Mappa concettuale sul capitolo 33 de I promessi sposi

Di Redazione Studenti.

Mappa concettuale sul capitolo 33 dei Promessi sposi, in cui dopo la digressione sulla peste, Manzoni torna a narrare le vicende dei personaggi

CAPITOLO 33 I PROMESSI SPOSI

Mappa concettuale capitolo 34 I promessi sposi
Mappa concettuale capitolo 34 I promessi sposi — Fonte: ansa

In questo capitolo del I promessi sposi di Alessandro Manzoni, ultimata la digressione storica sulla peste dei capp. XXXI-XXXII, riprende la narrazione della vicenda romanzesca: Don Rodrigo, scortato dal Griso, torna alla sua sua casa di Milano ma comincia a stare male. Passa una brutta nottata in preda all'ansia, facendo un sogno angoscioso in cui gli appare padre Cristoforo, con atteggiamento accusatorio, sul pulpito di una chiesa. Una volta svegliatosi scopre di aver contratto la peste, allora, in modo molto cortese - cosa del tutto insolita - chiede al Griso di andare a cercare il medico, ma questi lo tradisce consegnandolo ai monatti per derubarlo, poi si ammala a sua volta e muore.

Manzoni torna a occuparsi di Renzo che, guarito dalla peste, si trova nel Bergamasco. Il giovane torna al suo paese dove incontra prima Tonio, la cui mente è sconvolta dalla malattia, e poi don Abbondio, anch'egli provato dalla malattia, che lo informa di alcuni eventi e della morte di Perpetua e di tanti altri. Renzo pensa di chiedere ospitalità a un suo amico di infanzia e nel tragitto vede la propria vigna in condizioni penose. Arrivato a casa dell'amico, che inizialmente lo scambia per il becchino del paese e chiarito l'equivoco, riceve un'accogliente ospitalità e viene informato più nei dettagli dei vari avvenimenti. L'amico dice a Renzo anche il nome del casato in cui si trova Lucia, così  il mattino dopo il giovane parte per Milano alla ricerca della sua promessa sposa.

CAPITOLO 33 I PROMESSI SPOSI: TEMPO E LUOGO DEL RACCONTO

Il racconto è ambientato nell'agosto 1630 (flashback: dall'autunno 1629 all'estate 1630).

I luoghi:

  • Milano
    È la sede del governo spagnolo dell'epoca e uno dei principali centri dell'Italia settentrionale. La città è descritta da Manzoni come caotica e tumultuosa, malsana e dominata da una folla disordinata e violenta che si contrappone alla pacifica e quieta popolazione contadina dei piccoli centri. È lo scenario di due importanti episodi narrativi: il primo viaggio di Renzo, in occasione del tumulto per il pane dell'11 novembre 1628, e il secondo viaggio quando la città è sconvolta dalla peste del 1630 descritto nel cap. 34. Lucia viene mostrata sempre all'interno della casa di donna Prassede e don Ferrante e poi nel lazzaretto.
  • Il lazzaretto
    Era il luogo di confinamento e d'isolamento per portatori di malattie contagiose, in particolar modo di lebbra e di peste.
  • Bergamo
    Oggi capoluogo di provincia della Lombardia, all'epoca del romanzo si trovava nel territorio della Repubblica di Venezia. Situata non lontano dal corso dell'Adda che allora per un tratto fungeva da confine naturale con il Ducato di Milano. È qui che Renzo si rifugia durante la sua latitanza dal novembre 1628 sino all'estate 1630.
  • Il paese di Renzo e Lucia
    Il nome non viene mai citato da Manzoni, sappiamo che si trova nei pressi di Lecco e che si tratta di una piccola comunità contadina, i cui abitanti sono molto uniti anche se sottomessi alla tirannia di don Rodrigo. La casa di Renzo si trova al centro del paese, mentre quella di Lucia e Agnese è posta al fondo, quasi appartata dal resto dell'abitato.

CAPITOLO 33 PROMESSI SPOSI: PERSONAGGI

Di seguito, i principali personaggi del capitolo.

  • Don Rodrigo
    È il signorotto del paese di Renzo e Lucia, un aristocratico che vive di rendita. Personaggio malvagio del romanzo, si incapriccia di Lucia e decide di sedurla in seguito a una scommessa fatta col cugino Attilio. Per ragioni di puntiglio cavalleresco si intestardisce in questo infame proposito al fine di non sfigurare di fronte agli amici nobili. È il rappresentante di quella aristocrazia oziosa e improduttiva che Manzoni critica spesso e che esercita soprusi sui deboli.
  • Griso
    È il capo dei bravi di don Rodrigo, al quale il signorotto affida incarichi delicati e commissiona imprese rischiose. Di lui non c'è una precisa descrizione fisica e del suo passato ci viene spiegato che, dopo aver assassinato un uomo in pieno giorno, si era messo sotto la protezione di don Rodrigo guadagnando l'impunità grazie alle amicizie del nobile. In questo capitolo muore dopo aver tradito don Rodrigo.
    Il nome "Griso" in dialetto lombardo significa "grigio" allusione al carattere sinistro e tetro del personaggio.
  • Renzo
    Protagonista maschile della vicenda, il suo nome completo è Lorenzo ed è un filatore di seta assai abile. È descritto come un giovane di circa vent'anni, orfano di entrambi i genitori dall'adolescenza, onesto e di buona indole, ma piuttosto facile alla collera e impulsivo. Rispetto a Lucia si può considerare un personaggio dinamico, in quanto le vicende del romanzo costituiscono per lui un percorso di "formazione" al termine del quale sarà più saggio e maturo.
  • Bortolo
    È il cugino di Renzo che vive e lavora in un paese vicino a Bergamo e che offre rifugio e lavoro al protagonista dopo la sua fuga da Milano in seguito al tumulto di S. Martino, quando è braccato dalla giustizia.
  • Tonio
    È un amico di Renzo, cui il giovane si era rivolto nel cap. VI chiedendogli di fargli da testimone nello stratagemma del "matrimonio a sorpresa".
  • Don Abbondio
    È il curato del paesino di Renzo e Lucia, colui che all'inizio della vicenda dovrebbe celebrare il matrimonio dei due promessi. Non è un uomo molto coraggioso e dimostra in numerose occasioni la sua viltà e la sua codardia, che sono all'origine anche della scelta di farsi prete: non dettata da una sincera vocazione, ma dal desiderio di sfuggire i pericoli della vita ed entrare in una classe agiata. È comunque una figura fondamentalmente positiva, sinceramente affezionato a Renzo e Lucia, anche se la sua paura e la sua debolezza lo spingono a comportarsi in modo scorretto e a farsi complice delle prepotenze altrui, al di là delle sue stesse intenzioni. Il suo nome rimanda a sant'Abbondio, patrono di Como.
  • L'amico di Renzo
    Di lui non ci viene fatto il nome, sappiamo soltanto che è ha più o meno l'età di Renzo, che i due sono vicini di casa e che la sua famiglia è stata sterminata dalla peste.
  • I monatti
    Sono coloro che portano via i cadaveri dalle case per seppellirli, che conducono i malati al lazzaretto e ne bruciano i vestiti infetti. Oggi si propende a credere che 'monatto' derivi da monat che in certi dialetti lombardi significa sudicio e anche brutto soggetto; secondo l'autore, invece, il termine potrebbe derivare dal tedesco monathlich, e cioè mensuale, poiché venivano assunti di mese in mese.

TEMI CAPITOLO 33 PROMESSI SPOSI

I temi fondamentali di questo capitolo sono gli stessi che ricorrono da qualche tempo:

  • Giustizia
    È uno dei temi portanti del romanzo. Secondo Manzoni occorrono profonde riforme del sistema giudiziario che assicurino più ampie garanzie ai cittadini e consentano di perseguire nel modo dovuto i delitti, secondo la lezione di intellettuali come Pietro Verri e Cesare Beccaria, autore dell'opera Dei delitti e delle pene nonché nonno materno di Manzoni. Alla giustizia terrena, imperfetta e sempre soggetta all'errore, viene sempre contrapposta quella divina, infallibile e inesorabile.
  • Nobiltà e potere
    Manzoni rivolge un'aspra critica ai membri dell'aristocrazia, accusati di condurre una vita gaudente e dissipata che li porta a compiere abusi e ingiustizie ai danni dei più deboli.  La critica agli esponenti della nobiltà si accompagna a quella dei meccanismi del potere connessi all'aristocrazia. Nei comportamenti privati quanto nell'esercizio della pubblica autorità gli uomini di Stato dimostrano gravi mancanze, talvolta dovute a semplice incompetenza e inadeguatezza.
  • Chiesa e religione
    Secondo Manzoni l'intervento della Chiesa nella vita sociale oltre a rispondere al sua perpetua vocazione missionaria è funzionale a svolgere una funzione di mediazione fra le classi, e dunque nei conflitti tra interessi opposti.

I PROMESSI SPOSI CAPITOLO 33, RIFERIMENTI STORICI

Ecco i principali riferimenti storici del capitolo:

  • La guerra di Mantova e del Monferrato
    La guerra di successione di Mantova e del Monferrato (1628-1631) scoppiò alla morte senza eredi di Vincenzo II Gonzaga, duca di Mantova e del Monferrato, i cui possessi vennero contesi tra Carlo Gonzaga di Nevers, sostenuto dalla Francia di Richelieu, e Ferrante Gonzaga duca di Guastalla, sostenuto dalla Spagna. In seguito entrarono nel conflitto anche Carlo Emanuele I di Savoia e l'imperatore Ferdinando II d'Asburgo al fianco della Spagna, mentre Venezia e il papa Urbano VIII sostenevano la Francia. Lo scontro si inserisce del quadro generale della guerra dei trent'anni e fu una delle cause della terribile carestia che afflisse il Milanese ma anche della calata dei lanzichenecchi che porteranno il contagio della peste.
  • La peste
    È la terribile epidemia che si scatenò nel Nord Italia tra il 1630 e il 1631, decimando la popolazione e infuriando con particolare virulenza nella città di Milano, allora tra le più popolose della regione.  L'epidemia si propagò facilmente a causa delle terribile carestia e in seguito al passaggio dei lanzichenecchi. Si stima che in Italia settentrionale tra il 1630 e il 1631 morirono per la peste 1.100.000 persone su una popolazione complessiva di circa 4 milioni.

ANALISI CAPITOLO 33 I PROMESSI SPOSI

Il capitolo è diviso in due parti:

  • La prima, più breve, è dedicata a don Rodrigo,
  • La seconda, attraverso un 'flashback', spiega le traversie di Renzo nel Bergamasco dopo i fatti narrati nel cap. XXVII (le ricerche delle autorità venete, il cambio di nome), quindi la sua guarigione dalla peste e la decisione di tornare nel Milanese.

Don Rodrigo rientra in scena dopo che nel cap. XXV aveva lasciato il paese in seguito alla liberazione di Lucia e per paura di dover incontrare il cardinal Borromeo. Il signorotto mostra inizialmente una certa noncuranza del rischio della peste, ma quando scopre di essersi ammalato è colto dal terrore della morte e soprattutto dal giudizio divino, come si evince dal sogno in cui compare padre Cristoforo.

Alla malattia di don Rodrigo si contrappone la guarigione di Renzo.

Il Griso è vittima della sua stessa avidità: quando scuote gli abiti di Rodrigo per cercare altro denaro contrae la peste. La sua morte è descritta dall'autore in poche righe, secondo la critica ciò confermerebbe il disprezzo che il romanziere vuole esprimere per il personaggio.

La descrizione della vigna di Renzo, abbandonata e invasa da ogni sorta di erbaccia, diventa metafora del disordine sociale e civile causato dello sconvolgimento della peste.

MAPPA CONCETTUALE CAPITOLO 33 I PROMESSI SPOSI

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Mappa concettuale capitolo 33 I promessi sposi — Fonte: redazione

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