Letteratura religiosa: caratteristiche e protagonisti

Letteratura religiosa: caratteristiche e protagonisti A cura di Claudia Papaleo.

Letteratura religiosa nell'Italia del 1.200: caratteristiche e protagonisti, luoghi, tempo, i motivi della letteratura religiosa, il poemetto narrativo-didattico. Giacomino da Verona, Bonvesin de la Riva, Francesco d’Assisi e Jacopone da Todi

1Premessa

San Francesco d'Assisi
San Francesco d'Assisi — Fonte: ansa

Nel corso del Medioevo la produzione di testi a tema religioso viene alimentata con fervore e costanza, sulla scorta di un dibattito che esprime la necessità di un rinnovamento radicale della Chiesa e a seguito della nascita di movimenti evangelici a pauperistici, che vogliono operare fedelmente allo spirito e alla lettera del Vangeli, imitando la vita povera e umile di cui sono simbolo Gesù e gli Apostoli.  

2I generi della letteratura religiosa

All’interno di questa produzione letteraria si possono distinguere due generi poetici di spicco che prediligono la lingua volgare: il poemetto narrativo-didattico, che si sviluppa soprattutto nell’area lombardo-veneta e la lauda, che si diffonde in Umbria. Il primo può contenere delle dispute o discussioni, come quella fra l’anima e il corpo, oppure delle visioni, ad esempio quella dell’oltretomba, che hanno il compito di frenare i peccatori, e incoraggiare i fedeli sulla via del bene, mostrando gli orrori dell’Inferno e del Diavolo. 

Gli esponenti più importanti del genere sono Giacomino da Verona e Bonvesin de la Riva.

2.1Giacomino da Verona

Le notizie biografiche su Giacomino da Verona sono molto esigue. Ciò che sappiamo è che il frate apparteneva all’ordine francescano e che visse tra la prima e la seconda metà del XIII secolo. Le sue opere più importanti sono La Gerusalemme celeste e Babilonia, città infernale. Entrambe si concentrano sul tema dell’Aldilà.

Le mura di Babilonia
Le mura di Babilonia — Fonte: getty-images

La prima racconta della città celeste che, costruita su fondamenta di pietre preziose, e sorvegliata da cherubini armati di spade, capaci di allontanare il male, le brutture e il pericolo, è proibita ai peccatori. Qui, coloro che hanno seguito la via del bene possono godere della giovinezza, dell’assenza di malattia e della bellezza luminosa di una natura viva e gentile. 

Babilonia, come è facile intuire dal titolo, rappresenta invece il rovesciamento della Gerusalemme celeste. La città, quindi, è il luogo destinato a chi è dannato per l’eternità e a cui toccheranno il fetore, il grigio ferreo del cielo, creature orripilanti e lo sguardo impietoso di Lucifero, re indiscusso di questa terra infernale. 

2.2Bonvesin de la Riva

Bonvesin de La Riva visse, grosso modo, negli stessi anni di Giacomino da Verona. Frate dell’ordine terziario degli Umiliati, e legato alla borghesia guelfa, viene ricordato, in particolare, per il Libro delle tre scritture

Il poemetto in volgare affronta, ancora, il discorso sul Paradiso e l’Inferno e si divide in tre parti: la scrittura nera, dove si descrivono le pene infernali, la scrittura rossa, dedicata alla Passione di Cristo, e la scrittura dorata, che descrive le gioie paradisiache. 

3La Lauda

La lauda, dal latino laus, cioè lode, celebra la vita di Maria, di Cristo e dei Santi e tende a trasformare l’origine della sua natura lirica in una struttura drammatica. Dopo il 1260 si fissa nella forma scritta e nella struttura della ballata, presentando un’alternanza tra la voce del solista e il coro dei fedeli. È attraverso questo genere poetico che si esprimono i più importanti esponenti della letteratura religiosa medievale: Francesco d’Assisi e Jacopone da Todi

3.1Francesco d'Assisi

San Francesco d'Assisi riceve le stimmate. Monaco italiano che predicava semplicità, povertà e umiltà davanti a Dio, fondatore dell'ordine francescano.
San Francesco d'Assisi riceve le stimmate. Monaco italiano che predicava semplicità, povertà e umiltà davanti a Dio, fondatore dell'ordine francescano. — Fonte: getty-images

Francesco nasce ad Assisi il 26 settembre del 1181 o 1182. Il padre è un ricco mercante e la giovinezza del figlio trascorre nella spensieratezza.
La crisi arriva con la prigionia di oltre un anno. Francesco, infatti, era stato catturato nella sconfitta di Assisi a opera di Perugia nello scontro, del 1202, di Ponte San Giovanni.   

A questa crisi seguono la vocazione e la conversione religiosa del 1206, conversione che spinge Francesco a liberarsi delle proprie ricchezze, ad aiutare i bisognosi e a condannare con fermezza i valori economici della società borghese comunale. L’esempio dell’uomo viene presto seguito da numerosi seguaci e organizzato da lui stesso secondo una Regola approvata prima da papa Innocenzo III nel 1210 e poi, nella sua forma più compiuta, da Onorio III nel 1223. 

Poco prima di morire, il frate compone, in volgare umbro, Lodi delle creature o Cantico di frate sole, dove trova spazio una visione ottimistica e pacifica della vita umana e della natura. Qui l’idea evangelica nasce dal rapporto armonioso dell’uomo con l’universo, con Dio e, addirittura, con la morte e, mostrando l’aspetto sereno del creato, si propone come alternativa al pessimismo apocalittico medievale. L’armonia, inoltre, è strettamente connessa alla libertà, che può essere raggiunta abbandonando i vincoli gerarchici della società

Il componimento, considerato il primo testo artistico della letteratura italiana, nasce come uno strumento di propaganda religiosa e si propone, grazie all’uso del volgare, di parlare anche agli umili e agli ignoranti.

Sul piano formale il Cantico, coerentemente con i suoi contenuti, e i suoi intenti, si distingue per una lingua vivace e rasserenata, volta a nominare gli elementi più semplici e comuni dell’esperienza materiale del mondo, che non appare più come dominato soltanto dal peccato. D’altra parte il suo ordine viene inalterato e si conferma il rapporto gerarchico che subordina la terra a Dio.

3.2Jacopone da Todi

Jacopone nasce a Todi, probabilmente nel 1236 e, forse, dalla nobile famiglia dei Benedetti. Pare che prima della conversione, avvenuta nel 1268, l’autore avesse vissuto esercitando la professione di procuratore legale. Dal 1268 in poi, la sua vita è segnata dal rifiuto di tutti i valori mondani e dall’accoglienza nell’ordine francescano come frate laico, dopo dieci anni di vagabondaggi e di penitenza.

Jacopone da Todi (ca 1230-1306), 1436, di Paolo Uccello
Jacopone da Todi (ca 1230-1306), 1436, di Paolo Uccello — Fonte: ansa

La parte più significativa della sua produzione letteraria è da ricercare nelle laudi che, spesso, ripropongono i temi della tradizione francescana: l’umiltà dell’uomo e delle cose terrene rispetto alla grandezza di Dio, la gioia mistica e i momenti salienti della fede cristiana.

D’altra parte la divinità, di cui l’uomo ha bisogno, è irraggiungibile e questo, insieme alla nullità della Terra, genera nelle parole dell’autore un doppio pessimismo. Il nulla si abbatte tanto sulla persona del poeta quanto sulla società degradata a lui contemporanea. La dimensione della socialità è poi denunciata come esperienza mondana e peccaminosa, anche se l’oratoria di Jacopone implica sempre un ascoltatore da catturare e convincere, senza che sia ammessa una qualsiasi forma di colloquio o problematicità. 

San Giovanni, apostolo ed evangelista
San Giovanni, apostolo ed evangelista — Fonte: getty-images

Sul piano stilistico le laudi del frate si distinguono per una spiccata tensione espressiva: la sintassi è spezzata e spesso presenta asindeti, ellissi e cambiamenti di soggetti. Il periodo si costruisce sulla struttura a catalogo, procedendo per elencazioni e contrasti tra l’anima e il diavolo, la vita e la morte oppure gli angeli e i diavoli. La tendenza alla drammatizzazione, qualche volta, può originare dei dialoghi. 

Un esempio su tutti è il Pianto della Madonna, dove l’intreccio di voci genera, addirittura, un effetto teatrale. A parlare, nello specifico, sono San Giovanni Evangelista, Gesù, la Madonna e la folla che assiste agli ultimi momenti della vita di Gesù.

La Crocifissione: affresco di Pietro Lorenzetti (parte delle Storie della Passione di Cristo). Basilica inferiore di San Francesco ad Assisi
La Crocifissione: affresco di Pietro Lorenzetti (parte delle Storie della Passione di Cristo). Basilica inferiore di San Francesco ad Assisi — Fonte: ansa

Maria, come suggerisce il titolo, viene fotografata nella dolorosa umanità della madre costretta ad assistere all’ingiustificata condanna a morte del figlio, e pronta a condividere lo stesso destino. Giovanni, ascoltando il desiderio di Cristo, deve spingerla a restare in vita, mentre il popolo si esprime soltanto due volte per ribadire la giustezza della sentenza.

L’intento di Jacopone è quello di spettacolarizzare la Passione per far sì che il pubblico possa immedesimarsi nell’esperienza dei protagonisti e comprendere la portata del sacrificio compiuto da Gesù.