Lisabetta da Messina: parafrasi, analisi e commento alla novella del Decameron di Boccaccio

Lisabetta da Messina: parafrasi, analisi e commento alla novella del Decameron di Boccaccio A cura di Vincenzo Lisciani Petrini.

Analisi e commento di Lisabetta da Messina, la quinta novella della quarta giornata del Decameron di Boccaccio. Trama e parafrasi della novella che ha, come tema centrale, quello dell'amore infelice.

1Lisabetta da Messina (Dec. IV.5)

1.1Lisabetta da Messina: spiegazione della novella

Isabelle with the Pot of Basil di William Holman Hunt, scena ispirata dal Decameron di Boccaccio
Isabelle with the Pot of Basil di William Holman Hunt, scena ispirata dal Decameron di Boccaccio — Fonte: getty-images

I fratelli d'Ellisabetta uccidon l'amante di lei: egli l'apparise in sogno e mostrale dove sia sotterato; ella occultamente disotterra la testa e mettela in un testo di bassilico, e quivi sù piagnendo ogni dì per una grande ora, i fratelli gliele tolgono, e ella se ne muore di dolor poco appresso (Dec. IV.5).

Qual esso fu lo malo cristiano / che mi furò la mia grasta / del basilico selemontano?” Sono i versi di una donna sconsolata a cui è stato rubato (verbo ‘furare’) un vaso (la grasta) di basilico. E prosegue: “Cresciut’era in gran podeta, / e io lo mi chiantai colla mia mano: / fu lo giorno de la festa. / Chi guasta – l’altrui cose, è villania”. L’aveva piantato colle proprie mani, fu un giorno di festa e chi ruba le cose degli altri commette villania

È questa la ballata popolare – pubblicata da Carducci – a questa famosissima novella della quarta giornata, la giornata più triste di tutto il Decameron perché dedicata agli amori infelici. È stato Filostrato, “Vinto d’amore”, a decidere il tema. 

Boccaccio prende forse spunto da una leggenda orientale di Vrinda, che, impazzita d’amore per la morte dello sposo, si getta sulla sua pira funebre. Gli dei trasformarono i suoi lunghi capelli, arsi dal fuoco, in una pianta dal profumo soave chiamata Tulsi. 

Con alcuni cambiamenti, ci accorgiamo che il meccanismo narrativo è simile: un amore infelice, un sacrificio, una pianta che perpetua la memoria del sentimento. L’amore vuole sempre i suoi simboli: questa volta tocca al basilico, una pianta per alcuni benefica, per altri tossica. Come l’amore, in fondo. No? 

1.2La trama di Lisabetta da Messina

Storyteller del Decameron
Storyteller del Decameron — Fonte: getty-images

A Messina vivono tre giovani fratelli, ricchi mercanti originari di San Gimignano. I tre hanno una sorella, Lisabetta, una ragazza bella, onesta e gentile, in età da marito e non ancora promessa sposa ad alcuno. A servizio dei fratelli c’è il garzone Lorenzo, un giovinetto di Pisa, una sorta di braccio destro dei fratelli, un factotum. È un bel ragazzo e Lisabetta, vedendolo ogni giorno, e trovandolo attraente, se ne innamora. Lorenzo se ne accorge, ricambia l’interesse e i due prendono a frequentarsi assiduamente.

La tresca però viene scoperta da uno dei fratelli mentre una sera Lisabetta si reca al consueto incontro con l’amante. Il fratello di Lisabetta non reagisce d’istinto e non rivela niente a nessuno e attende il mattino. Fattosi giorno, racconta agli altri due fratelli ciò che ha visto la notte prima. Insieme decidono di non denunciare l’accaduto e di attendere l’occasione buona per porre rimedio al misfatto. L’occasione si presenta quando i tre fratelli dicono di dover andare in città, portando con sé Lorenzo, ignaro dell’agguato che i tre gli avrebbero teso. In un bosco, i tre uccidono e seppelliscono il povero garzone, in modo che non potesse essere ritrovato. Tornati a casa, dicono a tutti che lo hanno inviato lontano per affari. Furono creduti, giacché erano soliti inviarlo lontano per mercatura.

Miniatura del Decameron
Miniatura del Decameron — Fonte: getty-images

Lisabetta comincia a chiedere spesso di Lorenzo ai fratelli e un giorno è anche rimproverata duramente. La giovane si strugge per l’assenza dell’amato, lo chiama continuamente ogni notte; e Lorenzo una notte le appare in sogno, pallido e scarmigliato, coi panni tutti strappati e fradici. Il giovane, addolorato per il patimento della sua amata, le racconta che i fratelli lo hanno ucciso e le indica anche il luogo in cui è stato sepolto. Le impedisce di chiamarlo ancora. Poi scompare. 

Lisabetta, credendo al sogno, con la scusa di una passeggiata, si reca con la sua fantesca nel luogo indicato e, arrivata, tolte le foglie secche che ricoprivano la terra rivoltata, comincia a scavare: non le serve molto tempo e trova il corpo dell’amato. Il sogno era veritiero. Avrebbe voluto portarselo dietro tutto e seppellirlo degnamente, ma era impossibile: così, preso un coltello, ne taglia la testa e seppellisce il resto. Affida alla domestica la preziosa (e macabra) reliquia e torna a casa. 

Comincia quindi a piangere con la testa di Lorenzo nella propria camera. Dopo averla lavata con lacrime e baci, la seppellisce avvolta con un bel drappo in un grande vaso di terracotta usato per piantare gli odori. Ricoperta la testa con la terra, vi pianta il basilico. Così comincia a passare le sue giornate a piangere e a piangere su quel vaso di terracotta pieno di basilico, che cresce verde e rigoglioso.  Lisabetta smagrisce, diventa pallida, deperisce. 

I fratelli si insospettiscono – e temono anche per le voci del vicinato – e portano via il vaso. Questo furto, la fa ammalare definitivamente e tuttavia lei continua a chiedere il vaso. I fratelli si stupiscono di tanta insistenza e vanno a vedere che cosa contenga. Tolta la terra, scoprono nel drappo la testa non ancora decomposta coi capelli crespi: è quella di Lorenzo, non hanno dubbi. Sgomenti, temono che la cosa si possa sapere in giro. 

La sotterrano senza dire nulla e, partiti con circospezione da Messina, si trasferiscono a Napoli, dopo aver sistemato ogni loro affare. Lisabetta muore di dolore

2Analisi testuale

2.1Fabula e intreccio

La vicenda ha molte somiglianze con altre novelle della quarta giornata sia per alcuni elementi simbolici, sia per gli schemi narrativi che tendono a ripetersi con leggere variazioni. La vicenda è narrata in ordine perlopiù cronologico rispettando la fabula

Ci sono due macro-sequenze che vengono separate dall’omicidio di Lorenzo, entrambe precedute da una premessa con antefatto. Ciascuna delle due macro-sequenze può essere, a sua volta, suddivisa in tre sequenze corrispondenti a un medesimo triplice schema narrativo: divieto-infrazione-punizione. Cioè: 

  1. Lisabetta non dovrebbe, ma inaugura una relazione con Lorenzo. La tresca è scoperta. Lorenzo viene ucciso.
  2. Lisabetta non deve evocare Lorenzo; Lisabetta dissotterra il suo corpo ugualmente; il vaso le viene sottratto dai fratelli.

In ogni sequenza si verificano azioni e reazioni, non ci sono pause di riflessione o descrittive o excursus tipici di Boccaccio. La velocità narrativa è costante nella prima macro-sequenza, mentre subisce un rallentamento, quando illustra il rituale con cui Lisabetta onora la testa dell'amato coltivando con devozione il vaso di basilico, e un'accelerazione, quando presenta in rapida successione il degenerare della vicenda (voci dei vicini, scoperta della testa, timori dei-fratelli, loro fuga, morte di Lisabetta).

Nella prima macro-sequenza svolge un ruolo rilevante l'opposizione notte/giorno: la notte degli incontri furtivi degli amanti opposta al giorno dell'uccisione di Lorenzo; la notte del sogno di Lisabetta opposta al giorno del ritrovamento del cadavere e della sua decapitazione.

2.2Spazio e tempo

Dalle informazioni fornite dal narratore e da conoscenze storiche in nostro possesso possiamo supporre che la novella di Lisabetta da Messina (Dec. IV.5) sia antica di parecchi decenni rispetto alla stesura del Decameron e lo si deduce proprio dalla presenza di mercanti di San Gimignano a Messina, attestata a partire dal XIII secolo.

La vicenda potrebbe essere durata alcuni mesi, al più un anno intero: tra la fine dell’inverno e gli inizi primavera Lisabetta scopre il cadavere tra le foglie secche del bosco; in estate il basilico cresce rigogliosamente; in autunno si può collocare la morte della fanciulla in concomitanza con lo sfiorire della pianta. L’ordine di successione degli avvenimenti è lineare.

L’azione si svolge nella città di Messina, su cui Boccaccio non fornisce particolari informazioni, ma significativa, essendo la Sicilia la zona di prima diffusione della canzone su Lisabetta. Ci muoviamo quasi sempre per spazi interni: la casa, dove Lisabetta è confinata e dove lavorano i fratelli con Lorenzo. Uniche uscite sono quella dei fratelli con Lorenzo per ucciderlo e quella di Lisabetta con la fantesca per recuperare il cadavere del giovane. All’esterno appartengono le voci dei vicini e la pianta di basilico collocata sul balcone, in una zona quasi di confine tra interno ed esterno. 

3Temi della novella: la ragion d’amore e la ragion di mercatura

Il racconto è fondato sull’opposizione Lisabetta-fratelli che rappresentano ciascuno un mondo: la ragion d’amore la prima, la ragion di mercatura i secondi. Tra loro non c’è dialogo possibile: i fratelli danno ordini e non rispondono alle pressanti domande della giovane. Oltre a Lisabetta, sono opposti ai fratelli anche la fantesca di Lisabetta e Lorenzo stesso, creando un rapporto speculare di tre contro tre

I fratelli sono dotati di potere economico e sociale, mentre gli altri personaggi sono inferiori per ragioni di lavoro (la fantesca e Lorenzo) o per inferiorità familiare e sessuale (Lisabetta). I fratelli agiscono soltanto per interesse economico e per mantenere il prestigio sociale, mentre gli altri agiscono in modo disinteressato e puro, in nome dell’amore e della devozione. 

Lisabetta ne esce sconfitta, ma il colpo di coda del suo amore – simboleggiato dal vaso di basilico – infligge ai fratelli la vendetta: essi sono costretti a cambiare di casa e ad abbandonare gli affari a Messina per andare a Napoli.

C’è poi chi vi ha voluto scorgere un’interpretazione psicanalitica intravedendo un rapporto incestuoso tra i fratelli e Lisabetta e un senso di inadeguatezza di questi nei confronti di Lorenzo che gestisce tutti i loro traffici e mercati; compresa Elisabetta, a quanto pare. Dunque sarebbe una virilità svilita la causa dell’omicidio e della gelosia nei confronti della sorella.

Un’altra tradizione orientale è alla base della novella: il pianto di Iside che diventa una pioggia rigenerante e fecondatrice. La dea egizia aveva infatti ricomposto il corpo di Osiride (suo marito e fratello, dio della vegetazione) per farlo vivere eternamente. Da un punto di vista simbolico il pianto di Elisabetta è molto simile: feconda il basilico e ricompone idealmente il corpo giovane dell’amato.

In ultimo c’è una sottintesa morale: non si possono comandare le leggi d’amore di natura, soffocandone gli istinti. I fratelli restano prigionieri delle convenzioni sociali (sono a caccia di un buon matrimonio per la sorella), mentre Lisabetta ubbidisce solo al suo cuore. Ancora una volta è un personaggio femminile che si fa portavoce di questa nuova morale, che è l’anima di tutto il Decameron.

4Lisabetta nella letteratura e nell’arte

  • Al racconto di Boccaccio si ispirò il poeta inglese John Keats, che scrisse un poema intitolato “Isabella, or the Pot of Basil“, con il cambio Lisabetta-Isabella.
  • Passando dalla letteratura alla pittura, la fanciulla fu esaltata nel Romanticismo e fu raffigurata da William Holman Hunt dipinse nel 1867 “Isabelle with the Pot of Basil“, riprendendo il titolo da Keats, in cui la fanciulla cinge un vaso di basilico.
  • C’è poi Sir John Everett Millais che dipinge “Lorenzo and Isabella” nel 1849.
  • Nel cinema abbiamo l’intramontabile Decameron di Pasolini che inserisce questa novella nella sceneggiatura (e quindi selezionandola tra le cento disponibili).

5I personaggi di Lisabetta da Messina

La storia presenta personaggi fittizi. Lisabetta è la protagonista; Lorenzo (poi simbolicamente sostituito dalla sua testa) è l'oggetto del desiderio; i fratelli sono gli antagonisti.

I personaggi secondari sono la fantesca (aiutante della protagonista) e i vicini di casa (aiutanti degli antagonisti).

La caratterizzazione fisica e psicologica dei personaggi non è molto dettagliata, mentre quella socio-economica è precisa. Lo schema "Donna amante - Oggetto d'amore - Antagonista" caratterizza questa novella secondo la consueta forma del triangolo amoroso, figura geometrica che meglio esprime il sistema dei personaggi.

6Guarda il video sul Decameron di Boccaccio

    Domande & Risposte
  • In quale giornata viene narrata la novella di Lisabetta da Messina?

    E' la 5° novella della 4° giornata.

  • Quali sono i temi centrali della novella?

    La ragion d'amore e la ragion di mercatura.

  • Chi narra la novella di Lisabetta da Messina?

    Filomena.