Le Odi di Alessandro Manzoni: riassunto e analisi

Di Redazione Studenti.

Riassunto e analisi de Le Odi di Alessandro Manzoni, note per componimenti come Il cinque maggio, dedicato a Napoleone Bonaparte

Le Odi di Alessandro Manzoni

Il cinque maggio è una delle Odi di Alessandro Manzoni
Il cinque maggio è una delle Odi di Alessandro Manzoni — Fonte: getty-images

Le odi composte da Manzoni sono liriche, patriottiche e civili: l'autore segue sempre con passione le vicende politiche italiane, al punto che le sue poesie nascono a caldo, appena si apre uno spiraglio di speranza per incoraggiare un movimento, sostenerlo e propagandarne l’azione.

Ne è un esempio Marzo 1821, dedicata ai moti e alla speranza che l’esercito piemontese si unisca a quello lombardo per ottenere l’indipendenza nazionale. Fu composta alla notizia dei moti carbonari di quel mese, quando sembrava che il reggente Carlo Alberto potesse muovere guerra all’Austria e all’entusiasmo patriottico si unisce il tema biblico del Dio guerriero e vendicatore, che approva le guerre giuste e punisce gli oppressori: Dio va in soccorso della causa dei popoli che lottano per la propria indipendenza perché opprimere un popolo è contrario alle sue stesse leggi.

Il cinque maggio, scritta nel luglio 1821, alla notizia della morte di Napoleone Bonaparte, ha le movenze epiche dell’ode civile, soprattutto nella rievocazione della vicenda terrena dell’imperatore, dove compare anche il tema dell’eterno, però il linguaggio lirico-religioso è quello degli Inni Sacri.

Il Cinque Maggio

È ispirata alla morte di Napoleone, avvenuta il 5 maggio 1821 nell’isola di Sant’Elena. Sebbene Manzoni, essendo un liberale, non nutrisse simpatia politica per Napoleone, tuttavia la morte e le notizie giornalistiche che parlavano della sua conversione cristiana lo indussero a rivedere la vicenda napoleonica da una nuova prospettiva e a tentarne un bilancio conclusivo da un punto di vista più religioso che politico.

Struttura dell'Ode

L’ode si divide in tre momenti:

  • Il preambolo comprende le prime quattro strofe, in cui viene spiegata la morte di Napoleone e l’atteggiamento di Manzoni rispetto a questo evento
  • Il secondo momento è diviso in due parti.
    - La prima parte comprende le strofe dalla 5 alla 9 e contiene la rievocazione delle imprese vittoriose
    - La seconda parte va dalla decima alla quattordicesima strofa e contiene la descrizione della sconfitta, l’esilio e la disperazione.
  • Nella conclusione, dalla quindicesima alla diciottesima strofa, Manzoni parla del soccorso della fede e del trionfo dell’eterno sulla gloria terrena.

Il primo momento è caratterizzato da due opposizioni:

  • Quella tra immobilità della salma e la vece assidua delle sue azioni
  • Quella tra la grandezza, data dall’uomo descritto folgorante, e la negatività dell’azione, data dalla cruenta polvere, perché con le guerre aveva seminato distruzione e morte.

Nel secondo momento rievoca la vicenda temporale e vi è un’opposizione tra lo spazio geografico in cui si erano svolte le vicende napoleoniche e la piccola isola dove ora era in esilio, in seguito si oppongono il passato glorioso e il misero presente dell’esilio.

Nell’ultimo momento vi è il contrasto tra la gloria, che si annulla nel silenzio e nelle tenebre, e la negatività dell’azione, ma viene introdotto il tema della pace nel perdono divino.

Significato dell'Ode

Manzoni usa quest’ode per fare una meditazione sui grandi uomini della storia; la vita tumultuosa di Napoleone è stata determinata dagli sconvolgimenti e l’autore si chiede se sia stata positiva.

La risposta è no, perché agire nella storia in cerca di grandezza vuol dire raccogliere vittorie, ma anche offese, generare distruzioni e sofferenze, e all’interno di se stessi crea un continuo conflitto tra passato glorioso e presente oscuro nella morte, che mette gli uomini vicini al significato della vita.

Infatti vicino alla morte gli uomini si rendono conto che tutto ciò che è terreno è caduco, tuttavia ciò non vuol dire che l’uomo non debba cercare di diventare un eroe e non debba compiere grandi imprese.

Il cinque maggio: analisi dell'Ode

Il soggetto nell'Ode è sempre sottinteso e Napoleone non viene mai nominato. Per questo si erge come gigantesco protagonista del tempo storico: e infatti il passato remoto, tempo dell’azione, ne scandisce la collocazione in una dimensione temporale ormai trascorsa, ma ne valorizza anche il dinamismo delle imprese politiche e belliche.

Manzoni intende sottolineare il ruolo salvifico della Grazia Divina e la funzione della Provvidenza, così nella grandezza dell’uomo si avverte la grandezza di Dio, ma questa umilia e ridimensiona la prima. Alla domanda Fu vera gloria? Manzoni risponde che di fronte all’eternità la gloria di Napoleone è solo silenzio e tenebre. È questo un motivo costante della riflessione di Manzoni, che tende sempre a comprimere l’individuo, ad abbassare l’eroe, a vederne la limitatezza in una prospettiva universale.

Come già nella Pentecoste, il Dio di Manzoni ha una dimensione tragicamente giansenista: è un Dio biblico e guerriero e lascia in Napoleone una più vasta orma della propria potenza creatrice e alla fine posa sulla deserta coltrice acanto a lui; dunque la grandezza di Napoleone ha qualcosa della grandezza divina.

C’è come un nascosto parallelismo tra due forme di potere e di autorità. Se dal punto di vista ideologico l’autore non ha dubbi nel limitare quella terrena e nel mostrarne la nullità nei confronti dell’altra, tuttavia la parte epica del componimento testimonia il fascino che sull’autore esercitano le grandi personalità, come quella di Napoleone.

Ascolta l'audiolezione sul Cinque maggio di Alessandro Manzoni

Ascolta la lezione del nostro podcast dedicata al Cinque Maggio di Alessandro Manzoni, con analisi della struttura e delle figure retoriche.

Ascolta su Spreaker.