Mappa mentale e tecniche di memoria: un aiuto a scuola

Di Veronica Adriani.

Studiare con la mappa mentale: nel libro di Matteo Salvo, esempi e tecniche per farlo al meglio

MAPPE MENTALI: COSA SONO

Hai difficoltà a memorizzare concetti complessi? Puoi provare ad usare le mappe mentali
Hai difficoltà a memorizzare concetti complessi? Puoi provare ad usare le mappe mentali — Fonte: istock

Una mappa mentale, secondo le teorie del cognitivista Tony Buzan, non è altro che una rappresentazione grafica del pensiero. Non si tratta di un collegamento, di uno schema grafico che mette in relazione concetti attraverso connessioni logiche, tutt'altro: è un vero e proprio metodo di apprendimento dei concetti attraverso la memoria visiva.

Una mappa mentale, in sostanza, non serve a ricordare nozioni: lo studio non è mnemonico né logico, ma emotivo: per questo funziona molto bene se si intende lo studio come qualcosa che si impara per poterlo spiegare ad altri.

PROFESSIONE STUDENTE 30 E LODE: IL LIBRO

Matteo Salvo, International Master of Memory e detentore del titolo di Guinness World Record, nel suo libro Professione Studente 30 e lode - edito da IF Idee editoriali Feltrinelli Gribaudo, realizzato in collaborazione con Elisabetta Galli, consulente aziendale e in formazione strategica - elenca e spiega le tecniche mnemoniche più significative per poter affrontare senza paura qualsiasi esame universitario. Ma le tecniche che fanno capo alle mappe mentali possono essere utili anche per gli studenti di liceo, per appuntare, memorizzare o ampliare le lezioni su un argomento senza perdere il filo logico.

Cosa si racconta esattamente nel libro?

MAPPE MENTALI, COME FUNZIONANO

Partendo dalla sua esperienza, Matteo Salvo racconta a cosa servono e come possono essere impiegate le mappe mentali. Il principale scopo di una mappa mentale resta quello di creare ricordi vividi nella mente: per questa ragione uno dei sistemi più impiegati è quello del PAV, ovvero Paradosso Azione Vivido. Le immagini che si creano devono essere molto realistiche e dinamiche, per catturare l'attenzione ed essere riportate facilmente alla mente. Non ricorderesti meglio una balena se la visualizzassi nell'acquario di casa piuttosto che nell'oceano?

Un altro punto importante è quello secondo cui una mappa mentale "parla" ai neuroni: le raffigurazioni che crea non sono lineari, ma ad albero: hanno la stessa forma del neurone e danno una visione d'insieme e non parziale.

A COSA SERVE UNA MAPPA MENTALE

Le mappe mentali, abbiamo detto, servono a memorizzare il contenuto in modo visivo. Ma in che modo? Una mappa visiva ci aiuta a:

  • Studiare come se dovessimo spiegare a nostra volta. Un conto è studiare per imparare, un altro è interiorizzare il contenuto al punto di essere in grado, da una parola, di risalire a un concetto .
  • Prendere appunti. La mappa mentale rappresenta la lezione per macro-argomenti e temi secondari, cosa che permette anche di tornare sullo schema in un secondo momento nel caso, ad esempio, di una successiva lezione sullo stesso argomento, e ampliare la mappa sulla base della nuova lezione.
  • Scrivere la tesi. Nel caso degli studenti universitari, le mappe mentali aiutano a focalizzare gli argomenti con struttura top-down, consentendo una prima fase di brainstorming, l'individuazione degli argomenti principali e poi gli argomenti correlati. Il risultato della mappa è una visione schematica e d'insieme dell'intera tesi.
  • Esporre in modo chiaro. La mappa mentale serve anche a focalizzare la terminologia tecnica con cui spiegare quanto si è appreso, in una scala di priorità.

TECNICHE DI MEMORIA: ESEMPI

Se sei tra quelli che anche passando ore sui libri finiscono per avere la sensazione di non aver imparato nulla, non disperare. Esistono delle tecniche mnemoniche per l'apprendimento che puoi utilizzare per migliorare la tua capacità di immagazzinare informazioni, e passare poi a costruire la tua mappa mentale. Tieni presente che ciascuna tecnica è utile per un certo tipo di nozioni: i concetti da ricordare sono tanti? Forse la conversione fonetica può fare al caso tuo. Sono complessi? Potrebbe andar meglio la tecnica dei loci ciceroniani. Insomma: l'importante è scegliere di volta in volta la tecnica giusta.

  • La conversione fonetica. Questa tecnica, inventata dal filosofo Leibniz, associa dei numeri ai suoni, secondo una precisa tabella, in modo da memorizzare più velocemente le parole. Un esempio? la parola gallo è resa con 75: il 7 indica il suono gutturale g, il 5 il suono liquido l. Ti sembra complicato? In realtà è tutta questione di esercizio.
  • I loci ciceroniani. Questa tecnica prende le mosse dallo stesso Cicerone, che costruiva i suoi discorsi associando i passaggi fondamentali delle sue orazioni a luoghi incontrati lungo un percorso reale. Un esempio? Uno snodo dell'argomento che stai studiando potrebbe essere inserito di fronte all'edicola che incroci andando verso la scuola da casa tua: visualizzando il percorso, puoi visualizzare anche il tema correlato.
  • La fotografia mentale. È un metodo molto utilizzato per incamerare informazioni su anatomia, botanica, architettura, veterinaria...tutte discipline in cui lo studio approfondito dell'immagine può essere fondamentale per memorizzare concetti complessi. Si basa sull'osservazione attiva di un'immagine, che viene scorporata in piccole parti, allo scopo di stabilire relazioni di causa-effetto tra i vari elementi che la compongono.

Vuoi approfondire? Ecco qualche link che può aiutarti se hai bisogno di capire come studiare meglio: