banca d'Italia - e poi in Bnl - mentre sua madre è farmacista. Entrambi muoiono quando i tre figli sono ancora molto giovani: Draghi ha solo 15 anni quando resta orfano con i suoi fratelli più piccoli Andreina e Marcello, e ad occuparsi di loro è una zia.

Mario studia in un liceo gesuita di Roma. Nel 1970 si laurea con l'economista keynesiano Federico Caffè, poi prosegue gli studi presso il Mit di Boston, dove segue le lezioni del premio Nobel Franco Modigliani.

Mario Draghi è legato a grandi nomi delle banche e della finanza: è stato direttore generale del Tesoro quando era ministro Carlo Azeglio Ciampi, ha lavorato in Goldman Sachs a partire dal 2002, poi è stato governatore della Banca d'Italia, una carica che gli ha aperto la strada per il Consiglio della BCE.

Proprio alla BCE è legato il nome del Draghi più conosciuto a livello europeo, una carica che parte con la famosa frase Whatever it takes, quando affronta la crisi finanziaria del 2012 dicendo che Entro il suo mandato la Bce preserverà l’euro, costi quel che costi (whatever it takes, appunto, NDR).

Un'altra crisi economica importante, quella del 2008, sarà quella che lo porterà tra i leader del G20, per poter dare un senso a quanto accaduto e cercare di comprendere come fare in modo che non riaccada.

MARIO DRAGHI E LA SCUOLA

Da presidente di Bankitalia, Drgahi ha parlato anche di scuola. Era il 2007 quando diceva che:

L’istruzione si conferma al primo posto fra i campi dove un cambiamento forte è necessario (...). un quindicenne su cinque nel Mezzogiorno versa in una condizione di “povertà di conoscenze”, anticamera della povertà economica. Il ritardo si amplia se si tiene conto dei più elevati tassi di abbandono scolastico. L’esistenza di un divario territoriale così marcato mostra che il problema non sta solo nelle regole, ma anche nella loro applicazione concreta.

E sui docenti:

In Italia il reclutamento dei docenti, la loro distribuzione geografica e fra le diverse scuole, i percorsi di carriera sono governati da meccanismi che mescolano, a stadi diversi, precarietà e inamovibilità. La mobilità ha scarso legame con le esigenze educative, con meriti e capacità: ogni anno più di 150 mila insegnanti su 800 mila cambiano cattedra in un travagliato percorso di avvicinamento alla posizione desiderata.

Sulle risorse destinate alla scuola, infine:

Per cambiare la scuola italiana si deve muovere dalla constatazione dei circoli viziosi che la penalizzano, disincentivano gli insegnanti, tradiscono le responsabilità della scuola pubblica. I problemi nascono qui, non da una carenza di risorse per studente destinate all’istruzione scolastica, che sono invece più elevate in Italia che nella media dei paesi europei.

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