Cosa sono i mammiferi? Definizione, caratteristiche e categorie di mammiferi

I MAMMIFERI: DEFINIZIONE E CARATTERISTICHE

Mammiferi
Mammiferi — Fonte: istock

I mammiferi sono una classe di vertebrati omeotermi, animali a sangue caldo, cioè che sono in grado di mantenere costante la loro temperatura corporea. La caratteristica principale dei vertebrati è la presenza nelle femmine delle ghiandole mammarie che consentono di nutrire i piccoli con il latte materno, il numero varia da specie a specie. Il corpo dei mammiferi è rivestito da peli, in alcuni casi formano una folta pelliccia e in altri casi sono molto ridotti o raccolti, mentre i mammiferi marini ne sono completamente privi. L'apparato circolatorio, con circolazione doppia e completa, è costituito dal cuore a quattro cavità da vene e da arterie. Il sistema nervoso presenta un grande sviluppo dell'encefalo con grossi emisferi cerebrali.
La maggior parte dei mammiferi possiede quattro arti: gli animali saltatori (per esempio il canguro, la raganella e la cavalletta) hanno le zampe posteriori più sviluppate; gli animali adatti alla corsa hanno sviluppato le unghie su cui poggiano, trasformandole in zoccoli; i cetacei hanno gli arti trasformati in pinne; i pipistrelli hanno sviluppato le dita dell’arto anteriore per sostenere il patagio, membrana alare che gli consente di volare; il dugongo e il lamantino sono completamente privi degli arti posteriori.
Anche la dentatura si è modificata a seconda del tipo di alimentazione: i carnivori hanno grossi canini; gli erbivori grossi molari, i roditori grossi incisivi e gli onnivori tutti i diversi tipi di denti.
La classe dei mammiferi, inoltre, varia anche nelle dimensioni, tra i più grandi c’è la balenottera azzurra che supera i trenta metri di lunghezza, mentre la specie più piccola, come toporagni, topi e pipistrelli, sono lunghe meno di 5 cm, coda esclusa.

LA RIPRODUZIONE DEI MAMMIFERI

I mammiferi placentati si riproducono grazie alla placenta, come avviene anche nella specie umana. La placenta, fissata alla parete dell’utero e collegata al feto tramite il cordone ombelicale, consente gli scambi di ossigeno tra la madre e il figlio e di sostante nutritive dirette al feto. I mammiferi placentati partoriscono piccoli completamente formati che si nutrono del latte materno per qualche settimana o mese. Tuttavia, il grado di sviluppo raggiunto al momento del parto varia da specie a specie: per esempio gli erbivori qualche ora dopo la nascita sono in grado di camminare, i carnivori nascono con gli occhi chiusi e non si reggono sulle zampe.
I monotremi sono un gruppo di mammiferi viventi più primitivi, come l’ornitorinco e l’echidna, e sono ovipari, cioè producono uova deposte dalla madre. Dopo la schiusa delle uova i piccoli sono indifesi e nel caso dell’echidna vengono portati in sacche sull’addome della madre: il liquido prodotto dall'organo mammario, privo di capezzolo, viene leccato direttamente dal pelo del ventre materno.
I mammiferi marsupiali (canguri, koala, opossum), invece, sono animali vivipari, cioè non producono uova con guscio ma mantengono l’uovo fecondato nell’utero dove si sviluppa derivando il nutrimento direttamente dall’organismo materno. Subito dopo la nascita i cuccioli entrano nel marsupio della madre o, e nel caso in cui la specie ne è sprovvista, si attaccano ai capezzoli che sono fatti in modo da trattenere il cucciolo fino a quando non è in grado di nutrirsi autonomamente.

I MAMMIFERI: CATEGORIE

I mammiferi placentati vengono suddivisi in numerosi ordini in base a diverse caratteristiche: al tipo di dentatura, di alimentazione e di arti. I mammiferi placentati possono essere:

  • carnivori (cani, lupi, gatti, volpi, tigri): si nutrono di carne e hanno canini molto sviluppati. I carnivori riunisce specie di varie dimensioni, forma della cosa e pelame fitto. Hanno i piedi con cinque o quattro dita e hanno da tre a cinque paia di mammelle. La dentatura è adatta a dilaniare e a masticare la carne: gli incisivi sono piccoli e deboli, i canini invece lunghi, robusti, acuminati e leggermente uncinati. I molari portano punte triangolari taglienti nei margini. Gli occhi brillano nell’oscurità. La pupilla ha di solito una fessura verticale. Lo stomaco è semplice, l’intestino non lungo. La prole è inetta alla nascita, ma si sviluppa rapidamente. Hanno i sensi molto sviluppati e molta facilità d’apprendere; sanno assalire e difendersi con accanimento. Si cibano di preda viva e morta, o di vegetali. Notturni o diurni, solitari e talvolta gregari sono diffusi dall’estremo nord fino a latitudini molto a sud. Molti forniscono carne, moltissimi pelliccia. I carnivori si dividono, a loro volta, in sei famiglie: felini (leone, tigre, pantera, leopardo, giaguaro, puma, lince, gatto), canidi (cane, lupo, volpe, sciacallo), iene, mustelidi (ermellino, puzzole, donnola, lontra, tasso), viverridi (zibetto, topo di faraone, mungo) e orsi.
  • Roditori (topi, ratti, scoiattoli, castori, coniglio, lepre): hanno due incisivi a scalpello molto sviluppati in ogni mascella. I roditori o rosicanti sono un ordine di mammiferi di dimensioni piccole o medie, di forme e attitudini varie, testa grande o piccola. Gli arti sono brevi o lunghi: quelli posteriori lunghissimi e adattati al salto, in genere di quattro dita quelli anteriori e cinque i posteriori. Le unghie sono a forma di artiglio, raramente di zoccoletti piatti. La coda può avere forme differenti: prensile dorsalmente, a volte adattata al nuoto. Hanno pelame morbido e sericeo, o con aculei grossi e robusti, ma anche forme nude. La dentatura è formata da due incisivi superiori e inferiori, arcuati, senza radice e per questo in costante accrescimento; i canini sono sempre assenti. Hanno l’olfatto, l’udito e il tatto molto sviluppati, l’acutezza visiva varia. Vivono in quasi tutti gli ambienti: molti roditori costruiscono nidi e abitazioni in cui accumulano provviste per l’inverno. Partoriscono molti piccoli e dalle quattro alle sei volte l’anno. Sono vivaci e intraprendenti, ma di scarsa intelligenza. I roditori si dividono in due sottordini: duplicidentati o lagomorfi e simplicidentati. Lagomorfi (conigli, lepri): hanno quattro incisivi a scalpello per mascella.
  • Insettivori (porcospino, talpa, riccio, toporagno): si nutrono di insetti e hanno dentatura completa. E’ un ordine molto ampio e piuttosto primitivo di mammiferi. Sono animali di piccole dimensioni e di diverso aspetto in base alle abitudini e all’ambiente di vita. Alcuni camminano e saltellano, altri sono agili saltatori, rampicatori, arboricoli, nuotatori e scavatori. Il rivestimento del corpo va da una fittissima peluria vellutata fino a una corazza di aculei aguzzi. Gli arti, di solito brevi e pentadattili, hanno pollice non opponibile e unghie ad artiglio. Il capo è allungato con muso appuntito, spesso in forma di proboscide. La dentatura è costituita da trenta a quarantaquattro denti, caratterizzati da punte aguzze atte a trafiggere la preda. Hanno un cervello con struttura assai primitiva con emisferi lisci. Non sono socievoli, sono molto voraci, predatori di insetti, vermi, molluschi, piccoli vertebrati, non disdegnano la frutta e i vegetali. Rifuggono alla luce: escono dalle loro tane solo di notte per andare a caccia. Abitano in zone temperate e calde, raramente in quelle fredde.
  • Xenarti, noti come sdentati (armadilli, formichieri): sono privi di dentatura o hanno dentatura molto ridotta.
  • Proboscidati (elefanti): hanno zanne al posti degli incisivi e una proboscide prensile che deriva dalla fusione del naso col labbro superiore.
  • Ungulati (elefanti): sono animali di grossa mole, pesanti, dalla testa assai voluminosa, collo breve, tronco massiccio, arti colonnari dritti. Sono caratterizzati da una lunga tromba, la proboscide, prolungamento del naso e del labbro superiore, delicato strumento tattile per il fiuto, per la presa degli alimenti ma anche come organo di offesa e di difesa. La pelle è verrucosa, spesso con rado rivestimento di peli. Gli incisivi superiori sono zanne, a crescita indefinita, costituiti esclusivamente di dentina e avorio, molto ricercate dall’uomo. I canini mancano, i molari sono adatti a masticare l’erba. Sono erbivori con stomaco non compartimentato. L’ordine comprende attualmente la sola famiglia degli Elephantidae con due sottofamiglie. Oggi ci sono l’Elefante africano e l’Elefante asiatico. Gli ungulati si dividono in due sottordini: perissodattili (cavallo, zebra, asini, rinoceronte) con numero dispari di dita: il dito medio di ciascun arto è preminente sulle altre dita, l’asse dell’arto passa cioè per il terzo dito o “dito principale” che supera le altre dita in dimensioni ed è diviso in due metà simmetriche del piano antero-posteriore dell’arto. Posseggono incisivi superiori e inferiori, canini piccoli o assenti. Hanno stomaco semplice. Le forme viventi dei perissodattili sono riunite nelle tre famiglie: rinoceronti, tapiri e cavalli o equini. Sono tutti erbivori. Artiodattili con numero pari di dita divisi in: pachidermi (suini, ippopotami) e ruminanti: camelidi (cammelli), cervidi (cervi) e cavicorni (bovini).
    L’ordine di mammiferi ungulati partoriscono neonati molto sviluppati e capaci. Mancano attualmente nel continente australiano e nella Nuova Zelanda. Essi si dividono nelle due grandi sezioni: non ruminanti e ruminanti. La prima con un solo sottordine omonimo, dentatura completa e stomaco semplice (maiale e cinghiale); l’altra con tre sottordini: tilopodi, traguliformi, pecoriformi; la loro dentatura è per lo più incompleta: mancando gli incisivi superiori. Lo stomaco è complicato. Vi appartengono i camelidi (cammello, dromedario, lama), le giraffe, i cervidi (cervo, renna, alce, daino, capriolo), i cavicorni (pecora, bufalo, capra, zebù, bue, bisonte, gnu, stambecco, gazzella, antilope, camoscio).
    E’ utile soffermarsi sull’apparato digerente dei ruminanti: lo stomaco è diviso in quattro cavità denominate rumine la prima, che è la maggiore, reticolo la seconda, òmaso e abòmaso le altre due. L’animale, al pascolo, è occupato dall’inghiottire l’erba per riempire il rumine. Da questo, quando l’animale riposa, il cibo passa nel reticolo poi, per contrazioni muscolari, risale l’esofago e ritorna alla bocca. Qui viene insalivato, rimasticato e rimandato giù, ma questa volta all’omaso e poi all’abomaso, ricco di succhi digerenti. Quest’ultimo è quindi il vero stomaco. La ruminazione sarebbe una condizione d’adattamento: le aree pascolative in genere richiamano i carnivori dai quali i ruminanti si proteggono esponendosi al pascolo il tempo strettamente necessario a saziare il rumine. Sanno fruttare la cellulosa contenuta in ciò che mangiano meglio di qualunque altro erbivoro grazie a dei microrganismi simbionti ospitati nel rumine. I ruminanti inoltre riutilizzano l’urea, tipico prodotto di escrezione dei mammiferi, e la trasformano in proteine, anche qui grazie al lavoro dei microbi simbionti. In questo modo i ruminanti possono risparmiare l’acqua che sarebbe necessaria all’eliminazione dell’urea e perciò possono vivere anche in ambienti molto aridi e nutrirsi di erba secca.
  • Chirotteri, noti come pipistrelli: arto anteriore trasformato in ala. Sono l’unico ordine dei mammiferi atti a volare. Questa facoltà è data da una notevole trasformazione dell’arto anteriore: il braccio, l’avambraccio e le dita sono lunghissimi e con una membrana molto sensibile (patagio), tesa tra essi e le corte estremità inferiori, fa da ala. Liberi dal patagio restano il pollice e le dita dei piedi, che l’animale adopera quasi esclusivamente per sospendersi e per la deambulazione, lenta e faticosa. Il volo viene effettuato come negli uccelli, ma non riescono a sfruttare le correnti atmosferiche. Il loro colore è brunastro, grigiastro, a volte con riflessi violacei, bluastri, olivastri, che ben si addicono alla vita crepuscolare o notturna che essi conducono. I sensi dell’udito e la vista sono molto sviluppati, e in particolare modo il tatto. Hanno inoltre la facoltà di emettere durante il volo degli ultrasuoni e sono in grado di percepirne l’eco quando questi vengono riflessi da qualche oggetto che si trova sulla loro via. La dentatura è permanente e comprende fino a un massimo di trentotto denti. La fecondazione avviene in primavera, ma l’accoppiamento in autunno. Prediligono grotte e caverne, le soffitte o costruzioni elevate. Si dividono in megachirotteri e microchirotteri.
  • Cetacei (balena, delfino, orca, narvalo, capodoglio): hanno forma di pesci. Ordine di mammiferi acquatici, pisciformi, con capo grosso, privo di collo, con tronco affusato, terminante con una pinna caudale. Hanno la pelle liscia e lucida, sono privi di peli, hanno occhi piccolissimi situati ai lati. Le narici sono aperte dorsalmente nel capo con cavità nasali funzionanti da sfiatatoio. Gli arti anteriori sono corti: le pinne. Hanno ossa della faccia molto allungate, mentre il cranio è piccolo e spesso asimmetrico. Possono essere privi di denti (misticeti) oppure con una dentatura omodonte (odontoceti). Sono i veri colossi del mare (possono raggiungere anche i trentatré metri di lunghezza). Abili nuotatori, rimangono anche per un certo tempo sommersi; sulla terra muoiono. Negli ampi polmoni immagazzinano grande quantità di aria, che favorisce il galleggiamento. Questo è facilitato anche da un grosso strato di lardo cutaneo che conserva al corpo ad una temperatura costante. Ad ogni emersione i cetacei compiono un atto respiratorio, espellendo violentemente dallo sfiatatoio una colonna di vapore acqueo che condensandosi è visibile anche a distanza come un pennacchio di parecchi metri. I cetacei sono carnivori: gli odontoceti si cibano di pesci; i misticeti si nutrono invece di plancton. Vivono in società, le specie più piccole in vicinanza delle coste, le più grosse in oceano aperto. Le specie più grosse sono oggetto di attiva caccia specialmente per la quantità di olio e di altri prodotti che se ne possono ricavare.
  • Pinnipedi (foche, tricheco, otaria): sono adatte al nuoto, ma sono in grado di muoversi anche sulla terraferma. Ordine di mammiferi, di dimensioni medie e grandi, dalla forma che li rende perfettamente adatti alla vita acquatica. Hanno testa relativamente piccola, muso breve, narici e padiglione dell’orecchio chiudibili ermeticamente durante il nuoto. L’occhio è grande. Gli arti sono pinne: gli anteriori atti alla propulsione, i posteriori funzionano da timone. Le dita sono tutte riunite insieme. La coda è molto breve o rudimentale. La dentatura è completa e perfettamente corrispondente al regime di alimentazione piscivoro. Salvo poche eccezioni, i pinnipedi sono animali molto intelligenti, agilissimi quando si trovano nell’ambiente acquatico, ma poco agili quando si trovano sulla terra. Sono per la massima parte gregari, vivono in branchi numerosi, costituiti talvolta da molte migliaia di individui. Moltissime specie compiono regolari migrazioni. Si portano sulle coste per la riproduzione e quando sono a terra per la loro poca agilità diventano facile preda dei cacciatori, che ricavano grasso, avorio, zanne e pelle, molto pregiata. Abitano in mari freddi e temperati dei due emisferi.
  • Sirenii: lamantini e dugonghi.
  • Primati (scimmie, pongidi, uomo): hanno zampe con cinque dita e pollice opponibile. Alcuni primati hanno acquisito la capacità di camminare sugli arti posteriori: andatura bipede. Rappresentano l’ordine più elevato dei mammiferi per il grande sviluppo assunto dal cervello, che presenta numerose circonvoluzioni. Essi hanno arti pentadattili, prensili – almeno gli anteriori – con le dita munite di unghia piane, pollice opponibile; faccia appiattita e generalmente glabra; dentatura completa; un paio o talora due o tre paia di mammelle. Generalmente partoriscono un solo piccolo. Si dividono nei sottordini delle proscimmie o Lemuroidea, dei tarsi o tarsioidea, delle scimmie o Simioidea.

FOTO DI MAMMIFERI

    Domande & Risposte
  • Quanti tipi di mammiferi esistono?

    Circa 5.500 specie viventi, che variano di forma e di dimensioni.

  • Quali sono i non mammiferi?

    Piccione, pesce disco, pseudoscorpionida (falsi scorpioni), diploptera punctata e caeciliidae.

  • Perché gli animali si chiamano mammiferi?

    Il termine mammifero deriva dal latino “mamma” che significa mammella e “-fero”. I mammiferi hanno le ghiandole mammarie che nelle femmine servono per allattare i loro cuccioli.