Legalità e illegalità: tema

Di Redazione Studenti.

Esempi di legalità e di illegalità, la promozione di una cultura della legalità e l'importanza della sensibilizzazione dei giovani sul tema della legalità. Tema svolto su legalità e illegalità

LEGALITA’ E ILLEGALITA’: TEMA

Legalità e illegalità: tema
Legalità e illegalità: tema — Fonte: getty-images

Parcheggiamo in seconda fila, usiamo il cellulare quando siamo al volante, imbrattiamo ciò che ci circonda, inquiniamo l’ambiente, ci assentiamo dal lavoro spesso senza una giusta causa, evadiamo le tasse, ci facciamo raccomandare, chiediamo e concediamo favori calpestando, noncuranti, i diritti altrui. Siamo individualisti, anarchici, capaci di grandi ed isolati gesti eroici, ma anche di comportamenti meschini e immorali. Questo anche perché, dopo secoli di assoggettamento a potenze straniere, non ci sentiamo ancora un popolo, con obiettivi comuni da raggiungere, primo fra tutti il bene collettivo. Non per nulla un grande italiano Massimo D’Azeglio si espresse in questi termini: “Fatta l’Italia, dobbiamo fare gli italiani” e questo forse, non è ancora accaduto come testimoniano le tante posizioni a proposito dell’Unità d’Italia, tra le quali quelle fatte proprie da alcuni partiti politici. Non passa giorno senza che i media segnalino scandali e storture. Le librerie pullulano di saggi di denuncia del malcostume e della corruzione, che caratterizzano la vita nazionale quasi in ogni ambito. Si descrive ormai l'Italia come un Paese ingessato in caste arroccate nella difesa dei propri privilegi e sorde alle istanze dettate dall'interesse generale e con un sistema economico e sociale nazionale ormai al collasso, poiché obsoleto.

In una situazione economica particolarmente difficile come quella attuale, che vede il nostro Paese arrancare nella competizione globalizzata dei mercati ed incapace di sviluppare quella coesione e unità di intenti necessaria a risollevare le sorti nazionali, la questione della legalità acquisisce un'inevitabile centralità nel dibattito politico, sociale e culturale.

LA CULTURA DELLA LEGALITA’

Per promuovere una cultura della legalità, le agenzie educative, prima fra tutte le scuole, dovrebbero attivarsi per trasmettere questo ideale non come una privazione della libertà personale di fare ciò che noi riteniamo giusto per il nostro tornaconto, ma come qualcosa che permette di vivere liberi senza calpestare i diritti altrui. Bisognerebbe parlare dei tanti ostacoli che impediscono al nostro Paese di confrontarsi a pieno titolo, senza complessi di inferiorità, con gli altri Stati dove la legalità è prassi. Spesso, all’estero, quando si pensa all’Italia, vengono sì in mente l’arte, la storia, la cultura che nel corso dei secoli l’hanno resa appetibile e meta di studiosi e di amanti dell’arte e del bello, basti pensare a come, sin dal Settecento,  gli uomini di cultura d’Europa aspirassero a compiere il cosiddetto “Grand Tour”, che aveva come meta privilegiata l’Italia. Ma, negli ultimi decenni, a questa fama positiva si è accompagnata quella di un Paese dove l’illegalità la fa da padrona, poiché Mafia, Camorra, Ndrangheta e Sacra Corona hanno costituito un potere economico che si è affiancato, se non sostituito, come avviene in alcune regioni, a quello legale. Sarebbe estremamente utile che nelle scuole si parli di queste organizzazioni che hanno creato un potere economico ed una organizzazione sociale che, sostituendosi allo Stato, danno dell’Italia un’immagine che non le rende giustizia. Se è vero, infatti, che queste esistono, è vero anche che tanti sono stati e quotidianamente sono i cosiddetti “servitori dello Stato” che, sacrificando la propria vita o svolgendo quotidianamente ed umilmente il proprio lavoro, sulle strade, negli uffici, nei tribunali, cercano di migliorare l’immagine del nostro Paese.

L'educazione e la sensibilizzazione dei giovani sul tema della legalità è un modo efficace per combattere il crimine e contribuire al progresso della nazione. Va poi sviluppato anche da tutti noi cittadini, come avviene nelle nazioni più evolute, quello spirito di servizio che sempre deve accompagnare l'operato di dipendenti e funzionari della Pubblica Amministrazione. Chi esercita una funzione pubblica, a qualsiasi livello, deve recuperare l'orgoglio e il prestigio del proprio lavoro e usare il potere grande o piccolo che gli è conferito, per risolvere con giustizia e imparzialità i problemi del cittadino, non per vessare, ricattare o estorcere denaro.

PIU’ TRASPARENZA

Occorre più trasparenza; non si dovrebbe più permettere che controllati e controllori siano spesso, come succede oggi, lo stesso soggetto e i dati relativi ai bilanci e all'attività della Pubblica Amministrazione dovrebbero essere, come succede nelle democrazie più mature della nostra, a disposizione di tutti, in maniera che ogni cittadino possa vigilare sul buon andamento dei pubblici uffici e possa esercitare quel controllo capillare che solo può impedire corruzioni e abusi. I controlli devono diventare più frequenti e rigorosi anche per le aziende private, che spesso aggirano con disinvoltura norme importanti relative ad appalti, attività finanziarie e sicurezza sul lavoro. La meritocrazia è in Italia un criterio poco praticato. Si fa carriera più per parentele, conoscenze, raccomandazioni, appoggi politici, scambi di favori che per criteri oggettivi di eccellenza. La mortificazione del merito costituisce un'ingiustizia sociale, danneggia il cittadino impedendogli il raggiungimento, nei vari ambiti della vita, di quegli obiettivi e traguardi che la sua competenza e preparazione meriterebbero. Licenziare i cosiddetti "fannulloni" dalla Pubblica Amministrazione serve a poco, se questa bonifica non è accompagnata dalla selezione meritocratica di una classe dirigente con idee moderne, capace di dare l'esempio, organizzare, stare al passo con i tempi, dalla introduzione di miglioramenti nelle procedure e dalla definizione di obiettivi più vantaggiosi per la collettività.

TEMA SU LEGALITA’ E ILLEGALITA’: CONCLUSIONE

Il perseguimento di una maggiore legalità e di un maggiore rispetto delle regole è un compito arduo che richiede nel nostro Paese una mutazione culturale, direi quasi antropologica, poiché si tratta di sradicare idee e concetti tanto profondi da essere considerati norma. Per progredire occorre intanto che ogni singolo cittadino partecipi alla vita pubblica con maggiore impegno, che reclami i propri diritti e che assolva, in prima persona, ai propri doveri. Lo sviluppo di una cittadinanza più matura, consapevole e partecipativa, magari utilizzando la potenza dei nuovi mezzi di comunicazione che la contemporaneità ci mette a disposizione, come ad esempio la Rete, potrebbe, forse, consentire anche all’Italia di allinearsi con le Nazioni dove la legalità è la norma e la illegalità l’eccezione, esattamente il contrario di quanto non avvenga attualmente da noi. Quanto l’educazione possa sensibilizzare una persona, molto dipenda dalla morale personale e dalla coscienza di ciascuno. C’è da sperare che i giovani possano impostare il loro progetto di vita ispirandosi ai valori di solidarietà e giustizia. Si tratta di un obiettivo ambizioso, non facile soprattutto per coloro che vivono circondati dall’illegalità, ai quali per intraprendere un percorso virtuoso sono necessari non solo la volontà, ma anche tanto coraggio.

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