Maker Faire 2018, innovazione e tecnologia a scuola

Di Veronica Adriani.

Fibre tessili innovative, occhiali che monitorano i raggi UV, skate telecomandati e frullatori di SMS. Sono alcuni dei progetti della Maker Faire 2018

MAKER FAIRE 2018

Maker Faire 2018, la fiera dell'innovazione a Roma, tra i protagonisti ha visto anche scuole e ITS
Maker Faire 2018, la fiera dell'innovazione a Roma, tra i protagonisti ha visto anche scuole e ITS — Fonte: redazione

La tecnologia in tutti i suoi aspetti è ancora una volta protagonista alla Fiera di Roma per la Maker Faire 2018, la fiera internazionale dell'innovazione che anche quest'anno ha visto piccoli e grandi makers presentare i loro progetti accanto a quelli di aziende e istituti di ricerca. Droni, giocattoli in legno realizzati interamente a mano e costruiti sulla base di prototipi leonardiani, dispositivi bluetooth per ritrovare gli oggetti smarriti sono solo alcune delle proposte in esposizione in fiera.

Ospiti d'onore le scuole, che nel grande padiglione a loro dedicato hanno presentato decine di progetti innovativi: dalla strada intelligente che si illumina al passaggio delle auto accendendo lampioni e laser in caso di nebbia fino allo skate telecomandato; dalle colture idroponiche ai robot badanti creati nell'ambito della categoria Nonnibot della RomeCup. 

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È una scuola anche la Algeri Marino di Casoli (CH), che dalle mani del maker Andrea Spinelli ha visto nascere gli UV Glasses, degli speciali occhiali da sole che tengono conto del livello di esposizione ai raggi ultravioletti. "I raggi UV sono classificati in una scala da 0 a 11 e il limite tollerabile per l’uomo è 7" spiega Andrea. "Sul costume da bagno è posto un sensore che acquisisce i dati e li remota su degli occhiali con una connessione bluetooth. Qui c'è un visore che segnala qualdo il livello ai raggi UV di esposizione è troppo alto". Non solo gli occhiali avvisano del possibile pericolo, ma possono anche segnalarlo direttamente sul cellulare, attraverso un alert che si può impostare per tenere sotto controllo il pericolo.

Diverso è il progetto di Andrea Chesi del Tito Sarrocchi di Siena, unica scuola in Italia ad avere la robotica come materia curricolare. Il suo Ball Motion game "è un piano inclinato che si muove col palmo della mano. Il gioco consiste nel far stare la pallina in equilibrio al centro del piano". Possibili applicazioni? "Il progetto che porterò all'esame di maturità consiste nel far volare un drone con la stessa tecnologia" spiega Andrea. "Ma ho visto gente che lo usa al posto del mouse: potrebbe servire anche ad evitare il tunnel carpale quando se ne fa un uso prolungato".

ITS 4.0 ALLA MAKER FAIRE

Veri protagonisti dell'esposizione in ambito educativo sono stati però gli ITS, grazie ad un progetto patrocinato dal MIUR e che ha visto 1200 studenti coinvolti in tutta Italia insieme a 100 aziende sul territorio. ITS 4.0 è un progetto durato un anno, "una bella iniziativa che ha visto tanti ragazzi imparare un metodo progettuale nuovo, dall’ascolto degli utilizzatori per capire cosa vuole la gente alla fase di design e prototipazione" racconta il Prof. Stefano Micelli, docente di economia e gestione delle imprese all'Università Ca' Foscari di Venezia e curatore scientifico del progetto. "Tra i progetti più rilevanti c'è quello portato avanti da un caseificio sardo che ha utilizzato l'internet delle cose per valutare in modo scientifico il livello di maturazione del pecorino. In ambito turistico poi siamo stati in grado di sviluppare applicazioni innovative per guidare i turisti in mondi di fantasia con guide di altissima qualità che raccontano i luoghi in maniera originale e innovativa".

Ad ITS 4.0 si lega il progetto presentato da Ettore Seppi dell'ITS Machina Lonati di Brescia, la creazione di una calzatura seamless - ovvero senza cuciture - che abbatte i tempi di produzione riducendoli a 5-7 minuti a prodotto, nonché gli scarti di lavorazione: "non c'è eccedenza: la scarpa è creata con un cilindro circolare che va a tessere la trama e comporta anche poco o nullo spreco di materiale".

In ambito moda nasce anche Crabwool, il progetto dell'ITS TAM di Biella, che ha creato una fibra innovativa unendo la lana e il Crabyon, fibra agroalimentare che nasce dal carapace del granchio, nota per le particolari proprietà antibatteriche. Il tessuto ottenuto è interamente compostabile e ha un ridotto impatto sull'ambiente.

Ma quali sono le caratteristiche che non possono proprio mancare a un maker per proseguire questa strada nel mondo del lavoro? Per Valentina Chinnici, Product marketing manager di Arduino, protagonista della fiera e tecnologia alla base della maggior parte delle innovazioni presentate, non può mancare la "passione per Arduino, la comunità e l'open source". E, tra i profili più ricercati dall'azienda, "sviluppatori hardware, firmware e software, o profili che hanno a che fare con il cloud". Un milione di possibilità per il futuro, insomma, che potrebbero aprirsi proprio con la Maker Faire.

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