Madame de Staël: biografia, libri e il contrasto con Napoleone

Madame de Staël: biografia, libri e il contrasto con Napoleone A cura di Elisabetta Garieri.

Biografia e libri di Madame de Staël, intellettuale e promotrice di un proprio circolo letterario che entrò in contrasto con Napoleone e, per questo, venne esiliata

1Biografia di Madame de Staël: infanzia, formazione e prime opere

Madame de Staël
Madame de Staël — Fonte: ansa

Anne-Louise-Germaine Necker, nome da nubile di Madame de Staël, nacque a Parigi nel 1766. Il padre Jacques Necker era un banchiere di Ginevra, che diventò Ministro delle Finanze di Luigi XVI. La madre frequentava i più importanti filosofi dell’Età dei lumi, tra i quali Diderot e D’Alembert, e li invitava regolarmente nel suo salotto. Lì si formò Germaine, influenzata dagli ideali liberali dei suoi genitori e dei loro ospiti, e a soli dodici anni iniziò a leggere Montesquieu, Voltaire e Rousseau.   

Nel 1786 si sposò con il barone de Staël-Holstein, ambasciatore di Svezia a Parigi, dal quale prese il nome con cui divenne nota. Nel 1788 scrisse la sua prima opera, il saggio Lettres sur les écrits de Jean-Jacques Rousseau (Lettere sugli scritti di Jean-Jacques Rousseau).   

Agli albori della Rivoluzione si entusiasmò per il nuovo slancio di libertà, ma poi si mostrò critica della piega che presero gli eventi, e, durante il Terrore, fu costretta ad allontanarsi per un periodo dalla Francia.  

Nel 1796 scrisse la sua seconda opera: De l’influence des passions sur le bonheur des individus e des nations (Dell’influenza delle passioni sulla felicità degli individui e delle nazioni).   

2Il contrasto con Napoleone e l’esilio

Benjamin Constant, 1800
Benjamin Constant, 1800 — Fonte: getty-images

Affascinata in un primo momento dalla figura di Napoleone, sperò di ottenerne i favori, scrivendo che lui aveva indicato all’opinione pubblica la via giusta: quella del confronto e del libero dibattito. Gli interventi liberali di Madame de Staël non piacquero però al generale, che di lei diceva: «Quella donnaccia, fosse almeno bella!».   

In quel periodo scrisse una delle opere che segneranno tutta la successiva generazione di autori romantici, De la littérature (Della letteratura), del 1800, e il romanzo Delphine (Delfina), del 1802.   

Nello stesso anno rimase anche vedova, e iniziò una relazione lunga e tormentata con lo scrittore Benjamin Constant, conosciuto in precedenza. La diffidenza di Bonaparte nei suoi confronti si inasprì, fino a che, nel 1803, non la costrinse ad andare in esilio, ad almeno quaranta miglia da Parigi. Iniziò così a viaggiare in Germania, Russia e Italia, assieme a Benjamin Constant. Nel corso di quei viaggi, fondamentali per le sue opere successive, incontrò poeti del calibro di Goethe e Schiller

Nel 1807 scrisse il romanzo Corinne ou l’Italie (Corinna, o l’Italia), e nel 1810 il suo saggio più importante, De l’Allemagne (Della Germania), con il quale introdusse la poetica romantica tedesca in Francia. Napoleone fece sequestrare e distruggere l’opera: non poteva permettere che si elogiasse la cultura dei nemici che lui aveva sconfitto sul campo di battaglia.  

3Madame de Staël e il cenacolo di Coppet

Quando non viaggiava, il suo luogo di ripiego era la villa svizzera di Coppet, ridente villaggio sulle sponde del lago Lemano. A Coppet, Madame de Staël riceveva gli intellettuali di spicco della scena europea più liberale e indipendente, che trovavano in quel salotto un’occasione di incontro. Furono suoi ospiti, tra gli altri, i fratelli Schlegel, A. von Humboldt, François-René de Chateaubriand, Vincenzo Monti e Lord Bryon. Quel luogo d’esilio si trasformò così in un vivace circolo di cultura internazionale, nonché nel più fervente spazio di opposizione liberale, conosciuto sotto il nome di «cenacolo di Coppet». 

Salotto di Madame de Stael
Salotto di Madame de Stael — Fonte: istock

La persecuzione di Madame de Staël, e delle sue idee, si era ritorta contro Bonaparte. Nel 1816, un anno prima di morire, scrisse per la rivista «Biblioteca italiana» l’articolo Sur la manière et l’utilité des traductions (Sulla maniera e l’utilità delle traduzioni), e suscitò le ire di Giacomo Leopardi, sostenendo la necessità di tradurre i capolavori letterari nelle diverse lingue europee, per rinnovare le letterature nazionali, in particolare quella italiana. 

«Sono sempre stata la stessa, viva e triste. Ho amato Dio, mio padre e la libertà», affermò poco tempo prima di morire a Parigi, nel 1817, pochi mesi dopo la fine del suo esilio. La sua vita tormentata e girovaga, di donna forte, malinconica e appassionata, pronta a battersi per le sue idee, ne avevano già fatto un’eroina romantica. I concetti da lei enucleati verranno ripresi in seguito, tra gli altri, da Alphonse de Lamartine e Victor Hugo. L’opera Considérations sur la Révolution (Considerazioni sulla rivoluzione) fu pubblicata, postuma, nel 1818.   

4De la littérature di Madame de Staël: un ponte tra illuminismo e romanticismo

In quest’opera, Madame de Staël analizza come ambiente, religioni, costumi e leggi, da un lato, e letteratura, dall’altro, si influenzino a vicenda. L’autrice riprende l’idea illuminista di un progresso costante del pensiero umano verso la perfezione, al quale la letteratura partecipa; e si sofferma in particolare sugli effetti del clima nello sviluppo delle diverse letterature.  

Napoleone Bonaparte e Madame de Stael durante un ricevimento a Parigi
Napoleone Bonaparte e Madame de Stael durante un ricevimento a Parigi — Fonte: getty-images

A partire da questo principio avanza l’ipotesi della superiorità delle culture del Nord su quelle del Sud, e rivolge i suoi interessi verso la cultura tedesca, mettendo in discussione l’egemonia di quella francese, fino ad allora prevalente. Attraverso la cultura tedesca, si allontana progressivamente dalla razionalità illuminista. Della letteratura considerata nei suoi rapporti con le istituzioni sociali è infatti considerato il testo precursore del nuovo gusto romantico, perché veicola un’idea di letteratura come tensione verso il sublime.  

5De l’Allemagne di Madame de Staël: un nuovo orizzonte per la letteratura francese

Quest’opera, bandita da Napoleone e diventata in breve celebre in tutta Europa, è il frutto dei viaggi e degli incontri fatti dall’autrice in Germania, soprattutto con Goethe e Schiller – che tuttavia sembra ne ridessero tra loro, perché conteneva alcune imprecisioni e lacune. 

È strutturata in quattro parti: 

  1. Della Germania e dei costumi dei Tedeschi: è la descrizione della società e della cultura tedesche, più inclini all’introspezione di quelle del sud.
  2. Della letteratura e delle arti: è un confronto tra lo spirito francese, fondato su rigore e chiarezza, e quello tedesco, dominato dalle passioni, soprattutto inquietudine e malinconia.
  3. La filosofia e la morale: in cui la filosofia idealista tedesca viene opposta alla razionalità francese dell’Età dei lumi, e viene criticato in particolare Voltaire.
  4. La religione e l’entusiasmo: è l’elogio della poesia tedesca e del suo entusiasmo lirico, in confronto alla sterile poesia francese.
Erik Magnus Staël Von Holstein: marito di Madame de Stael
Erik Magnus Staël Von Holstein: marito di Madame de Stael — Fonte: getty-images

L’autrice indica la cultura tedesca come la più avanzata e originale, e propone che la letteratura francese attinga a essa, per rinnovarsi. «Dei bei versi non fanno una poesia», scrive, segnando una frattura fra la tecnica di versificazione alla francese, e l’autenticità della poesia tedesca. 

Sulla scia di essa, sostiene la necessità di sostituire la ragione con l’ispirazione, e il mito della perfezione classica con il riferimento al Medioevo cristiano, introducendo la poetica romantica tedesca in Francia

6Madame de Staël e la riflessione sul ruolo della donna nella società

Corinne ou l’Italie di Madame de Stael
Corinne ou l’Italie di Madame de Stael — Fonte: getty-images

A partire dalla propria condizione, De Staël si interrogò molto sulle difficoltà che doveva affrontare una donna di cultura, con l’ambizione di conquistarsi un proprio posto di autrice in una società di letterati, per lo più uomini. «Non appena una donna è indicata come una persona distinta, in generale il pubblico è prevenuto nei suoi confronti» scrisse in proposito in De la littérature. Nei romanzi Delphine e Corinne ou l’Italie inoltre, le protagoniste sono donne libere e combattive, che soffrono per amore e lottano contro i pregiudizi.  

7La riflessione sulla traduzione

De Staël non considerava la traduzione come una semplice imitazione, ma come una vera e propria rivitalizzazione, con un aspetto creativo, che era anche motore del cambiamento letterario e politico. Promuovendola come strumento per migliorare le diverse letterature europee, nell’epoca in cui nasceva il moderno stato-nazione, contribuì al consolidarsi della stessa idea di letteratura nazionale

In tutte le sue opere è presente uno sforzo, teso ad apportare un contributo alla comprensione delle differenze culturali. Con questo fine, al cenacolo di Coppet, spesso e volentieri si discuteva di traduzione, e la si sperimentava. Con lei, così, nacque l’approccio che sarà alla base delle letterature comparate come disciplina. 

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