Marcel Duchamp: vita, stile e opere del padre dell’arte contemporanea

Vita e opere di Marcel Duchamp, l’artista più innovativo e influente del XX secolo considerato il padre dell’arte contemporanea. Caratteristiche dello stile e analisi di alcuni suoi lavori più importanti.
Marcel Duchamp: vita, stile e opere del padre dell’arte contemporanea
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1Chi era Marcel Duchamp?

Marcel Duchamp (1887-1968), Dicembre,  1960
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Henri-Robert-Marcel Duchamp (1887-1968), più semplicemente noto come Marcel Duchamp, è considerato dalla critica come uno degli artisti più innovativi e influenti del Novecento, nonché il padre dell’arte contemporanea

Considerato da André Breton (1896-1966) non a torto «l’uomo più intelligente del XX secolo», Duchamp partecipò ai grandi movimenti estetici delle Avanguardie storiche e il suo lavoro fu così significativo che rivoluzionò il concetto dell’arte stessa e quindi le sperimentazioni artistiche seguenti

2Biografia

2.1Esordi

Nudo che scende dalle scale N.2, Duchamp
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Henri-Robert-Marcel Duchamp nacque il 28 luglio 1887 a Blainville-Crevon, nella Francia del nord. Cresciuto in una famiglia agiata e numerosa, il giovane Duchamp si interessò all’arte seguendo l’esempio dei suoi fratelli maggiori Jacques Villon (1875–1963) e Raymond Duchamp-Villon (1876–1918).

Nel 1904 Duchamp raggiunse i fratelli artisti a Parigi per studiare pittura. Nel mentre realizzava le sue prime opere in stile postimpressionista ed espressionista; il giovane si cimentò anche come caricaturista. Duchamp espose per la prima volta nel 1909 al Salon des Indépendants e al Salon d’Automne.

Dal 1909 Duchamp si dedicò più seriamente alla pittura sperimentando diversi generi e stili. Fu nel 1911 che il giovane artista si avvicinò agli stilemi cubisto-futurista, come il controverso Nudo che scende dalle scale N.2 (1912), esposto all’Armory Show di New York del 1913.

2.2Affermazione

Ruota di bicilcetta, Duchamp
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A seguito dell’esperienza monancese, dal 1913 Duchamp mise da parte la pittura e il disegno tradizionali a favore di sperimentazioni artistiche composite: da una parte fece ricerche sulla meccanica e sul movimento, riassunte poi nella sua grande opera La sposa messa a nudo dai suoi scapoli (1915/1923).

Dall’altra, Duchamp iniziò a realizzare i suoi i primi ready-made che avranno effetti rivoluzionari sulle ricerche artistiche successive, come Ruota di bicicletta (1913) e Scolabottiglie (1914).

Dal 1915 al 1918 l’artista fu a New York, dove poté frequentare numerosi protagonisti dell’avanguardia artistica, tra cui Francis Picabia (1879-1953), Katherine Dreier (1877-1952), e Man Ray (1890-1976); con questi ultimi due fondò la Society of Independent Artists (SIA).

2.3Maturità

L.H.O.O.Q. è un ready-made realizzato nel 1919 da Marcel Duchamp
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Questo sodalizio con Man Ray e Picabia, che si espresse con la creazione del movimento artistico d’avanguardia noto come il Dada di New York, agevolò la realizzazione delle opere più celebri dell’artista, quali Fontana (1917) e L.H.O.O.Q. (1919). 

Diviso tra Buenos Aires, New York e Parigi dal 1918 al 1923, Duchamp continuò con le sue ricerche creative esplorando espressioni artistiche inedite nel campo del cinetico, del concettuale e della performance.

Tornato a Parigi nel 1923, Duchamp mise da parte l’arte per dedicarsi ad una delle sue più grandi passioni: gli scacchi. L’artista partecipò e vinse numerosi campionati, ci scrisse un libro e questi furono anche il motivo di divorzio dalla sua prima moglie.

2.4Ultimi anni

Marcel Duchamp, 1966
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Duchamp non lasciò del tutto l’arte: dalla metà degli anni Trenta collaborò con i surrealisti; nel 1946 iniziò a lavorare alla sua ultima grande opera: Etant donnés: 1. La Chute d'eau 2. Le Gaz d'éclairage (1946-66). Infine si dedicò alla produzione di multipli dei suoi ready-made più famosi.

Il contributo di Duchamp al mondo dell’arte rimase nascosto fino a quando i movimenti dei nuovi realismi di metà Novecento non lo riscoprirono: non a caso negli anni Sessanta furono organizzati in suo onore eventi e retrospettive che gli valsero il riconoscimento internazionale del pubblico.

Duchamp si spense il 2 ottobre 1968 a Neuilly-sur-Seine, nei pressi di Parigi. Il suo corpo venne sepolto nel cimitero di Rouen con un epitaffio di suo pugno che recita: «D’altronde sono sempre gli altri che muoiono».

3Stile

3.1Influenze e modelli

Le avanguardie artistiche che influenzarono la prima fase artistica di Duchamp furono innegabilmente il Post-impressionismo proto-cubista di Paul Cézanne (1839-1906), il Fauvismo di Henri Matisse (1869-1954), la Section d’Or di Francis Picabia e la cronofotografia di Man Ray e di Eadweard Muybridge (1830–1904).

La ricerca artistica di Duchamp ebbe anche delle basi filosofiche che possono essere ricondotte allo scetticismo di Pirrone (365-275 a.C.), alle idee sul corpo umano come macchina di René Descartes (1596-1650) e al convenzionalismo di Henri Poincaré (1854–1912).

3.2Caratteristiche formali

L’interesse di Duchamp per la cinetica lo portò a sperimentare linguaggi artistici eterogenei: dalla pittura cubi-futurista a lavori cronofotografici e cinematografici che possono essere mirabilmente riassunti in Grande Vetro (1915/23).

La ricerca artistica più nota di Duchamp sono i suoi ready-made: egli sceglie un oggetto qualsiasigià fatto”, lo decontestualizza per poi firmarlo assumendosi la responsabilità estetica. Così Duchamp sollecitava una riflessione formale e linguistica sull’arte.

Partendo dal presupposto che il processo artistico si basi su un atto mentale, Duchamp sancì sul piano artistico che le capacità manuali e operative di un’artista abbiano un valore parziale e che sul piano estetico il godimento dell’arte non sia solo prerogativa dei sensi bensì anche dell’intelletto.

Peculiare fu il lavoro di Duchamp sull’identità: egli adottò diversi pseudonimi: Richard Mutt, Marchand du sel e il più noto Rrose Selavy, un vero e proprio alter-ego con cui ci firmò diverse opere. Questa sperimentazione, assieme ad alcune performance, ispirarono la successiva Body art.

4Opere

4.1Fontana

Marcel Duchamp, Fontana; una delle opere fondamentali del Dadaismo
Fonte: ansa

Fontana è un ready-made (360 × 480 × 610 mm) prodotto da Duchamp nel 1917. È ritenuta una delle sue opere più celebri nonché una delle più importanti del XX secolo. L’originale è perduta e dal 1964 esistono sedici repliche, sparse per i maggiori museo del mondo.

Fontana è un’orinatoio industriale in porcellana bianca ruotato di un quarto di giro perché la faccia sia posizionata orizzontalmente. In vernice nera si trova la firma “R. Mutt” e la data “1917”. Il sanitario originale fu acquistato dall’entourage di Duchamp dal negozio JL Mott Iron Works di New York.

Il caso di rifiuto di esposizione di Fontana nel 1917 e la sua complessa interpretazione furono l’occasione di un acceso e fecondo dibattito estetico-artistico sulla natura dell’opera d’arte che tuttora è in discussione.

4.2Grande vetro

Duchamp visto attraverso "La sposa messa a nudo dai suoi scapoli", nota come "Il grande vetro"
Fonte: getty-images

Mariée mise à nu par ses célibataires, même, meglio conosciuta come Grande vetro, è l’opera più importante di Duchamp, iniziata nel 1915 e lasciata “definitivamente incompiuta” nel 1923. Il lavoro entrò nella collezione del Philadelphia Museum of Art nel 1954.

L’opera è composta da due grandi lastre di vetro scheggiate posizionate l’una sopra l’altra. Al loro interno si presentano granelli di polvere, lamine di metallo dipinto e fili di piombo che compongono delle figure e degli oggetti non del tutto identificabili.

Dalle molteplici interpretazioni, il significato generalmente proposto dalla critica è quello che già il titolo esplicita: l’elemento esile all’interno della lastra superiore è “la sposa” accompagnata da una nuvola, mentre la lastra inferiore è composta da figure sottili, che sono  “gli scapoli”, e da un meccanismo.