Lontani oggi per abbracciarci domani: la testimonianza della prof.ssa Tamburrino

Di Marta Ferrucci.

La prof.ssa Tamburrino insegna al Liceo Scientifico "G.Siani" di Aversa. E' animatore digitale del suo Istituto e, ci ha raccontato, "Più che esporre i contenuti e valutarli, in questo momento è importante far sentire la nostra presenza"

La domanda più frequente è: "Quando torniamo a scuola?"

Lontani oggi per abbracciarci domani
Lontani oggi per abbracciarci domani — Fonte: istock

La prof.ssa Rosa Tamburrino insegna Informatica in 9 classi al Liceo Scientifico G.Siani di Aversa (CE). La materia che insegna la pone in una posizione privilegiata in questo momento e, infatti, è anche l'Animatore Digitale di Istituto.
Nell'Istituto la didattica online è stata attivata in seguito al DPCM "Misure per il contrasto e il contenimento sull'intero territorio nazionale del diffondersi del virus COVID-19 "del 04.03.2020. La piattaforma utilizzata è WeeSchool e nell'impiego sono supportati dall'Equipe Formativa Territoriale della Campania, con cui la scuola collaborava già per la formazione del Personale Docente.
Al di là dell'emergenza, molti docenti dell'Istituto hanno gruppi sui social con le classi, specialmente con le quinte in vista dell’esame di maturità. La Prof.ssa Tamburrino usava già prima Fidenia e la stessa Weschool  (usata anche per un PON), le classi virtuali integrate nelle estensioni Digitali dei libri di testo, e come lei molti altri (Edmodo, Google Classroom,..).

"Preferisco ascoltare le loro emozioni"

"Lo spirito del nostro Istituto" - ci racconta la Prof.ssa Tamburrino - "dal primo giorno, è stato quello di “usare” lo spazio temporale in cui siamo in contatto sincrono con i ragazzi, non tanto esporre i contenuti e valutarli, ma principalmente per far sentire loro la nostra presenza;  tra l’altro questo era l’invito del Presidente nella nota 279 dell’08/03/2020:Si consiglia comunque di evitare, soprattutto nella scuola primaria, la mera trasmissione di compiti ed esercitazioni, quando non accompagnata da una qualche forma di azione didattica o anche semplicemente di contatto a distanza”. Io personalmente durante la diretta con i ragazzi, preferisco ascoltare le loro emozioni, mi faccio raccontare qualche episodio particolare delle loro giornate in quarantena, e solo in seguito chiedo loro se ci sono problematiche/dubbi sul  lavoro svolto asincrono e spiego cosa dovranno fare in seguito. Quello che mi ha colpito dal primo giorno è come loro siano “assetati” di contatto, di come gli manchi la scuola".

La scuola è un porto sicuro

"Qualcuno mi dice ”Prof.ssa mi mancano le Note, i vostri richiami”… In questa prima settimana circa di lezioni a distanza, la domanda più frequente che mi è stata fatta è stata: “Quando torniamo a scuola? “. Non è facile, per molti la Scuola è la loro seconda famiglia, spesso abbiamo in classe ragazzi lasciati soli interi pomeriggi con i genitori che lavorano, per cui per loro la classe è un porto sicuro, ed ora questa mancanza è forte".

Un carico emotivo fortissimo per chi deve gestire, in casa, vita privata e lavoro insieme

"Vorrei che finisse presto…siamo un po’ tutti disorientati… Per noi docenti, e per chi di noi è mamma di bambini che devono essere a loro volta seguiti, sta diventando un carico emotivo fortissimo. Dobbiamo portare avanti la didattica perché è un diritto dei nostri ragazzi; dobbiamo seguire e stare vicini ai figli costretti in casa spesso per un motivo che non capiscono più di tanto in quanto piccoli, e dobbiamo essere forti noi stessi per affrontare quello che ci sta accadendo intorno. Ma ce la faremo, ognuno con il suo contributo. “Lontani oggi per abbracciarci domani”.