Mappa concettuale sul capitolo 25 de I promessi sposi

Di Redazione Studenti.

Mappa concettuale sul capitolo 25 de I promessi sposi, dove avviene l'incontro fra Lucia e Donna Prassede e Don Ferrante. Trama, personaggi, analisi

CAPITOLO 25 I PROMESSI SPOSI

I promessi sposi, illustrazione
I promessi sposi, illustrazione — Fonte: ansa

Ecco la trama in breve del capitolo 25 deI promessi sposi di Alessandro Manzoni:

  • La notizia della liberazione di Lucia si sparge nel territorio di Lecco. Don Rodrigo resta chiuso nel suo palazzotto per due giorni e il terzo giorno lascia il paese per andare a Milano accompagnato dal Griso e altri suoi bravi.
  • Il cardinal Borromeo si reca in visita al paese dei due promessi e chiede a don Abbondio notizie di Renzo. Don Abbondio è preoccupato che Agnese possa aver riferito al cardinale delle sue mancanze. 
  • Lucia e Agnese stringono amicizia con i membri della famiglia del sarto. In quegli stessi giorni una coppia di nobili milanesi, donna Prassede e don Ferrante, sono in villeggiatura vicino al paese. La gentildonna sente parlare della vicenda di Lucia e decide di mandarla a prendere perché la vuole aiutare proponendole di accoglierla in casa sua. 
  • Le due donne allora tornano al loro paese e parlano col cardinale il quale conviene che l'invito di donna Prassede è benevolo e che in questo modo Lucia sarà al sicuro. Borromeo parla con don Abbondio e gli chiede conto del mancato matrimonio, rimproverandolo aspramente per essersi sottratto ai suoi doveri.

CAPITOLO 25 I PROMESSI SPOSI: LUOGO E TEMPO DEL RACCONTO

Dove si svolge il racconto relativo al capitolo 25?

  • Il palazzotto di don Rodrigo
    È la residenza di don Rodrigo e sorge come una piccola fortezza squadrata su un'altura, a circa tre miglia dal paese di Renzo e Lucia e a quattro dal convento di Pescarenico, dove vive padre Cristoforo. Ai piedi dell'altura c'è un minuscolo villaggio di contadini che dipendono da don Rodrigo.
  • Il paese vicino al castello
    Così leggiamo nel romanzo: Il manoscritto non dice quanto ci fosse dal castello al paese dov’era il cardinale; ma dai fatti che siam per raccontare, risulta che non doveva esser più che una lunga passeggiata.
  • Il paese di Renzo e Lucia
    Il nome non viene mai citato da Manzoni, sappiamo che si trova nei pressi di Lecco e che si tratta di una piccola comunità contadina, i cui abitanti sono molto uniti anche se sottomessi alla tirannia di don Rodrigo. La casa di Renzo si trova al centro del paese, mentre quella di Lucia e Agnese è posta al fondo, quasi appartata dal resto dell'abitato.

Il tempo del racconto è compreso tra Novembre e Dicembre 1628.

CAPITOLO 25 I PROMESSI SPOSI: PERSONAGGI

Ecco i personaggi del capitolo 25:

  • Don Rodrigo
    È il signorotto del paese di Renzo e Lucia, un aristocratico che vive di rendita. Personaggio malvagio del romanzo, si incapriccia di Lucia e decide di sedurla in seguito a una scommessa fatta col cugino Attilio. Per ragioni di puntiglio cavalleresco si intestardisce in questo infame proposito al fine di non sfigurare di fronte agli amici nobili. A questo scopo manda due bravi a minacciare il curato don Abbondio perché non celebri il matrimonio fra i due promessi, nell'VIII capitolo tenta invano di rapire Lucia, si rivolge in seguito all'innominato ma la conversione di quest'ultimo manderà a monte i suoi piani criminali. È il rappresentante di quella aristocrazia oziosa e improduttiva che Manzoni critica spesso e che esercita soprusi sui deboli.
    Partì come un fuggitivo, come (ci sia un po’ lecito di sollevare i nostri personaggi con qualche illustre paragone), come Catilina da Roma, sbuffando, e giurando di tornar ben presto, in altra comparsa, a far le sue vendette.
    Manzoni allude alla vicenda del 63 a.C., quando Cicerone (che ricopriva la carica di console) scoprì la congiura ordita da L. Sergio Catilina e dai suoi complici e lo attaccò pubblicamente in Senato con la prima delle quattro 'Catilinarie', inducendolo a lasciare Roma in tutta fretta per evitare l'arresto. Il paragone è ironico e teso ad enfatizzare la differenza tra lo squallido intrigo messo in atto dal signorotto e la cospirazione del nobile romano.
  • Griso
    È il capo dei bravi di don Rodrigo, al quale il signorotto affida incarichi delicati e commissiona imprese rischiose. Di lui non c'è una precisa descrizione fisica e del suo passato ci viene spiegato che, dopo aver assassinato un uomo in pieno giorno, si era messo sotto la protezione di don Rodrigo guadagnando l'impunità grazie alle amicizie del nobile.
    Il nome "Griso" in dialetto lombardo significa grigio, allusione al carattere sinistro e tetro del personaggio.
  • I bravi
    Erano gli sgherri che nel XVII secolo si mettevano al servizio di qualche signorotto locale, di cui formavano una soldataglia pronta a fargli da guardia del corpo ma anche ad aiutarlo nei suoi soprusi ai danni dei più deboli.
    Bravi viene dal lat. pravus cioè malvagio, di cui resta traccia in espressioni quali "compiere una bravata", trascorrere una "notte brava" e simili.
  • Don Abbondio
    È il curato del paesino di Renzo e Lucia, colui che all'inizio della vicenda dovrebbe celebrare il matrimonio dei due promessi. L'ultima volta era apparso nel capitolo VIII. Non è un uomo molto coraggioso e dimostra in numerose occasioni la sua viltà e la sua codardia, che sono all'origine anche della scelta di farsi prete: non dettata da una sincera vocazione, ma dal desiderio di sfuggire i pericoli della vita ed entrare in una classe agiata. È comunque una figura fondamentalmente positiva, sinceramente affezionato a Renzo e Lucia, anche se la sua paura e la sua debolezza lo spingono a comportarsi in modo scorretto e a farsi complice delle prepotenze altrui, al di là delle sue stesse intenzioni. Il suo nome rimanda a sant'Abbondio, patrono di Como.
  • Lucia
    È la protagonista femminile, promessa sposa di Renzo. Ha una solida fede nella Provvidenza divina, incapace di serbare rancore, è dunque un personaggio statico, a differenza di Renzo che compie un percorso di maturazione all'interno della vicenda.
  • Agnese
    È la madre di Lucia, un'anziana vedova che vive con l'unica figlia. Donna sveglia ma incline al pettegolezzo, di lei non c'è una descrizione fisica, è presentata come una donna avanti negli anni.
  • Il cardinal Borromeo
    È il cardinale arcivescovo di Milano che raccoglie la confessione dell'innominato e ne favorisce la clamorosa conversione, consentendo in tal modo la liberazione di Lucia e una positiva svolta nella vicenda dei due promessi. La sua figura è ispirata al personaggio storico di Federigo Borromeo (1564-1631).
  • Il sarto e la moglie
    Il sarto, la moglie accolgono con grande geneoristà Lucia e rappresentano i valori della famiglia, dell'amore e della solidarietà, incarnano insomma valori positivi e edificanti in contrapposizione con i valori della nobiltà.
  • Donna Prassede
    È una nobildonna milanese moglie di don Ferrante. Persona estremamente bigotta, convinta di dover fare del bene al prossimo ma più per puntiglio personale che per un'autentica inclinazione caritatevole. Manzoni ci informa che donna Prassede ha cinque figlie, di cui tre sono monache e due sposate, per cui la nobile si sente in dovere di dettar legge e intromettersi nelle faccende di tre monasteri e due famiglie.
  • Don Ferrante
    In questo capitolo è incaricato dalla moglie di scrivere una lettera al cardinal Borromeo per informarlo della decisione di ospitare Lucia. Nel capitolo XXVII avremo un ritratto molto significativo di questo personaggio.
  • Il cappellano crocifero
    È il sacerdote che svolge le funzioni di segretario particolare del cardinal Borromeo, solitamente addetto a portare la croce nelle funzioni solenni. È presentato come un personaggio comico, goffo nel suo zelo esagerato e nei suoi timori riguardo al cardinale, facendo una sorta di contrappunto umoristico ai modi solenni e pieni di carità del suo superiore. In questo capitolo compare in occasione della visita del cardinale al paese di Renzo e Lucia, durante la quale lo vediamo portare appunto la croce in processione, in sella a una mula.

I PROMESSI SPOSI CAPITOLO 25: TEMI

Quali sono i temi del capitolo 25?

  • Giustizia
    È uno dei temi portanti del romanzo. Secondo Manzoni occorrono profonde riforme del sistema giudiziario che assicurino più ampie garanzie ai cittadini e consentano di perseguire nel modo dovuto i delitti, secondo la lezione di intellettuali come Pietro Verri e Cesare Beccaria, autore dell'opera 'Dei delitti e delle pene' nonché nonno materno di Manzoni. Alla giustizia terrena, imperfetta e sempre soggetta all'errore, viene sempre contrapposta quella divina, infallibile e inesorabile.
  • Nobiltà e potere
    Manzoni rivolge un'aspra critica ai membri dell'aristocrazia, accusati di condurre una vita gaudente e dissipata che li porta a compiere abusi e ingiustizie ai danni dei più deboli. La critica agli esponenti della nobiltà si accompagna a quella dei meccanismi del potere connessi all'aristocrazia. Nei comportamenti privati quanto nell'esercizio della pubblica autorità gli uomini di Stato dimostrano gravi mancanze, talvolta dovute a semplice incompetenza e inadeguatezza.
  • Chiesa e religione
    Secondo Manzoni l'intervento della Chiesa nella vita sociale oltre a rispondere al sua perpetua vocazione missionaria è funzionale a svolgere una funzione di mediazione fra le classi, e dunque nei conflitti tra interessi opposti.

ANALISI CAPITOLO 25 I PROMESSI SPOSI

Vediamo quali sono i principali punti da tenere presenti per l'analisi del capitolo.

  • Il capitolo è il primo di un trittico formato anche dai capp. XXVI-XXVII che funge da raccordo con l'ultima parte del romanzo, introdotta dall'affresco storico della carestia e della successiva calata del Lanzichenecchi (capp. XXVIII-XXX) e poi dallo scoppio della peste nel Milanese (capp. XXXI-XXXII).
  • Fanno la loro apparizione nel romanzo don Ferrante e donna Prassede, i due nobili milanesi che ospiteranno Lucia nella loro casa sino allo scoppio dell'epidemia di peste quando Renzo la cercherà lì in occasione del suo ritorno a Milano (cap. XXXIV).
  • Il confronto tra don Abbondio e il cardinal Borromeo occupa l'ultima parte del capitolo e l'inizio del successivo (XXVI). La narrazione è volta a enfatizzare la sproporzione tra il curato, individuo egoista che pensa solo alla propria vita e ai suoi interessi, e il prelato, animato da una fede vivissima e con un altissimo concetto della missione sacerdotale.

MAPPA CONCETTUALE CAPITOLO 25 I PROMESSI SPOSI

Scarica il file in formato PDF: mappa concettuale sul capitolo 25 de I promessi sposi: riassunto e spiegazione degli eventi, dei personaggi e dello stile.

SCARICA QUI: Mappa concettuale capitolo 25 I promessi sposi

Mappa concettuale capitolo 25 I promessi sposi
Mappa concettuale capitolo 25 I promessi sposi — Fonte: redazione

LE ALTRE MAPPE CONCETTUALI SUI PROMESSI SPOSI

Qui trovi tutte le altre mappe concettuali

Promessi sposi: trama e analisi | Schema dei personaggi | Capitolo 4 | Capitolo 5  | Capitolo 6 | Capitolo 7 | Capitolo 8 | Capitolo 9 | Capitolo 10Capitolo 11Capitolo 12 | Capitolo 13 | Capitolo 14 | Capitolo 15 | Capitolo 16 | Capitolo 17 | Capitolo 18 | Capitolo 19 | Capitolo 20 | Capitolo 21 | Capitolo 22 | Capitolo 23 | Capitolo 24 | Capitolo 25 | Capitolo 26 | Capitolo 27 | Capitolo 28 | Capitolo 29 | Capitolo 30 | Capitolo 31 | Capitolo 32 | Capitolo 33 | Capitolo 34 | Capitolo 35 | Capitolo 36 | Capitolo 37 | Capitolo 38