Le opere pubbliche del Ventennio fascista

Di Redazione Studenti.

Le opere pubbliche del Fascismo: opere architettoniche e di bonifica e l'istituzione dei primi parchi nazionali. Ecco cosa ha fatto Mussolini

Introduzione

Benito Mussolini
Benito Mussolini — Fonte: getty-images

Il ventennio fascista ha segnato in maniera indelebile la storia del nostro Paese. Oltre che il ricordo di un periodo di oppressione e ondate di violenza sempre crescenti, si devono ricordare anche i numerosi interventi di carattere pubblico che furono messi in atto. Vediamo di seguito quali furono le opere pubbliche del ventennio fascista.

Progetti imponenti

Quando alla guida di un Paese si instaura una dittatura, le opere pubbliche eseguite sotto di essa assumono un valore di gran lunga superiore alla costruzione stessa.

Infatti inspiegabilmente diventano mezzi di propaganda, creano consenso da parte dei cittadini, mettendo in secondo piano la repressione esercitata in altri settori.

Il Fascismo non fu sicuramente da meno, e senza sfuggire a questa prassi ecco che in quasi tutti i luoghi d'Italia presero il via progetti imponenti. Ma non solo, questi furono anche affiancati da interventi minori ma comunque di grande spessore.

Possiamo annoverare fra questi la costruzione di scuole, case popolari, edifici pubblici in genere, risanamento e bonifica di aree urbane altrimenti non utilizzabili.

Opere di bonifica

Nel quadro di un miglioramento delle condizioni della campagne, agli inizi degli anni '20, venne varata la legge Mussolini sulla Bonifica Integrale.

Questa legge si prefiggeva l'obiettivo di eliminare gran parte delle zone paludose ed acquitrinose esistenti in Italia, in maniera da liberare terre per l'agricoltura ma, soprattutto, per combattere la malaria, ancora ampiamente diffusa nelle campagne.

La bonifica più celebre è senza dubbio quella Pontina, ossia quella che ha interessato una parte del territorio dell'attuale provincia di Latina.

Tra il 1920 ed il 1940, si assistette al potenziamento della rete stradale e ferroviaria italiana. Si decise di dare più spazio alla manutenzione delle strade statali e per farlo venne potenziano l'organico, creando ancora una volta posti di lavoro.

Anche la rete ferrovia in quel periodo beneficiò di miglioramenti, infatti alcuni tratti vennero corredati di elettricità.

Non furono dimenticati nemmeno i porti, alcuni dei quali vennero completamente ristrutturati e resi nuovamente accessibili.

Oltre che sul territorio nazionale, anche nelle colonie vennero effettuate migliorie, come ad esempio la costruzione di strade la cui lunghezza complessiva può essere quantificata di diverse migliaia di chilometri.  

Parchi Nazionali

Ma le grandi opere non riguardarono solo ed esclusivamente costruzioni, infatti fu proprio sotto il periodo fascista che vennero istituiti i grandi parchi nazionali ancora oggi esistenti.

Stiamo parlando del Parco Nazionale dello Stelvio, del Gran Paradiso, del Parco Nazionale d'Abruzzo e del Circeo.

Altre opere del ventennio fascista

Non mancarono nemmeno le centrali idroelettriche con la conseguente realizzazione dell'illuminazione stradale.

Grandi opere anche a carattere culturale, ad esempio il prosciugamento del Lago Nemi, avvenuto nel 1931 per poter portare alla luce antiche navi romani.

E fu proprio sotto il Fascismo che prese il via il progetto per la costruzione della metropolitana a Roma.

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