Marcel Duchamp e il dadaismo: biografia e opere dell'artista

Di Redazione Studenti.

Marcel Duchamp: biografia e opere dell'artista dadaista che con la sua visione artistica ha ispirato l'arte contemporanea successiva

MARCEL DUCHAMP

Marcel Duchamp, ruota di bicicletta
Marcel Duchamp, ruota di bicicletta — Fonte: ansa

Chi è Marcel Duchamp e perché ha rivoluzionato l'arte contemporanea? Di seguito vedremo i punti salienti della sua vita e delle sue opere, vedendo come la sua influenza sia arrivata fino all'arte dei nostri giorni.

Nato vicino Rouen nel 1887, Marcel Duchamp comincia a dipingere giovanissimo, già nel 1902. Fino al 1912 segue prima il filone impressionista, poi il fauvismo. I fratelli sono uno scultore e un pittore, ed è con loro che partecipa alla Section d’Or Cubista. Nel 1912 dipinge Nu descendent un escalier (Nudo che scende le scale), poi la Mariée (La sposa). Tuttavia il disegno della Sposa figura già tra i personaggi del suo Grande Vetro, che Duchamp inizierà a progettare all’inizio del 1913 e che lascerà incompiuta.

Nello stesso anno Duchamp realizza anche il suo primo ready-made, parola che individuerà un certo modo di fare arte: l'opera è composta da una ruota di bicicletta appoggiata sopra uno sgabello.

DUCHAMP, IL GRANDE VETRO

Nel 1915 va a New York per la prima volta, e insieme a Picabia pone le basi del dadaismo, una delle avanguardie artistiche del Novecento.

È poi proprio a New York che Duchamp comincia a realizzare il progetto per la sua grande opera, il Grande Vetro, che ha per titolo originale La marine mise à nu par ses célibataires, meme.

A quest'opera sono stati dedicati interi volumi e lo stesso autore le ha dedicato tanti anni della sua vita e infiniti appunti. Teniamo a mente quindi tre punti fondamentali:

  1. la struttura dell’opera e la tecnica impiegata;
  2. le parti che la compongono e i loro collegamenti;
  3. il titolo e il significato in relazione alle altre opere di Duchamp.

Il Grande Vetro è costituito da due parti separate:

  • inferiore, con gli scapoli associati al mondo terreno
  • superiore, con altri personaggi e la figurazione della sposa.

Tutta l’opera si costruisce nella tensione tra la parte alta a quella bassa. L'opera è realizzata in vetro e viene attraversata dallo sguardo dello spettatore come una finestra. nella parte inferiore compaiono alcuni macchinari combinati tra loro, in prospettiva, realizzati incollando sul vetro fili di piombo, fogli di piombo o alluminio sagomati e parzialmente dipinti ad olio in modo da simulare delle presenze non pittoriche.

Il titolo è emblematico: la Sposa è messa a nudo dai suoi Scapoli. Il rito è la rappresentazione di una tensione desiderante, non di un evento reale. È come se gli Scapoli (degli involucri vuoti, delle sagome), macinano con delle macchine il proprio desiderio per la Sposa, che sale poi verso l’alto e deve superare una serie di fili prima di giungere a Lei.

Anche il funzionamento della sposa è meccanico, fisiologico, ironico e immaginario; la sposa è “la copia di una copia dell’Idea”. Gli scapoli non possono dunque fare altro che desiderare quello che non avranno mai.

DUCHAMP, FONTANA

La data che provocò un terremoto nell'arte e nella critica del suo tempo è il 1917, quando Duchamp espose, con lo pseudonimo inventato di R. Mutt, la sua Fontana: nient'altro che un orinatoio rovesciato. In basso a sinistra, la firma dell'autore e la data. Agli organizzatori della mostra che rifiutarono di esporre l’oggetto, arrivoò una lettera scritta dallo stesso artista:

L’orinatoio del signor Mutt non è immorale, non più di quanto lo sia una vasca da bagno…Non ha importanza se il signor Mutt abbia fatto o meno la fontana con le sue mani. Egli l’ha scelta. Egli ha preso un articolo usuale della vita, e lo ha collocato in modo tale che il suo significato utilitario è scomparso sotto il nuovo titolo e punto di vista e ha creato un nuovo modo di pensare quest’oggetto.

Arte non è più fare (mostrando competenza tecnica), ma scegliere (cioè operare a livello di intelletto). Chiunque può diventare artista e tutto può diventare arte.

L’originale della fontana è andato perduto perché, nel coso di un trasloco, i facchini lo scambiarono per quello che era e lo buttarono via. L'esito migliore per Duchamp.

DUCHAMP, L.H.O.O.Q.

L.H.O.O.Q. è un ready-made rettificato (un oggetto, quindi, sul quale l’artista ha apportato delle modifiche) realizzato nel 1919.

Si tratta di una riproduzione della Monna Lisa di Leonardo con aggiunta di baffi e pizzetto.

L'opera di Duchamp dissacra uno dei miti artistici più consolidati, quello della Monna Lisa. Le lettere maiuscole che costituiscono il titolo L.H.O.O.Q., poi, se sillabate secondo la pronuncia francese, danno origine a una frase volgare (Elle e chaud au cul, letteralmente: lei ha caldo al sedere) e completamente gratuita.

Si potrebbe pensare che Duchamp voglia così negare l’arte di Leonardo: non è così, piuttosto lui desidera onorarla a suo modo, mettendo in ridicolo gli estimatori superficiali e ignoranti, attaccati alle apparenze e alle convenzioni. Poiché tutti dicono da sempre che la Monna Lisa è straordinariamente bella lo diciamo anche noi, per conformarci acriticamente al volere del gusto dei più.

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