Malala Yousafzai: biografia e storia

Malala Yousafzai: biografia e storia A cura di Laura Morazzini.

Storia e biografia di Malala Yousafzai, attivista pakistana e vincitrice del premio Nobel per la pace grazie al suo impegno a favore dei diritti civili e per il diritto all'istruzione delle bambine. Nel 2012 è sopravvissuta ad un attentato talebano e oggi è il simbolo della libertà di pensiero e un modello per i giovani di tutto il mondo.

1Chi è Malala Yousafzai?

Attivista pakistana per i diritti civili che sin da ragazzina ha denunciato pubblicamente gli abusi dei talebani pachistani e premio Nobel per la Pace, assegnato nel 2014 per l’impegno contro l’oppressione dei bambini e la negazione dei loro diritti.

2La condizione della donna in Pakistan

Il premio Nobel per la pace Malala Yousafzai posa per una sessione fotografica durante la riunione dei ministri dello sviluppo e dell'istruzione del G7, a Parigi, il 5 luglio 2019
Il premio Nobel per la pace Malala Yousafzai posa per una sessione fotografica durante la riunione dei ministri dello sviluppo e dell'istruzione del G7, a Parigi, il 5 luglio 2019 — Fonte: getty-images

Dopo lo smembramento dell’impero anglo-indiano, il Pakistan nasce come nazione islamica indiana nel 1947. Il nuovo governo è una repubblica parlamentare federale che ha come lingue ufficiali l’urdu e l’inglese; cerca di organizzare la società secondo meccanismi moderni ma, tranne per una piccola élite, la popolazione è composta da tribù e segue la legge della sharia, la sacra legge islamica.

La condizione della donna in Pakistan è tra le peggiori al mondo:

  • la struttura e le relazioni sociali sono rigidamente patriarcali,
  • la maggior parte delle donne non lavora e non studia, e non ha il permesso di uscire liberamente dalla propria casa,
  • la nascita di una bambina è considerato un peso sociale, nell’ultimo ventennio ci sono stati più di un milione di aborti selettivi e molte uccisioni di neonate nelle zone più arretrate culturalmente.

Il numero di figli per ogni donna è elevato ma mentre la nascita di un figlio maschio viene sempre festeggiata, quella di una femmina può essere considerata dannosa per il bilancio e il prestigio familiare. Alla nascita di una femmina, in alcune zone è normale per la famiglia ritirarsi in casa per alcuni giorni con le tende chiuse, come se ci fosse un funerale.

3Malala e l’amore per lo studio

Elisabetta II riceve Malala Yousafzai a Londra, 10 marzo 2014
Elisabetta II riceve Malala Yousafzai a Londra, 10 marzo 2014 — Fonte: getty-images

Malala nasce a Mingora nella valle di Swat, una zona ricca di acqua e vegetazione, talmente bella da essere definita da Elisabetta II, regina della Gran Bretagna in visita, come “la Svizzera dell’est”.

La sua famiglia è di etnia Pashtun e, anche se di pochi mezzi, si distingue per la vivacità intellettuale e la passione politica: i suoi nonni sono insegnanti presso scuole religiose e sono studiosi conosciuti e stimati e il padre, intelligente, dinamico e laureato, fa debiti per aprire la propria scuola. I suoi genitori si sposano per amore (contro le usanze locali, che prevedono accordi formali tra le famiglie e nessun contatto fra i fidanzati fino al matrimonio) e chiamano la prima figlia Malala contro il volere del nonno imam, come l’eroina di guerra Malalai, chiedendo ad amici e parenti di accoglierla con la stessa gioia che si riserva ai maschietti con il getto beneaugurante di frutta secca, dolci e monetine nella culla.

Malala inizia prestissimo a frequentare la scuola paterna, anche perché non ci sono parenti che possano badare a lei mentre i genitori sono impegnati. Coccolata dagli insegnanti e dalle studentesse, diventa un prodigio nello studio e sviluppa molto presto una coscienza di genere inusuale: la madre analfabeta, ma consapevole dei propri limiti, la spinge a impegnarsi nello studio per potere lavorare fuori casa da grande.

4Il blog di Malala per la BCC

Alla fine del 2007 i talebani iniziano una guerriglia armata contro l’esercito regolare, invadendo anche la valle dello Swat dove vive la famiglia Yousafzai, che deve rifugiarsi dai parenti a Haripur, mentre il padre va a Peshawar per partecipare alla proteste popolari. Viene proibita ogni forma di divertimento, imposto il burqa alle donne e tolto loro quasi ogni diritto.

A Peshawar il 1° settembre 2008 Ziauddin porta la figlia presso l’associazione giornalisti per tenere un discorso contro la chiusura delle scuole, grazie al quale la BBC avvicina Ziauddin per avere notizie di prima mano sulla vita quotidiana sotto l’attacco dei talebani.

Per poco più di un anno, Malala diventa corrispondente in incognito per la BCC urdu, documentando in un blog le condizioni di vita in Pakistan e le limitazioni quotidiane per le donne e le bambine. Firma i suoi articoli con il nome di Gul Makai “fiore di granturco”. Un reporter del New York Times realizza sempre nel 2009 due brevi documentari collaborando con Malala, uno sulla chiusura delle scuole Class Dismissed e uno sulle condizioni delle studentesse A schoolgirl's Odyssey, entrambi pubblicati sul sito del famoso quotidiano.

5L’attentato a Malala Yousafzai il 9 ottobre 2012

I talebani stanno perdendo terreno e gradualmente si ritirano in zone più isolate ma, a causa delle tante apparizioni pubbliche intuiscono la vera identità di Gul Makai; il blog viene oscurato ma ormai la notorietà è raggiunta: nel mese di dicembre 2011, Malala riceve dal Governo pakistano il primo "Premio Nazionale per la Pace".

Quando l’esercito internazionale riesce momentaneamente a sconfiggerli, sembra che la vita riprenda normalmente e Malala e i suoi possono tornare a Mingora: la città è distrutta e rovinata, ma le attività lentamente riprendono a funzionare e alle ragazze è consentito tornare a scuola a condizione che indossino il burqa.

La scuola di Ziauddin riapre e per la figlia e le sue compagne si avvicina la data degli esami. Gli spostamenti delle studentesse all’interno della città avvengono su un furgone telonato con tre lunghe panche avvitate nel cassone posteriore e il nome della scuola ben visibile sul telo esterno, ma sembra che ormai non ci sia più da preoccuparsi.

Il 9 ottobre 2012 un ufficiale intima lo stop all'autista per un banale controllo, nel frattempo un uomo armato sale dalla parte delle ragazze chiedendo chi sia Malala: nessuna risponde ma le bambine più piccole si girano istintivamente e guardarla e l’uomo spara più volte. Due sue amiche e compagne vengono ferite: Laila viene colpita alla spalla e alla mano che usa istintivamente per proteggersi, Zakia viena colpita al braccio, mentre l’ultimo sparo raggiunge Malala alla testa.

6Una nuova casa

La famiglia di Malala Yousafzai arriva nel Regno Unito. Malala in un letto di ospedale dopo essere stata colpita dai talebani in Pakistan
La famiglia di Malala Yousafzai arriva nel Regno Unito. Malala in un letto di ospedale dopo essere stata colpita dai talebani in Pakistan — Fonte: getty-images

All’ospedale di Peshawar le sue condizioni appaiono subito gravissime e il premier pakistano la fa portare con un elicottero all’ospedale di Birmingham in Gran Bretagna. Il leader dei talebani rivendica l’attentato motivando il tentato omicidio di una ragazzina come “necessario per eliminare un simbolo di infedeltà e oscenità”.

Malala sopravvive: devono ricostruirle la parte sinistra del cranio con una placca di titanio e impiantarle una protesi acustica per permetterle di recuperare l’udito all’orecchio sinistro. Ci vogliono mesi, durante i quali è spesso incosciente ma viene raggiunta in Gran Bretagna dalla famiglia e da migliaia di lettere e disegni di auguri e incoraggiamento da ogni parte del mondo. Dal letto di ospedale continua a leggere e a studiare, consapevole che non può tornare nella sua terra e che deve rifarsi una vita nel nuovo paese.

Per la famiglia Yousafzai non è possibile tornare in patria: i talebani hanno nuovamente guadagnato terreno e 8 dei 10 attentatori alla vita di Malala sono stati scarcerati per mancanza di prove.

Grazie però all’attenzione nata intorno alla notizia dell’attentato, l’ONU crea una petizione affinché più bambini possibile riescano ad andare per la prima volta o tornare a scuola entro il 2015, e questa iniziativa porta alla ratifica della prima carta ufficiale in Pakistan sul diritto all'istruzione.

7Malala e il Nobel per la pace

 Il discorso all'ONU di Malala Yousafzai: il 12 luglio 2013 a New York City
Il discorso all'ONU di Malala Yousafzai: il 12 luglio 2013 a New York City — Fonte: getty-images

Nel dicembre 2012 il presidente pakistano Asif Ali Zardari annuncia la creazione di un fondo in onore di Malala di 10 milioni di dollari destinati all'educazione, e nello stesso periodo prende il via la Fondazione Malala per sostenere l'educazione delle ragazze in tutto il mondo.

In occasione del suo sedicesimo compleanno, nel 2013 Malala è invitata a tenere un discorso alla sede dell’ONU a New York, dove ribadisce il proprio impegno nella lotta per il diritto allo studio e invita chiunque altro a combattere la povertà educativa (non solo femminile) con ogni mezzo a propria disposizione.

Nel 2014 è la più giovane vincitrice della Liberty Medal della National Constitution Center per l'impegno per la libertà ma, soprattutto, vince il premio Nobel per la pace insieme all'attivista indiano Kailash Satyarthi "per la loro battaglia contro la repressione dei bambini e dei giovani e per il diritto di tutti i bambini all'educazione''.

I vincitori del Premio Nobel per la pace Kailash Satyarthi e Malala Yousafzai mostrano le loro medaglie e diplomi durante la cerimonia di premiazione del Premio Nobel per la pace presso il municipio di Oslo, Norvegia, il 10 dicembre 2014
I vincitori del Premio Nobel per la pace Kailash Satyarthi e Malala Yousafzai mostrano le loro medaglie e diplomi durante la cerimonia di premiazione del Premio Nobel per la pace presso il municipio di Oslo, Norvegia, il 10 dicembre 2014 — Fonte: getty-images

Il 25 settembre del 2015 diventa uno dei testimonial dei 17 Global goals delle Nazioni Unite, i cosiddetti obiettivi dell’Agenda 2030 e nel luglio dello stesso anno apre una scuola in Libano per rifugiati della guerra civile in Siria.

Si laurea all’Università di Oxford nel 2020 in filosofia politica, manifestando il desiderio di impegnarsi nella politica del suo paese per dare un futuro alle donne e, l’8 marzo 2021, annuncia una nuova collaborazione professionale con Apple, con la quale comunque lavora dal 2018 su Apple News per il format Assembly, dove crea storie digitali per ragazze disponibili in più di 20 lingue.

    Domande & Risposte
  • Cosa ha fatto Malala Yousafzai?

    E' sopravvissuta ad un attentato dei talebani contro gli studenti. Sopravvissuta a ferite gravissime, sta dedicando la sua vita ai diritti civili e al diritto all'istruzione delle bambine.

  • Che significato ha il nome Malala?

    Il nome, di origine Pasthu, significa afflitta, triste.

  • Perché Malala ha vinto il premio Nobel per la pace?

    Per il suo impegno a favore dei diritti civili e a favore dell'istruzione delle bambine. Il Pakistan, infatti, è uno dei paesi in cui le donne vivono in condizioni peggiori.