Lorenzo de Medici: biografia, opere e poesie

Lorenzo de Medici: biografia, opere e poesie A cura di Edoardo Angione.

Biografia e opere di Lorezo de Medici, signore di Firenze e tra i più importanti mecenati del Rinascimento. Autore di poesie, tra le più famose c'è il Trionfo di Bacco e Arianna

1Biografia di Lorenzo de Medici: i primi anni

Lorenzo de' Medici dipinto dal Vasari
Lorenzo de' Medici dipinto dal Vasari — Fonte: ansa

Il Magnifico fu alle redini dello Stato di Firenze dal 1453, inizialmente insieme al fratello Giuliano, dal 1478 da solo, sostanzialmente consolidando quel potere personale, tirannico ma informale, le cui basi erano state poste dal nonno Cosimo (detto il vecchio) e confermate dal padre Piero. Come loro, inoltre, Lorenzo si dedicò anche alla promozione delle arti e della cultura, con l’importante differenza che fu un importante poeta egli stesso. Morì nel 1492 a soli 43 anni per via di complicazioni dovute alla gotta

Quando Lorenzo de’ Medici nacque da Piero di Cosimo e Lucrezia Tornabuoni, suo nonno Cosimo teneva ancora saldamente le redini di Firenze. Per questo, insieme a suo fratello Giuliano, ebbe il privilegio di ricevere un’educazione di prim’ordine, anche se non particolarmente approfondita da un punto di vista finanziario.  

Il Cortile del Castello Sforzesco con la Porta del Banco Mediceo
Il Cortile del Castello Sforzesco con la Porta del Banco Mediceo — Fonte: ansa

Nel 1464, alla morte di Cosimo, Piero di Cosimo, già gravemente afflitto dalla gotta, prese le redini dello Stato ed iniziò a preparare il giovane Lorenzo alla futura successione, spedendolo presso numerose corti italiane affinché iniziasse ad orientarsi nel complicato scacchiere politico degli Stati italiani, familiarizzando allo stesso tempo con le attività finanziarie della banca di famiglia

Nel 1466, oltre a giocare un ruolo di primo piano nella risoluzione di un conflitto politico interno (alcuni magnati e cittadini erano decisi a rovesciare il potere dei Medici), Lorenzo ebbe i primi incarichi politici di rilievo negli organismi governativi di Firenze, partecipando tra le altre cose alle sedute del Consiglio dei Cento

Nel 1468 Lorenzo, pur avendo amato in gioventù la bella e colta gentildonna fiorentina Lucrezia Donati (a cui dedicherà alcune tra le sue principali opere poetiche), dovette sposare la nobildonna romana Clarice Orsini: il matrimonio con una forestiera, che sarebbe stato celebrato e festeggiato soltanto l’anno dopo, era contrario alle consuetudini fiorentine. I Medici erano una famiglia ricca ma di origini oscure ed incerte: per questo bisogno avevano bisogno di un matrimonio prestigioso che li legasse alla nobiltà romana di vecchia data, molto legata alla corte pontificia

2Lorenzo il Magnifico e il potere

Statua di  Piero I de Medici (1416-1469)
Statua di Piero I de Medici (1416-1469) — Fonte: getty-images

Nel gennaio del 1469 Lorenzo si batté con ottimi risultati in una giostra pubblica: questa celebrazione pubblica segnava in qualche modo il suo passaggio all’età adulta. Alla fine dell’anno, a confermare in modo molto più oneroso che la vita di Lorenzo stava per cambiare in modo definitivo, ci fu la morte, dopo cinque anni di governo, di suo padre Piero

La giovane età di Lorenzo (20 anni) e di suo fratello Giuliano (16 anni) era poco consona all’esercizio del potere, ma i partigiani dei Medici decisero di appoggiarli, anche nella speranza di poterli manovrare facilmente proprio perché così giovani. Lorenzo e suo fratello non potevano fare altro che accettare il ruolo paterno: Firenze era una città di mercanti e banchieri, in cui il potere politico era necessario a salvaguardare la propria fortuna economica - e i Medici intendevano conservare la propria posizione dominante

Come era avvenuto per suo padre e per suo nonno, il potere di Lorenzo sarebbe stato un potere informale: in pratica sarebbe rimasto un semplice cittadino, che giurò solennemente di rispettare le istituzioni repubblicane di Firenze, dove i governi venivano eletti. In realtà il potere personale di Lorenzo dipendeva dall’appoggio non soltanto di amici e clienti dei Medici, ma anche di potenze esterne come Milano e la Francia

Fronteggiando con un certo successo alcune tensioni interne e riformando alcuni meccanismi di potere, Lorenzo riuscì già nei primi anni a consolidare ulteriormente il potere dei Medici su Firenze, che non era garantito da nessun titolo nobiliare. Il suo regime, stando alle parole allo storico Francesco Guicciardini, avrebbe portato a Firenze la “somma pace”, anche perché Lorenzo era talmente potente che nessuno “si ardiva contradirlo”. 

3Lorenzo de Medici e i rapporti con la Chiesa di Sisto IV

Sisto IV: papa della Chiesa Cattolica dal 1471 al 1484
Sisto IV: papa della Chiesa Cattolica dal 1471 al 1484 — Fonte: getty-images

Nel 1471 salì al soglio pontificio Sisto IV, con cui Lorenzo, nonostante una cordialità iniziale, non ebbe rapporti facili. Oltre ad alcuni problemi economici, c’era un conflitto di interessi rispetto alla città di Imola, ambita sia da Firenze che dal pontefice

Il Banco dei Medici rifiutò (anche per carenza di liquidità) di anticipare al papato il denaro per l’acquisto di Imola, che fu invece anticipato dal banco dei Pazzi, una delle più importanti famiglie di Firenze. Per queste ragioni Lorenzo non riuscì ad ottenere un cardinalato per il fratello Giuliano. Ma in seguito ci sarebbero state conseguenze molto più gravi. 

Canzoni a ballo, 1568. Scritte da Lorenzo de' Medici e da Angelo Poliziano
Canzoni a ballo, 1568. Scritte da Lorenzo de' Medici e da Angelo Poliziano — Fonte: getty-images

Nuovi conflitti con il papato peggiorarono ulteriormente la situazione. Sisto IV puntava a riottenere il controllo di Città di Castello, formalmente parte dello Stato Ecclesiastico, ma nei fatti governata da un signore protetto da Firenze. Lorenzo ordinò alle proprie truppe di tagliare i rifornimenti all’esercito del papa, che nel 1474 marciò in Umbria allo scopo di riconquistare Città di Castello, compromettendo i rapporti con Sisto IV

Ci fu poi una controversia sulla nomina del nuovo arcivescovo di Firenze: Lorenzo estromise dalla carica Francesco Salviati, un personaggio vicino ai Pazzi, che fu poi nominato vescovo di Pisa. Un vescovato venne concesso anche ad un membro dei Pazzi: in risposta a ciò, Lorenzo fece approvare una legge apposita per privare i Pazzi di una cospicua eredità. A questo punto la famiglia rivale, appoggiata dal papa, iniziò a tramare per il rovesciamento del regime mediceo. 

4La congiura dei Pazzi

Congiura dei Pazzi, 1478. Morte di Giuliano de' Medici nel Duomo di Firenze
Congiura dei Pazzi, 1478. Morte di Giuliano de' Medici nel Duomo di Firenze — Fonte: getty-images

Dopo alcuni tentativi falliti o abortiti, il 26 aprile 1478, nel bel mezzo della messa di Pasqua, Lorenzo e Giuliano de’ Medici subirono un attentato nella Cattedrale di Santa Maria del Fiore. Appena dopo il sacramento della comunione, Lorenzo e Giuliano vennero contemporaneamente attaccati da sicari armati di pugnali. La congiura centrò l’obiettivo soltanto per metà: Giuliano venne assassinato di fronte all’altare, mentre Lorenzo riuscì a difendersi in modo rocambolesco, rifugiandosi nella sagrestia Nuova. 

I congiurati speravano che il popolo di Firenze avrebbe colto l’occasione per ribellarsi al regime tirannico di Lorenzo. Tuttavia, il popolo era ancora legato ai Medici: dopo l’omicidio di Giuliano alcuni sicari e congiurati vennero travolti da una folla inferocita, che li fece letteralmente a pezzi. 

Tra i congiurati spiccava il vescovo di Pisa Francesco Salviati, al quale secondo i piani sarebbe toccata la signoria in successione dei due fratelli: fallito il suo tentativo di conquistare il palazzo della Signoria, fu impiccato da una finestra mentre indossava ancora la veste arcivescovile. In giornata una sorte simile toccò anche ad un fratello di Salviati, a Franceschino Pazzi (principale organizzatore della congiura) e a circa trenta altre persone. Nei giorni seguenti ci sarebbero state moltissime altre esecuzioni. 

Palazzo Vecchio, Firenze
Palazzo Vecchio, Firenze — Fonte: istock

Ciò non poteva non suscitare l’ira del papa, che il 1° giugno scagliò su Lorenzo e sull’intera città di Firenze, colpevoli di aver ucciso e imprigionato ecclesiastici, un interdetto. In supporto del papato si schierò con decisione Ferdinando I, il re di Napoli, che a luglio invase il territorio fiorentino ergendosi a braccio secolare dell’autorità papale.  

Dal canto suo, Lorenzo poteva contare soltanto sul limitato supporto di Milano e su un timido appoggio da parte del re di Francia. La guerra, che si protrasse fino alla fine dell’anno con risultati piuttosto infelici, metteva seriamente a repentaglio l’autorità di Lorenzo sulla città.  

5La pace con Sisto IV e il consolidamento del potere

Lorenzo il Magnifico accolto dai fiorentini dopo aver fatto la pace con Napoli
Lorenzo il Magnifico accolto dai fiorentini dopo aver fatto la pace con Napoli — Fonte: getty-images

A questo punto, Lorenzo azzardò una mossa piuttosto audace: si recò personalmente a Napoli per trattare personalmente con Ferdinando I. Dopo più di due mesi di trattative (da dicembre del 1479 alla fine di febbraio dell’anno successivo) riusciva ad ottenere una pace, in verità piuttosto incerta, grazie alla quale alla fine del 1480 Sisto IV liberò la città di Firenze dalla scomunica

Dopo questi drammatici eventi, Lorenzo consolidò il proprio potere intervenendo pesantemente sulla costituzione della città, riordinando le finanze, e creando un nuovo consiglio (il Consiglio dei Settanta) composto da membri molto fidati, che rafforzava il controllo dei Medici su Firenze, ma seminava scontento in particolare nelle famiglie escluse. 

Ci furono tentativi di nuove congiure ai danni di Lorenzo, che allo scopo di riappacificare la situazione avviò una politica matrimoniale volta a creare legami tra i Medici e i loro partigiani, da un lato, e le famiglie dei Pazzi e dei Salviati dall’altro lato. 

Papa Leone X con i cardinali Giuliano de Medici (futuro Papa Clemente VII) e Luigi de Rossi
Papa Leone X con i cardinali Giuliano de Medici (futuro Papa Clemente VII) e Luigi de Rossi — Fonte: getty-images

La guerra aveva inoltre prosciugato le finanze di famiglia, in un periodo in cui il banco Medici doveva fronteggiare nuovi rivali in tutta Europa, trovandosi a dover chiudere le filiali in città come Milano e Bruges. Lorenzo avviò quindi una gestione spregiudicata delle casse pubbliche, che causarono un certo malumore a Firenze. 

Anche il fatto che Lorenzo si aggirava con una scorta armata contribuiva ad alimentare nella città forti sospetti di tirannia, controbilanciati però dagli ingenti sforzi compiuti per rendere Firenze un centro culturale di spessore internazionale.  

Tra gli ultimi successi di Lorenzo bisogna infine ricordare il tanto agognato conferimento di un cardinalato a Giovanni de’ Medici (nato nel 1475), ottenuto dopo estenuanti trattative ed ingenti spese nel 1489 da papa Innocenzo VIII: il cardinale, appena tredicenne, sarebbe diventato papa Leone X nel 1513.  

6Poesie di Lorenzo de Medici

Lorenzo de’ Medici non era soltanto un politico ma anche un uomo di lettere: a quindici anni scrisse il suo primo componimento, un’operetta pastorale intitolata il Corinto, nonché vari sonetti e canzoni di tema amoroso che si svilupperanno in seguito nel Canzoniere

L’opera di Lorenzo il Magnifico comprende inoltre canzoni e canti, poemetti satirici e filosofici. Altre opere filosofiche scaturirono dai rapporti tra Lorenzo ed il filosofo neoplatonico Marsilio Ficino, in passato protetto da suo nonno. 

Di grande importanza è inoltre la Raccolta aragonese, che raccoglie alcune tra le più importanti composizioni poetiche in lingua toscana sin dal XIII secolo, ma che includeva alcune poesie dello stesso Lorenzo: l’intento era quello di rivendicare per il toscano un ruolo di modello linguistico dominante

Il tema dell’egemonia della lingua toscana nella cultura italiana, molto caro a Lorenzo, sarebbe tornato nel Comento de’ miei sonetti, iniziato nel 1480, una parafrasi in prosa dei suoi vecchi sonetti amorosi, nel cui proemio Lorenzo rifletteva su come la poesia potesse essere un veicolo per propagare in tutta Italia il prestigio culturale di Firenze

Non mancano poi, negli ultimi anni di vita, opere di carattere religioso come la Rappresentazione di san Giovanni e Paolo (1491).  

L’opera poetica di Lorenzo è contraddistinta da una grande varietà stilistica e di genere, che testimonia come il Magnifico puntasse ad essere ricordato come un poeta universale.  

7Lorenzo de Medici mecenate

Villa medicea di Poggio a Caiano
Villa medicea di Poggio a Caiano — Fonte: getty-images

Lorenzo il Magnifico puntava a fare di Firenze una vera e propria capitale culturale d’Italia, e per questo si adoperò molto nel coltivare nella sua città un’intensa vita intellettuale e artistica. Se suo nonno Cosimo aveva abbellito Firenze con chiese e palazzi, Lorenzo dovette fare i conti con una disponibilità finanziaria ridotta: tra le poche opere architettoniche di rilievo si ricorda la villa di Poggio a Caiano (1485). 

Pur senza finanziare grandi opere architettoniche, Lorenzo fu riconosciuto dai suoi contemporanei come un patrono di architetti e pittori: non soltanto li protesse e li ospitò presso la sua corte, ma favorì presso le corti di tutta Italia architetti come Giuliano da Sangallo, ed artisti come il Ghirlandaio, Botticelli ed il Perugino, diffondendo e in tutta Italia l’eccellenza dell’arte di Firenze. 

Ancora più significativa fu la protezione accordata da Lorenzo a scrittori di ogni tipo: non soltanto poeti e letterati, ma anche umanisti e filosofi. Oltre al già menzionato Ficino, vanno ricordati Angelo Poliziano, che per conto del Magnifico collezionò centinaia di manoscritti greci di inestimabile valore, con l’obiettivo di rendere Firenze una nuova Atene, e Pico della Mirandola, che dedicò a Lorenzo il suo Heptaplus.  

8Gli ultimi anni

Lorenzo il Magnifico circondato dagli artisti: affresco di Ottavio Vannini
Lorenzo il Magnifico circondato dagli artisti: affresco di Ottavio Vannini — Fonte: getty-images

Quando nell’estate del 1488 morì sua moglie Clarice Orsini, da cui aveva avuto sette figli, Lorenzo era ormai, come i suoi antenati, gravemente ammalato di gotta, tanto da non potersi praticamente più muovere. 

Se la reputazione di Lorenzo il Magnifico, signore di Firenze, era viva in tutta Europa, la sua effettiva importanza politica non fece di lui l’ago della bilancia d’Italia: al contrario, Lorenzo seppe muoversi con cautela e intuito in un complesso mondo politico e diplomatico fatto di equilibri precari, pesi e contrappesi. Nei suoi ultimi anni di vita, a Firenze il ceto popolare iniziava a manifestare un certo malumore, abilmente captato dal predicatore domenicano Girolamo Savonarola. 

Lorenzo il Magnifico morì l’8 aprile del 1492: se alcuni fiorentini speravano che sarebbe stata l’occasione giusta per rendere di nuovo libera la Repubblica di Firenze, il potere venne ereditato in modo relativamente indolore da suo figlio Piero. 

9Morte di Lorenzo de Medici

Lorenzo de Medici morì vittima della gotta, malattia ereditaria di cui avevano sofferto altri Medici prima di lui. La sottovalutazione di ulcera presto andata in gangrena portò ad un indebolimento fisico e alla morte del magnifico a soli 43 anni, l’8 aprile del 1492